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Fioccano critiche e applausi per il Primo cittadino barese

La struttura ormai fatiscente che sul lungomare Nicola Massaro di Palese un tempo ospitava il ristorante “L’Ancora” della famiglia Lasaracina  – come è noto – sarà abbattuta entro la fine del mese. Al più nella prima decade di giugno. Però, i ruderi presenti lungo la costa della periferia nord di Bari, ossia di Palese e Santo Spirito, sono ancora troppi. E troppo poco sanno i cittadini sui motivi per cui l’Amministrazione barese, nonostante siano trascorsi molti anni da quando altre strutture di proprietà pubblica siano in disuso lungo la costa del V Municipio barese, non abbia ancora proceduto a liberare il panorama costiero dalla ingombrante e sconveniente presenza di immobili ormai fatiscenti ed in evidente stato di degrado anche sotto l’aspetto statico, come nel caso degli ex ristoranti “La Vela 2” a Palese ed “Il Galeone” (già “Verdemare”) a Santo Spirito, o dell’edificio ex “Ostello della Gioventù, distante appena un centinaio di metri da quello dell’ex ristorante “L’Ancora”, che sarà ora abbattuto. Un abbattimento, questo, che l’Amministrazione barese nella scorsa settimana non si è limita solo ad annunciare con un comunicato, ma anche con una diretta su Facebook del sindaco, Antonio Decaro, per rendere noti i motivi del ritardo con cui il Comune ha deciso di liberare quel pezzo di costa occupato ancora per pochi giorni dal rudere dell’ex ristorante gestito dai fratelli Lasaracina. Insomma, una sorta di proclama che il sindaco Decaro ha voluto effettuare via social,  per una demolizione che rappresenta solo una parte di una problematica molto più ampia che riguarda il locale litorale della periferia nord di Bari, qual è per l’appunto la totale liberazione del panorama costiero da strutture fatiscenti, come quelle innanzi citate, oppure inutilizzate, come nel caso di quella dell’ex ristorante “La Barcaccia” e dell’ex stabilimento ittico della società “Mitiladriatica”, presenti sul tratto del lungomare Cristoforo Colombo, compreso tra Palese e Santo Spirito. Un proclama che, però, sulle pagine di qualche gruppo Facebook locale ha sortito forse più contestazioni che consensi, poiché l’intervento della diretta di Decaro dal lungomare di Palese, in prossimità della struttura da abbattere, da molti è stato considerato una sorta di trionfalistica propaganda, finalizzata a scaricare sulla burocrazia e su altre istituzioni le responsabilità di una situazione, quella dei ruderi costieri locali, che invece è verosimilmente soprattutto politica. Ossia di chi amministra il Comune e su cui, notoriamente, ricadono le competenze relative alla gestione urbanistico-ambiente e alla sicurezza ed igiene pubblica degli edifici esistenti sul territorio cittadino. Infatti, uno degli utenti di Facebook che con un post ha commentato negativamente le giustificazioni del sindaco Decaro, a discolpa del ritardo del Comune ad intervenire sui ruderi costieri di Palese e Santo Spirito, è stata una ex consigliera del V Municipio, Francesca Maiorano del M5S, dimessasi – come è noto – dall’incarico ad agosto del 2021, in segno di protesta nei confronti dell’Amministrazione barese, per l’inutilità degli istituti di decentramento cittadino e degli sprechi che questi rappresentano, con i loro costi politici, per le casse comunali. Infatti, ha scritto l’ex consigliera palesina del M5S, Maiorano, nella sua pagina di Facebook: “ci si chiede se chi commenta i post di Decaro abitino nel Municipio 5 di Bari” o “siano membri della claque” di Deacaro, considerato che “non è come ha esordito il sindaco” nella diretta social, avendo detto che “dopo due anni” il Comune sta procedendo alla demolizione. Infatti, proseguendo, Maiorano ha precisato che “l’ex Ancora è stata abbandonata dagli ultimi gestori da più di 3 anni” (ndr – per l’esattezza i gestori hanno dismesso la concessione nel 2016). “Quindi, -si chiede retoricamente la ex pentastellata – dopo 2 anni da che?” Forse, “dall’ultimo episodio di incendio del 2020” e non di certo da quando l’ex Ancora è diventata una discarica. “Inoltre, – ricorda la Maiorano – nel 2019, tre anni fa, la volontà del Sindaco e del Comune di Bari, tramite l’assessora del ramo (ndr – Carla Palone) non sembrava assolutamente indirizzata verso la demolizione totale” bensì verso l’individuazione di un nuovo gestore della struttura, attraverso un bando. Difatti, ricorda ancora nel post la Maiorano: “Dicevano che dovevano attenersi alla legge, per cui per due volte avrebbero dovuto indire un nuovo bando e se entrambi fossero andati deserti, allora avrebbero potuto agire diversamente”. “Quindi, – ha commentato la stessa: “il Sindaco ha omesso di dire che ha potuto cambiare idea solo dopo il secondo incendio dell’ex Ancora, avvenuto nel 2020”. E rimarca in maniera ancora più puntuale e più polemica: “ovvero ha omesso di dire che ha cambiato idea dopo le tante pressioni dei cittadini del Municipio 5 di Bari che chiedevano la demolizione totale sin dall’inizio e non solo per l’ex Ancora, ma per tutti i ruderi presenti sulla costa nord di Bari ricadenti nel Municipio 5 di Bari”. Per poi, infatti, spiegare: “se la volontà politica del Sindaco dei Sindaci (ndr – Decaro) fosse stata sin da subito indirizzata verso la demolizione totale, i tempi burocratici di cui parla ed a cui oggi cerca di scaricare la sua responsabilità, sarebbero stati più brevi”. “Inoltre, – ha chiarito la Maiorano – i tempi sarebbero stati accelerati, essendosi creato un pericolo per la salute pubblica” e di cui gli enti nazionali di cui parla il Sindaco nella sua diretta Facebook “avrebbero dovuto tenerne conto, poiché la salute dei cittadini in un Paese civile dovrebbe prevalere su tutto, altrimenti non si spiega l’accanimento dello Stato sul tema salute durante la pandemia, tanto da privare la libertà ai cittadini che non rispettavano le disposizioni ministeriali e per cui vedevamo il Sindaco dei Sindaci fare le dirette per cacciare i cittadini anche dalle spiagge deserte”. Ma un affondo ironico ed ancor più pesate per Decaro arriva dalla Maiorano quando ha affermato: “Eppure, nonostante l’evidente stato di degrado e di pericolo in cui riversava l’ex Ancora, in questi anni i cittadini di Palese non hanno mai avuto il piacere e l’onore di vedere il Sindaco dei Sindaci venire di persona per cacciare i bagnanti dal porticciolo adiacente l’ex Ancora, per proteggerli dalla struttura pericolante e piena di rifiuti e per cacciarli da un porticciolo abbandonato anch’esso per decenni dall’Amministrazione comunale, tanto da essere diventato ad uso e abuso promiscuo di barchette e bagnanti che ignorano i divieti di accesso e balneazione messi lì dal Sindaco dei Sindaci per pura formalità”. “Ma questa – ammette la stessa Maiorano – è un’altra storia” forse perché il problema dei bagnati che utilizzano le acque proibite, oltre che igienicamente pericolose, del porto di Palese in barba ai divieti è tuttora presente, senza che l’Amministrazione comunale faccia nulla per prevenire o impedire il fenomeno. Però, ritornando alla diretta sull’ex Ancora di Decaro, ha scritto anche la Maiorano: “nulla ha specificato in più sulla spesa di ben 250.000 euro che verranno prelevati dalle casse pubbliche per demolire il rudere. Non ha specificato se vi è stata una gara d’appalto, quanti vi hanno partecipato, a chi sono stati assegnati i lavori, se azienda locale oppure no” e che il sindaco “ha tenuto a specificare però che una parte della spesa è dovuta allo smaltimento dei rifiuti, forse perché alcuni cittadini hanno iniziato a chiedersi come mai ben 250.000 euro per una demolizione di un rudere di quelle piccole dimensioni, facendo riferimento al listino prezzi regionale per immobili pubblici.” Per lamentare, inoltre, che “dai comunicati stampa del Sindaco e del Comune di Bari i cittadini che davvero risiedono nel Municipio 5 di Bari non hanno avuto il diritto di saperne di più sulle singole voci di spesa”. Quindi, per la ex consigliera pentastellata del Municipio “il Sindaco dei Sindaci d’Italia ha avuto il tempo per organizzare una diretta sul posto, ma poi non ha avuto il tempo per spiegare” ai cittadini “come spende i soldi pubblici che amministra anche grazie a quanto versano i residenti nel Municipio 5 di Bari”. Pertanto, secondo la Maiorano, “il Sindaco dei Sindaci continua a preferire le dirette per accalappiare consensi”, parlando da solo e “con il supporto” di chi “si limita a pubblicare le veline ricevute dall’ufficio stampa del Sindaco”. Quindi, i commenti su Facebook, per l’abbattimento dell’ex Ancora, della ex consigliera palesina del locale Municipio si avviano a conclusione con l’affermazione che “si continua a far credere all’opinione pubblica che ai cittadini del Municipio 5 di Bari non interessino i particolari della gestione, pur sapendo che trattasi di una comunità che si sta mobilitando per richiedere per la seconda volta alla Regione Puglia di diventare Comune autonomo proprio perché stanchi di dipendere dalla gestione verticistica di Bari, che giunge sempre in ritardo, quando e se arriva, con la risoluzione di problemi e soddisfazione dei bisogni dei cittadini residenti nel Municipio 5 di Bari che, rispetto ad altri Municipi più grandi, contribuiscono a gran voce a rifocillare le casse del Comune di Bari, ottenendo indietro invece solo briciole e cartelloni pubblicitari” per opere pubbliche “fasulle”, come quello di Piazza Magrini a Palese. “Pertanto, – ha dichiarato alla fine la ex pentastellata palesina – i per molti residenti è andato in onda l’ennesimo atto finale trionfale propagandistico del Sindaco dei Sindaci, evidentemente intimorito sempre più dal numero di cittadini del Municipio 5 di Bari che stanno firmando per chiedere alla Regione Puglia di diventare Comune Autonomo”. E, quindi, per la demolizione del rudere dell’ex Ancora “grazie ad una decisione del Sindaco dei Sindaci d’Italia” – secondo la Maiorano – gli applausi sarebbero solo “della claque del Sindaco”, mentre per conoscere notizie dettagliate sui costi di demolizione e la verità dei fatti, per Maiorano, bisognerebbe “fare richiesta di accesso agli atti ed attendere che rispondano”. “Se rispondono”, ovviamente. Ma anche questo, forse, è tutto un altro discorso.

 

Giuseppe Palella

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