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Finita la festa nel Pd pugliese, inizia la “faida” per la segreteria regionale

Finita la “festa” nel Pd pugliese per i lusinghieri risultati elettorali delle amministrative del 3 e 4 ottobre scorso e del successivo turno di ballottaggi, ora si passa alla “faida” per il congresso regionale che si terrà entro la fine del prossimo mese. Infatti, entro venerdì prossimo dovrebbero essere presentate le candidature per il rinnovo dei vertici del Pd pugliese in vista del congresso, che si celebrerà a novembre, e il Gruppo del Pd in Consiglio regionale appare già diviso sulla scelta di confermare o meno il segretario regionale uscente, Marco Lacarra, che dal 2015 guida i Dem pugliesi.  Sei consiglieri su quindici hanno firmato un comunicato con il quale hanno dichiarato di voler “confermare la fiducia al segretario regionale uscente, Marco Lacarra, e al suo attento operato di questi anni”, ribadendo “la centralità di alcuni temi” sui quali intendono concentrare il loro impegno. Ma vediamo nel dettaglio cosa hanno affermato con una nota congiunta i consiglieri regionali del Pd Maurizio Bruno, Debora Ciliento, Vincenzo Di Gregorio, Donato Metallo, Francesco Paolicelli e Lucia Parchitelli, che vorrebbero in Puglia la riconferma di Lacarra alla guida del partito. “Il Pd, come da tradizione, – hanno rilevato i sei firmatari del sostegno a Lacarra – affida al confronto e al dibattito interno la scelta dei quadri dirigenti”. Una tradizione, questa, che a loro dire “altri (ndr – partiti) non possono vantare”, perché “sempre più spesso, infatti, le forze politiche assumono denominazioni e connotati fin troppo personalistici, svuotati non già delle ideologie, ma persino delle idee”. E nel dichiararsi “democratici e riformisti, profondamente convinti che i radicali mutamenti in atto vadano governati, piuttosto che subiti, hanno anche rilevato che “lavoro, transizione ecologica, disuguaglianze, diritti, sono le grandi sfide che ci attendono a livello globale, nazionale e locale”, ritenendo però “non meno importante” anche “la difesa delle Istituzioni democratiche e dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana dall’assalto di rigurgiti di ispirazione squadrista e neofascista”. Premesse, queste, che fanno da preludio all’affermazione che “la centralità politica del Pd, la sua presenza al governo della Regione e in molte Amministrazioni locali, hanno portato la Puglia ad un ruolo di primaria importanza in campo economico, culturale e sociale”. E ciò, per i sei citati esponenti regionali “significa che ha funzionato la ‘cinghia di trasmissione’ tra il partito e le sue rappresentanze elette nei vari livelli amministrativi”. Motivi per i quali, quindi, hanno dichiarato di confermare “la fiducia al segretario regionale uscente”. Pertanto, non è difficile prevedere che alla luce di detta manifestazione di sostegno il segretario Lacarra possa a breve dichiarare la propria disponibilità a proseguire per il prossimo triennio nel ruolo di segretario regionale. Anche perché per Lacarra, allo stato attuale della situazione politica nazionale, in caso di riconferma a segretario, in ballo ci sarebbe la possibilità di potersi garantire nuovamente un posto sicuro da capolista in uno dei listini bloccati del proporzionale alle prossime elezioni politiche.  E, quindi, per lui anche la possibilità del seggio quasi scontato nell’Aula di Montecitorio, come è accaduto alle politiche del 2018, quando fu eletto nel proporzionale in quanto capolista del Pd nella circoscrizione di Bari, poiché la candidatura nell’uninominale del maggioritario a Bari città non lo vide vincente. Però, gli attuali equilibri interni al Pd pugliesi non sono gli stessi di quando Lacarra fu nominato segretario nel 2015 ed anche a livello nazionale la situazione non è più la stessa di allora. Infatti, stante ad alcune indiscrezioni, l’attuale segretario nazionale dei dem, Enrico Letta, vorrebbe una rotazione di vertici anche a livello periferico, per cui il fatto che ben 9 consiglieri regionali su 15 non si siano ancora espressi su alcun nome per la scelta del prossimo segretario pugliese del partito lascerebbe presumere che la partita è tutt’altro che chiusa per il rinnovo dei vertici regionali del Pd. Pertanto, non è da escludere che entro venerdì possano esprimersi anche i consiglieri del Gruppo dem alla Regione che non hanno sottoscritto l’innanzi citato comunicato a favore di Lacarra. E, in caso giungano nomi alternativi a Lacarra come prossima guida del Pd pugliese, non è anche da escludere che si vada ad una conta interna qualora non si trovi una sintesi unitaria. Conta che – come è noto – secondo statuto prevede, in caso di non unanimità nell’indicazione del nome, il passaggio obbligato attraverso le primarie. Anche se quest’ultima ipotesi, a detta di qualche bene informato, potrebbe essere alquanto remota per il Pd pugliese, poiché alla fine a fare da regista, sia pur dall’esterno, sarà verosimilmente, come al solito, il governatore Michele Emiliano, che potrebbe determinare un rinnovamento, però in maniera gattopardesca. In fondo a Lacarra, anche se dovesse venir meno in futuro la sicurezza di un posto in Parlamento, potrebbe comunque sperare nella candidatura a successore di Antonio Decaro a Palazzo di Città.

 

Giuseppe Palella

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