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Festa di San Michele, almeno stavolta Decaro non si presenti “a mani vuote”

I residenti di Palese Macchie sono considerati, da chi gestisce il Palazzo barese di Corso Vittorio Emanuele, cittadini di serie “B” finanche per la storica Festa Patronale di “San Michele Arcangelo” e non soltanto per la qualità dei servizi che il Comune di Bari riserva agli abitanti della ex frazione a nord del capoluogo od anche per le opere ed interventi di riqualificazione che l’Amministrazione centrale spesso effettua con il contagocce e solo quando è indispensabile provvedervi. Di contro a ciò che accade invece per altre zone della città, ritenute probabilmente più “nobili” o, evidentemente, di serie “A” rispetto al V Municipio cittadino di decentramento amministrativo ed ove il Comune si profonde in servizi ed interventi numericamente e qualitativamente superiori. E tale differenza di trattamento a Palese i cittadini la rilevano anche per la tradizionale manifestazione religiosa e folkloristica in onore di “San Michele”, che si svolge annualmente  la seconda domenica d’Agosto sin dai tempi in cui la ex frazione faceva parte del Comune di Modugno, vale a dire prima del 1928, quando la locale Parrocchia dipendeva canonicamente dalla Chiesa Madre di Modugno. Infatti, per tale ed altre ragioni storiche, da tempo ormai la festa palesina in onore di San Michele è annoverata dalla Curia arcivescovile di Bari-Bitonto nell’elenco delle “Feste Patronali” diocesane a tutti gli effetti. Però, nonostante la Festa di San Michele sia inserita nel predetto elenco ufficiale curiale, da diverso tempo non riceve più  alcun contributo economico da parte del Comune. La motivazione addotta dall’Amministrazione barese al “declassamento” dell’evento palesino sta nel fatto che Codesta politicamente sostiene (in evidente contraddizione con quanto affermato dagli Atti curiali baresi) che il Santo Patrono di tutta la Città di Bari (comprese tutte le storiche ex frazioni) è San Nicola. Pertanto, soltanto per i festeggiamenti del Santo di Myra l’Amministrazione  ritiene, con una decisione squisitamente politica che ignora non solo gli atti ecclesiastici ma anche storia e tradizioni del territorio, di dover intervenire finanziariamente a sostegno della relativa manifestazione civile e religiosa che si svolge nel centro cittadino nei giorni del 7, 8 e 9 di Maggio di ogni anno. In altri termini, la Festa patronale palesina di San Michele, insieme a quelle chi si svolgono in altri quartieri periferici di Bari, sarebbe – sempre secondo l’Amministrazione centrale – da considerare una semplice festa rionale, alla stregua di quelle più modeste che si svolgono in rioni come Fesca-San Girolamo, Catino, San Pio o Macchie, che – tra l’altro – non sono, né possono essere considerate per storia, tradizione e secondo i dettami della disciplina canonica ecclesiastica, “Feste Patronali” alla stregua di quella di Palese, che invece è bicentenaria. Sta di fatto, quindi, che dalle casse del Comune di Bari non perviene un centesimo di Euro alla comunità di Palese per la storica e tradizionale festa di “San Michele”, nonostante il locale ed omonimo Comitato organizzatore della festa da anni si ostini a riportare sulla copertina dell’apposito opuscolo e sul manifesto illustrativo di presentazione dell’evento, in bella mostra, sia il logo del Comune capoluogo che quello dell’attuale “V Municipio” di decentramento comunale (in passato “Prima Circoscrizione” di Bari). E, leggendo il retro pagina della copertina dell’edizione del 2018 di detto opuscolo, si scopre finanche che tra i nomi che compongono il “Comitato d’onore” della festa di “San Michele” di Palese compare al primo posto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, seguito nell’ordine da nomi dei tre consiglieri comunali locali (Cavone, Picaro e Maiorano) e da quello del Presidente del Municipio di zona, Gianni Moretti. Gratificazione, quest’ultima, che è avvenuta anche nelle precedenti edizioni della festa. Ma ancor più paradossale è il fatto che le Autorità amministrative comunali, oltre ad essere annualmente riverite ed omaggiate con il loro inserimento nel “Comitato” che presiede “ad honorem” la festa Patronale di Palese, si presentano puntualmente a fare scenografica passerella nelle manifestazioni religiose e civili dell’evento (Santa Messa, processione, ecc.) senza che, per altro, l’Amministrazione eroghi (o da Bilancio o da dotazione di rappresentanza del Sindaco) un benché minimo contributo a sostegno dei festeggiamenti. Circostanza, quest’ultima, ancor più scandalosa, se si considera che il Primo cittadino barese, Decaro, ha una doppia dotazione di rappresentanza, derivata dal fatto che, oltre ad essere Capo dell’Amministrazione del capoluogo, è anche Sindaco-Presidente della “Città metropolitana” di Bari. Per cui Decaro, non dovrebbe avere alcun problema a reperire un sia pur minimo “contributo ufficiale” di almeno uno dei due Enti locali che guida dal 2014, per una miglior riuscita dell’evento agostano palesino. Infatti, non sono in pochi ad augurarsi a Palese che almeno per questa edizione della festa Patronale palesina, che precede la campagna elettorale amministrativa del 2019, domenica prossima non si presenti “a fare scena” durante le celebrazioni senza che abbia “scucito” alcunché neppure dalla dotazione economica degli Enti rappresentati in capo al suo Ufficio. E se almeno questa volta accadrà, sarà davvero un “pirotecnico” miracolo per “San Michele”, oltre che per i trascurati e tartassati palesini.

 

Giuseppe Palella

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