Cultura e Spettacoli

Festa della Musica, una tappa importante e una ricorrenza significativa

Il 21 giugno, solstizio di estate. Intervista con il musicista Monsignor Marco Frisina

Il 21 giugno, solstizio di estate, è la Festa della Musica. Una tappa importante ed una ricorrenza significativa.  Per capirne di più, abbiamo intervistato il noto musicista Monsignor Marco Frisina.

Monsignor Frisina, che cosa è la musica e che ruolo ha o deve avere nella nostra vita?

“La musica è prima di tutto armonia, bellezza, rimette tutto a posto, le passioni, gli stati di animo, le tensioni. Sa rassicurare ed aiutare a trovare la via della verità e del bello. Naturalmente se è di buona qualità e ben eseguita. La musica ci aiuta, aggiungo, ad avere un bel rapporto con la realtà che ci circonda e a sistemare i sentimenti dentro di noi”.

Festa della musica, un suo messaggio…

“Ci ricorda senza dubbio che il mondo ha bisogno di armonia e di pace, di eliminazione dei conflitti, interni ed esterni. Viviamo un mondo che è disarmonico, esattamente l’opposto di una bella musica che al contrario, è armonia e gioia. Ecco perchè bisogna fare in modo di incentivare lo studio della musica e della cultura musicale che, spiace dirlo, in Italia non è accentuato”.

Ovviamente parliamo della bella musica…

“Certamente. Quando parlo di forza pacificatrice della musica mi riferisco a quella bella, spiacevolmente in questo momento storico, assieme alla musica pacificante e serena, abbiamo tanta musica eccitante, di valore non elevato che non calma gli animi, ma anzi li spinge verso sentimenti aggressivi, penso al rock, o al rap. Il problema non è tanto il genere, quanto il messaggio che viene inviato e di questo a volte bisognerebbe tener conto e preoccuparsi”.

In Italia abbiamo una cultura musicale degna di tal nome?

“No e questo non va bene. Esiste una élite, ma nella gran parte dei casi nelle scuole non si fa vera e sana cultura musicale. Al contrario si ricordi che la musica fa riflettere, fa meditare”.

Come mai nelle chiese, rispetto ad altre nazioni, si mettono solo i testi dei canti e non gli spartiti?

“Proprio perchè manca la cultura musicale di cui parlavo prima. Se si sapesse leggere lo spartito, sarebbe perfetto. Invece no”.

Che differenza esiste tra musica liturgica e musica religiosa?

“Allora. La musica religiosa riguarda genericamente l’ambito religioso, penso ad un kyrie o gloria. Mentre quella liturgica si occupa specificamente dell’azione liturgica, la segue e a quella è orientata e finalizzata. In poche parole la musica liturgica è una branca di quella religiosa in sè”.

Perchè nelle musiche alla domenica non sempre si ascolta buona musica?

“Il problema è alla radice. Manca, come dicevo, la cultura musicale per un verso e dall’ altro è anche una questione di mezzi economici, ci si rivolge al volontariato e non a professionisti. Ovviamente capisco bene i parroci e le loro situazioni, ma tutto questo va a discapito della musica di qualità”.

Papa Ratzinger sosteneva che l’organo è il principe degli strumenti musicali…

“Aveva ragione. L’ organo riesce a fare la differenza ed ha una vasta gamma di suoni, fortunatamente dopo un periodo di crisi, sta tornando di moda. Il problema vero è che mancano gli organisti o meglio ce ne vorrebbero di più. La ragione è che per un verso non si studia molto, e per l’altro gli organisti hanno bisogno di adeguata remunerazione”.

Agostino diceva che chi canta prega due volte, frase che è stata abusata e mal interpretata…

“Esattamente. Intanto bisognerebbe dire chi canta bene, ma Agostino, che era rigido su tante cose, si rifaceva ad Ambrogio quando diceva quella cosa, voleva affermare che il canto aiuta la preghiera, la rinforza, ma alla fine quello che conta è pregare”.

Canto gregoriano. Va considerato musica?

“Certamente ed anche di elevato livello”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 21 Giugno 2024

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