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Fioccano le polemiche sul consigliere supplente “sollecitato” da Decaro

A legislatura terminata la maggioranza di centrosinistra tornerà in Aula per l'ok su provvedimenti con alcuni considerati scomodi

A legislatura ormai terminata il governatore pugliese Michele Emiliano e la sua maggioranza hanno deciso di approvare il Bilancio di previsione pluriennale. In merito a tale operazione il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Giaco Conserva, ha affermato: “È un’operazione inaccettabile: chi ha esaurito il proprio mandato non può imporre un bilancio che vincola la Regione per gli anni a venire. Così si calpesta il principio democratico e si sottrae ai nuovi eletti il diritto di scegliere l’indirizzo politico e finanziario della Puglia”. Infatti, per Conserva, “la via corretta” sarebbe l’esercizio provvisorio in dodicesimi, che garantisce la continuità dei servizi senza ipotecare il futuro. Invece, – ha dichiarato inoltre il capogruppo pugliese del Carroccio – “quello che la maggioranza vuole mettere in scena è un vero e proprio scippo istituzionale”, per cui “la Lega si opporrà con determinazione a questa forzatura, difendendo legalità, trasparenza e il rispetto dei pugliesi, che il 23 e 24 novembre torneranno a votare”. Anche per gruppo di Forza Italia alla Regione “la legislatura si conclude come è iniziata”. Ossia “a suon di forzature per stabilizzare la rete clientelare del centrosinistra”, poiché “la maggioranza di Emiliano e Decaro ha deciso di approvare il bilancio di previsione, ovvero il documento finanziario che dirige l’azione di governo per l’anno che verrà, contro ogni prassi e rispetto politico”. Infatti, anche per gli “Azzurri” della Regione Puglia “ad un passo dalle elezioni, a legislatura ormai terminata, il rispetto per gli avversari (e per la futura maggioranza) imporrebbe di fermarsi e consentire ai prossimi eletti di decidere come governare la Puglia nel 2026”. Ma la polemica maggiore che starebbe per scatenarsi in questo finale di legislatura regionale riguarda l’introduzione in Puglia della figura del “consigliere supplente”. Un istituto, quest’ultimo, che se fosse approvato comporterà un esborso in più di oltre tre milioni di euro l’anno per i costi della politica regionale e, in particolare, dell’Assemblea pugliese. Infatti, la norma che introdurre il “consigliere supplente” consiste nella surroga temporanea degli 8 consiglieri regionali che, per Statuto, devono essere presi per la formazione della Giunta, che – come è noto – dei 10 assessori che la compongono, almeno 8 devono essere esponenti eletti in Consiglio e solo 2 possono essere scelti dall’esterno.  Quindi, attualmente gli 8 assessori interni al Consiglio continuano a ricoprire anche il ruolo di consigliere regionale. Con l’eventuale introduzione del “consigliere supplente” gli 8 assessori interni verrebbero sostituiti in Consiglio dai primi dei non eletti delle rispettive liste fino a quando siederanno nell’esecutivo. Pertanto, nel caso di revoca da assessore da parte del Presidente della Giunta, l’eletto ritornerebbe ad occupare il posto da consigliere ed il sostituto perderebbe il seggio. Una novità, questa, che però potrebbe vedere non d’accordo non solo l’opposizione di centrodestra ma anche alcune “anime” della stessa maggioranza e probabilmente pure i pentastellati, che formalmente da aprile del 2024 non sostengono più il governatore uscente, Emiliano, ma sostanzialmente hanno contribuito (ad eccezione di Antonella Laricchia), in maniera determinante, a far approvare molti dei provvedimenti voluti dal centrosinistra di Emiliano e Decaro. Perciò i contrari all’istituzione del “consigliere supplente” sperano proprio sull’eventuale non sostegno dei pentastellati per la non istituzione di tale figura alla Regione Puglia. Però, il sospetto dei consiglieri regionali facenti capo al partito della premier Giorgia Meloni (Fdi) è che a far pressioni sul M5S per l’approvazione di tale “novità” sia proprio il candidato governatore del cel centrosinistra, Antonio Decaro (Pd), che in tal modo punterebbe a far eleggere indirettamente 8 consiglieri in più della sua maggioranza, nel caso in cui fosse eletto. Infatti, i consiglieri regionali di Fdi con una nota congiunta hanno affermato: “Stentiamo a crederci perché da sindaco, Decaro si è sempre dichiarato contro la moltiplicazione delle poltrone a fini politici-elettorali”. “Anzi, – per i rappresentanti di Fdi – il tanto sbandierato cambio di passo rispetto al suo amico-nemico Michele Emiliano sarebbe proprio nel chiudere la stagione del trasformismo in cambio di nomine e prebende”. Inoltre, i “meloniani” pugliesi si sono già dichiarati “contro la procedura di convocare una seduta di Bilancio a legislazione scaduta (21 settembre scorso), soprattutto senza l’approvazione del Defr, Rendiconto e Consolidato (come del resto hanno evidenziato i revisori dei conti, che hanno rilasciato un parere favorevole, ma condizionato proprio all’approvazione di quei documenti contabili)”, ma sul consigliere supplente si sono detti “pronti a fare le barricate” con la speranza di avere al loro fianco anche i colleghi consiglieri del “Movimento 5 Stelle” e qualche “intellettualmente onesto e libero” collega consigliere di centrosinistra. In definitiva la Regione Puglia, che – come si ricorderà -avrebbe dovuto perdere 10 seggi del Consiglio, per via della riduzione del numero di abitanti, scesa al di sotto di 4 milioni, passando da 50 a 40 consiglieri. Ma ciò non avverrà, perché – come è noto – il Parlamento, prima della pausa estiva, ha approvato una legge che consente alla Puglia di continuare a mantenere 50 consiglieri nell’Assemblea regionale e questo comporta anche la possibilità di conservare una giunta regionale a 10 membri, anziché di 8, come sarebbe avvenuto se i consiglieri fossero scesi a 40. Ora, però, se per la prossima legislatura fosse introdotto il “consigliere supplente”, le figure politiche da pagare, tra Consiglio e Giunta, non sarebbero più 50 bensì 58, oltre il Presidente dell’esecutivo. Una spesa ulteriore per la “Cassa” della Regione che andrebbe a favore della “casta” dei politici, ricadendo come sempre a carico di “Pantalone”. Altro che riduzione…..delle liste d’attesa nella Sanità!”

 

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 3 Ottobre 2025

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