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“Finalmente potremo arrivare a una verità processuale”

 

La Procura di Trani ha da poco chiesto il rinvio a giudizio per 18 indagati per il disastro ferroviario avvenuto nella Bat il 12 Luglio 2016, incidente che costò la vita a 23 persone e ne ferì gravemente altre 50. Il Quotidiano ha intervistato Daniela Castellano, coraggiosa Presidente dell’Astip, l’associazione che in modo benemerito rappresenta le famiglie delle vittime e dei feriti del sinistro dei due treni.

Castellano, la Procura ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio per diciotto persone. Soddisfatta?

“E’ molto positivo. Finalmente potremo arrivare a una verità processuale che dovrebbe dare adeguata giustizia ai ventitrè morti, alle loro famiglie e ai feriti”.

Gli inquirenti come hanno lavorato?

“Ho letto le carte e devo riconoscere che non era compito agevole dipanarsi in quella matassa. Penso che gli organi di giusitizia, Procura e Polizia Giudiziaria abbiano svolto un bel lavoro. I tempi dilatati si spiegano con la difficoltà tecnica dell’indagine”.

Diciotto indagati, dunque non solo i capistazione..

“Non era giusto limitarsi a loro come capri espiatori. Era doveroso guardare maggiormente in profondità alla ricerca di altre responsabilità. Qui ci sono ventitrè morti da rispettare”.

Vendetta o giustizia?

“Nessun desiderio di vendetta, ma solo volontà di giustizia. Chi ha sbagliato deve pagare, chiunque sia stato, deve andare in carcere. Assisteremo alle udienze, certamente. E’ importante, senza con questo voler influenzare nessuno, che sul processo vi sia attenzione mediatica. Parlare del tema significa cecare di garantire sicurezza in futuro a chi viaggia o lavora sui treni”.

Che ruolo ha avuto la politica sin qui?

“La politica ci ha lasciato soli. Tante parole e promesse, molte chiacchiere e dichiarazioni da copia in colla uguali o simili a quelle che sentiamo in occasione di altri disastri. Ma da quel giorno, poco o nulla è cambiato. I dirigenti della Ferovia continuano a stare al loro posto. Se avessero fatto controlli adeguati su come la Regione Puglia spendeva i soldi e come li erogava, la tratta ferroviaria sarebbe stata messa in sicurezza”.

Che cosa non le dà pace?

” Tante cose. In particolare i giudizi affrettati e sommari. Qui nessuno celebra il processo al binario unico, ma alla mancanza di sicurezza su quel binario. Con criteri all’avanguardia, non sarebbe accaduto niente”.

Bruno Volpe

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