Cronaca

Fermi da oltre 25 anni i filobus del ‘Programma Disia’ tra Bari e Carbonara

Una vera maledizione, quella che pesa oramai sul “Programma  DISIA  89-91/Ripristino  della  linea  filoviaria  Carbonara–Stazione  Centrale di Bari”: dal 1989 e cioè da ventisei anni, si susseguono parole, promesse e parole su lavori, forniture e finanziamenti che avrebbero dovuto riattivare i vecchi filobus a Bari. O meglio, tra la stazione di piazza Moro e le ex frazioni di Ceglie e Carbonara. Ma tutto è stato inutile finora, nonostante l’attuale sindaco, quando rivestiva la carica di assessore alla Mobilità nelle giunte guidate da Emiliano, sia stato tra i maggiori fautori di questo programma. Adesso è l’ex assessore e vicesegretario repubblicano Peppino Calabrese a tornare sul programma/fantasma, facendo seguito ai solleciti per iscritto della pratica, nonché alle dichiarazioni rilasciate proprio dal Signor Sindaco di Bari in occasione della visita alle Officine AMTAB, riportate sulla stampa locale l’anno scorso. E riguardanti, appunto, l’urgente adeguamento del servizio di trasporto pubblico locale. Calabrese ricorda bene che fu proprio l’azienda cittadina ai trasporti urbani con una nota del 2 agosto 2013, relativa al ripristino della linea filoviaria Carbonara-Stazione centrale di Bari, esponeva di aver provveduto “a tutto quanto necessario in ordine al Regolamento di esercizio della rete filoviaria compreso la modalità e programmi di esami e le relativa abilitazioni e alla certificazione di agilità e omologazione del materiale rotabile e relativo pre-esercizio”. L’Amtab aggiungeva perfino che la data di effettiva fruizione della tratta filoviaria Bari-Carbonara era, comunque, subordinata alle modalità e procedure tecnico-amministrative dell’USTIF di Bari presso la Direzione Generale della Motorizzazione. Peppino Calabrese ricorda anche le dichiarazioni di Antonio Decaro in ordine all’adeguamento del servizio di trasporto pubblico, quando si era interessato alle operazioni relative alla procedura tecnico-amministrativa da parte dell’USTIF necessarie per poter stabilire la data effettiva di fruizione, da parte dei cittadini, della linea filoviaria Carbonara-Stazione Bari Centrale <<…stante l’urgente bisogno di mettere in esercizio sia le filovie che da lungo tempo sono parcheggiate nei depositi della locale Azienda dei Trasporti urbani (AMTAB), sia i nuovi dieci autobus usati in acquisto, oltre quelli nuovi da acquistare tramite gara con finanziamenti della Regione Puglia>>. Per finire, di acqua ne è siuramente passata sotto tanta i ponti eppure, tra qualche autobus eternamente in manutenzione e qualche altro che improvvisamente s’incendia sul nostro lungomare non mietendo vittime solo per miracolo, il vicesegretario pugliese del Partito Repubblicano ha deciso di riprendere carta e penna per – come scrive lui stesso a primo cittadino, assessore alla Mobilità e direttore dell’Amtab – avere conoscenza in ordine alla realizzazione del sistema delle circolari mediante creazione di zone di scambio onde favorire l’intermodalità ferro-gomma e quella delle linee elettriche filoviarie nella tratta Carbonara-Ceglie del Campo. In particolare, con la missiva già arrivata sulla scrivania di Decaro, assessori e direttori comunali, si chiede di conoscere se la società Ansaldobreda abbia consegnato alla Civica Amministrazione la linea filoviaria Carbonara-Stazione di Bari Centrale, il cui completamento era necessario alla messa in esercizio delle due linee filoviarie (Carbonara-Stazione di Bari Centrale e Carbonara-Ceglie del Campo. Infine, proprio alla luce delle questioni riguardanti il malridotto sistema di trasporto cittadino, sarebbe il caso che qualcuno dalle stanze decisionali si dia una mossa, magari facendo conoscere ai ‘comuni mortali’ –vale a dire cittadini-contribuenti baresi- le date effettive di fruizione delle suddette linee filoviarie che, per la loro peculiarità, come noto, risulteranno meno inquinanti degli attuali sistemi di trasporto pubblico ed ottimizzeranno gli spostamenti tra il centro città ed i quartieri di Carbonara e Ceglie del Campo.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 25 Giugno 2015

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