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Filecenza! e il mondo s’arresta. Migliora.

Inutile rompersi la testa, non si arriverà mai a capo dell’origine di ‘filecenza’, espressione gergale con cui ai tempi dei giochi di strada si poteva interromperne uno senza timore per il giocatore in posizione di svantaggio di vedersi soprafatto dall’avversario. Una scarpa slacciata, la mamma che ti chiama dal balcone, un bisogno urgente? Filecenza! e il mondo (dei bambini) si fermava. Bastassero le stesse quattro sillabe a fermare il mondo degli adulti. Filecenza! e i kalashnicov s’ingrippano, i politici perdono la voce, i media inciampano nella Verità… No, non funziona. Peraltro neanche più si gioca per strada… Ma forse questa parola magica non ha ancora smesso di funzionare. A crederci è Andrea Cramarossa, il quale intorno ad essa accarezza la tenera teoria di alberi sensibili alla declamazione di pagine di un testo creativo. ‘Filecenza!’, ‘prima rassegna di lettura sotto gli alberi’ avrà luogo domenica 16 settembre presso il CEA WWF Masseria Carrara, via delle Rose, Z. I. Bari-Modugno dalle 10,30 sino al tramonto. Il programma : ore 10.30 – Roberto De Chirico (“L’illusione sopraggiunge”, Ed. Statale 11). Dopo una ‘incursione’ di Giovanni Botticella sarà la volta di  Michela Diviccaro (“Del mio cuore hanno fatto un gomitolo”, Ed. ComunicAzioni) con un intervento di Vanja De Rita. A seguire, Antonio Turi (Le nuove frontiere dell’editoria digitale) e Antonio Loconte (“Senza paracadute”, Ed. Adda). Nel pomeriggio, Patrizia Rossini (“Travolta da uno tzunami”, Ed. Adda – “Testi per tutte le teste” – Ed. Meridiana), Cristina Cardone (“Parigi – Dakar”, Ed. REI), Caterina Firinu (un’altra ‘incursione’), e Gabriella Genisi (“Uva noir”, Ed. Sonzogno). In chiusura un intervento di Gianluca Lomuto ; la Libreria del Teatro di Bitonto sarà presente con un proprio stand. Ingresso libero. Abbiamo chiesto al Direttore Artistico dell’evento, il senso di questa operazione. Andrea Cramarossa parla  di “tentativo di assentarsi dall’esistente”, della ricerca di un contatto con la natura attraverso la pagina scritta, di volontà di “scambiare energia con le piante” ( e infatti ad accomunare le opere di questi poeti e narratori è l’inclinazione verso il tema ambientale). Insomma, un modo per stimolare l’ascolto “di ciò che è dentro e fuori di noi” partecipandolo a creature (gli alberi) escluse dal fascino della lettura proprio da quelle persone (i lettori) che talvolta avvertono la delicatezza di cercare sotto rami frondosi la giusta disposizione d’animo per apprezzare un gigante della letteratura come un talento emergente. Il mondo vegetale è più sensibile di quanto s’immagini. Forse non può afferrare Omero o Majakowski, sa però catturarne (godendone) la benefica ‘vibrazione’ che la poesia, la narrativa e  l’arte in genere sprigionano. Al di là di un pensiero squisitamente poetico, ‘Filecenza!’ è soprattutto brioso pretesto per non distaccare dall’esercizio del bello chi crede alla bellezza ‘redentrice’. Per questo Cramarossa guarda lontano e pensa a un appuntamento annuale, allargato anche a spettacoli teatrali e laboratori di scrittura creativa.

 

Italo Interesse

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