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Fiera, monta il malcontento dei dipendenti, tra assunzioni, promozioni e consulenti

Aria sempre più pesante all’interno della Fiera del Levante, ex fiore all’occhiello del capoluogo pugliese e non solo, ormai gestita da un’management’ che ha assunto una serie infinita di decisioni e adottato provvedimenti che, partendo dalla presidenza di Cosimo Lacirignola e dall’ex Segretario Riccardo Rolli nei confronti di lavoratori vecchi e nuovi, negli ultimi tempi sta creando ancora più scompiglio. Infatti, prima ancora degli ultimi spostamenti e trasferimenti riguardanti perfino dipendenti giunti oramai vicinissimi al varco del pensionamento conferendo degli incarichi diversi da quelli precedenti (passati improvvisamente dalla sezione amministrativa all’ufficio protocollo o all’ufficio tecnico, dal commerciale ad altro ufficio) in Fiera fu assunto con contratto a tempo determinato il dottor Cosimo De Palma, segnalato sia dall’ex Segretario Generale Riccardo Rolli, che dal Presidente Cosimo Lacirignola. Al De Palma, attualmente non più in servizio, venne affidato il compito di responsabile Ufficio Gestione del Personale e, di concerto con la Direzione dell’Ente, provvide a revocare la società di consulenza del lavoro “Sigma Sistemi srl” di Bari, società di alta specializzazione nelle procedure paghe, affidando il tutto a una certa consulente del Lavoro, vicina del Presidente Lacirignola. Nonostante successivamente la società “Sigma Sistemi” si sia riproposta con un preventivo più basso, si preferì tenere la medesima consulente con un costo superiore a carico del bilancio dell’Ente. E tutto ciò sarebbe avvenuto senza che si rispettassero le procedure con evidenza pubblica e secondo il Consiglio di Amministrazione dell’Ente l’affidamento del servizio doveva avere la durata di due anni, quando invece la consulente continua ad operare in Fiera dall’inizio del 2009. E oggi perfino con l’ausilio d’un altro consulente esterno, prestato dalla Regione Puglia. Ma il malcontento tra il personale della Fiera monta, oltre che per il trasferimenti di colleghi prossimi al pensionamento, per le promozioni di persone passate dal III° livello a capoufficio e non solo ma anche con l’incarico di interi settori solo perché –dicono i più maligni- imparentati con un ‘ultras’ del Bari. Così adesso in Fiera c’è chi spera si faccia chiarezza su tutto tramite le autorità, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, Ufficio provinciale del Lavoro, Carabinieri e, se avanza, organizzazioni sindacali interne, anche se le tre rappresentanze interne –dicono ancora i piu’ maligni- navigano ognuno per conto proprio e spesso le vele seguono la direzione del vento che conviene. Ma Insomma, a quanto sembra mancano controllo e trasparenza, nonostante i soliti impegni e promesse di presidenti, sindaci e direttori, mentre senza risposta restano anche le interpellanze di consiglieri regionali di Minoranza che hanno chiesto di conoscere bene i costi della Fiera, comprese le spese d’un bilancio ancora a rosso fisso che sostengono tante persone e consulenze. Sempre con questo management, infatti, s’è provveduto ad assumere la segretaria particolare dell’allora Segretario Rolli, legata al Partito Democratico che avrebbe lavorato, prima dell’inserimento in organico nell’Ente, presso una società gestita dallo stesso Segretario Generale. Quindi, dopo una serie di contratti a tempo determinato grazie all’intervento dell’attuale Segretario Generale (ora Direttore Generale e grande tifoso del Bari Calcio) Leonardo Volpicella e per il timore che la signora aprisse un contenzioso legale, la stessa è stata assunta in modo definitivo (in fondo, dicono, basta solo minacciare di fare vertenza per essere assunti in Fiera). Invece chi ha già azionato una vertenza dinanzi al Giudice del Lavoro e ha concluso il primo grado con sentenza favorevole nei confronti dell’Ente, è stato lasciato fuori, come il dipendente –evidentemente senza santi in paradiso- Vittorio Colonna a differenza di una sua collega che ha iniziato una causa identica e dopo aver vinto nel 2008, dopo pochi mesi è stata reintegrata. Eggià, si continua a non tenere conto dei vari contenziosi di altri dipendenti e ex dipendenti che da ormai più di dieci anni sono in attesa di giudizio, per la gioia di avvocati che rimandano e rimandano la conclusione delle vertenze, con sempre più laute parcelle.

 

Conti in rosso e troppi stipendi da pagare

 

Tanti stipendi pesano sui conti finali ed è chiaro che se non si fanno fiere non ci sono più entrate e contemporaneamente diminuiscono i costi, sicchè il bilancio si presenta come detto in negativo, molto ridotto nei cespiti rispetto agli anni passati. Forse sarebbe stato meglio interrompere la Fiera di settembre scorso, in attesa di tempi migliori e idee più chiare, ovviamente con timonieri meno compromessi e più capaci: sicuramente il bilancio sarebbe stato meno tinteggiato a colori cupi. Che dire poi di un’altra signora di circa vent’anni, anch’ella assunta con contratti a tempo determinato e poca esperienza?, anche qui il miracolo: quest’anno è passata di ruolo, con tante grazie anche a chi ha provveduto in occasione delle passate Campionarie a far assumere la nuora per circa un mese. E meno male che questo management ha dichiarato di farla finita con raccomandazioni e assunzioni clientelari (non ultima l’assunzione di un’ altra risorsa per l’ufficio estero momentaneamente a tempo determinato fino a febbraio 2013). Che dire, poi, dell’ultimo consulente dell’A.R.T.I. Regione Puglia, assunto anch’egli a tempo determinato -ora a tempo indeterminato- all’interno della Fiera, pronto a inondare di E-mail i colleghi se qualche giornale si permette di fare allusioni sul suo conto. Morale? Non ci sono soldi in Cassa per pagare gli stipendi, ma allo stesso tempo si assumono risorse umane inserendole di ruolo nella pianta organica. Da qualche tempo nel mirino è finito infine anche l’ufficio stampa dato in gestione a una società esterna, oggetto prima di proteste dell’Ordine dei Giornalisti e poi di indagine nel calderone delle altre società esterne che hanno gestito l’assunzione di personale per il periodo fieristico con costi esorbitanti. A ben guardare qualcuno dovrebbe capire davvero cosa c’è dietro quest’incremento di consulenti esterni, probabilmente tutti giovani, ma per fare cosa? Forse campagna elettorale? Le conclavi del Segretario Generale con il suo ‘team’ di avvocati, professori e consulenti del lavoro proseguono per chissà cos’ altro da progettare e nel frattempo la Fiera muore. Anzi, come dicono i dipendenti più amareggiati e pessimisti, visto che si affaccia su quel mare che doveva essere ponte di collegamento con l’Oriente, naufraga ma non c’è da preoccuparsi: il nuovo padiglione, che per la sua forma rassomiglia ad un’arca, salverà tutti, amici e consulenti. Un’arca, si sa, è così grande da contenerne a centinaia…

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 8 Novembre 2012

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