Il calvario di chi soffre da morire aspettando la ‘cannabis terapeutica’
14 aprile 2018
Bene i sopralluoghi, ma quando apre le porte la nuova sede?
14 aprile 2018

Forse “congelata” la sigla del Pd in alcune amministrative pugliesi

Non sarebbe una novità se, alle amministrative del 10 giugno prossimo, nella maggior parte dei 47 Comuni pugliesi chiamati ad eleggere sindaco e consiglio comunale non fosse presente sulla scheda elettorale il simbolo di Forza Italia. Infatti, in Puglia già in precedenti tornate amministrative è accaduto che il logo del partito di Silvio Berlusconi è sparito dal novero delle liste presentate in diverse competizioni locali e che la coalizione dell’area di centrodestra che si contrapponeva a quella di centrosinistra, capeggiata dal Partito democratico fosse formata quasi esclusivamente di liste civiche, come è accaduto nel 2016 alle amministrative di Triggiano. Dove il centrosinistra è stato addirittura sconfitto al primo turno proprio da una siffatta coalizione di civiche. Però, se a subire la stessa sorte di Fi alla tornata del prossimo giugno in alcuni importanti Comuni pugliesi fosse anche il Pd, allora la notizia sarebbe davvero clamorosa. Infatti, se l’assenza dalla scheda del partito di Berlusconi alle comunali di diversi centri pugliesi può anche essere giustificata dal fatto che Fi non è mai stato un partito strutturato capillarmente sui territori e che la sua organizzazione politica è stata sempre prettamente verticistica, e quindi priva di addentellati locali tali da garantire liste di partito in tutti i Comune ad ogni tornata amministrativa, per il Pd invece la situazione è esattamente opposta, perché è un partito organizzato capillarmente quasi ovunque e, quindi, in grado di presentare la lista con il proprio simbolo nazionale in quasi tutti i centri comunali chiamati al voto delle amministrative. Ma per il Pd pugliese c’è addirittura da dire di più al riguardo, perché si tratta di una forza politica che da circa 13 anni è presente ininterrottamente nella guida dei più importanti enti locali della Puglia. Vedi, ad esempio, la Regione ed il Comune di Bari, oltre a numerosi altri grandi centri comunali e provinciali. E, quindi, un’assenza del simbolo del maggior partito del centrosinistra sulla scheda elettorale, in alcuni dei Comuni pugliesi chiamati al voto a giugno prossimo, sarebbe ancora più eclatante, oltre che paradossale, per una forza politica che tutt’ora annovera il gruppo di maggioranza relativa alla Regione e nelle Assemblee cittadine di molti dei 256 centri comunali della Puglia. In Terra di Bari, poi, la eventuale non presenza di una lista del Pd alle comunali di Altamura o Monopoli, che sono tra i più popolosi dell’Area metropolitana barese, sarebbe una sorta di “autodichiarazione” di disastro del partito da parte degli esponenti del Pd che in questa provincia (e non solo!) lo controllano a livello di segreteria politica. E su questo i dirigenti del Pd pugliese che in primis dovrebbero essere chiamati a rispondere della clamorosa figuraccia che il partito farebbe, in caso di non presentazione della sigla alle comunali di giugno in realtà così importanti, dovrebbero essere i neo deputati Marco Lacarra e Ubaldo Pagano, nelle loro rispettive vesti di segretario regionale e provinciale del Pd. Ma ancor più grave sarebbe la responsabilità politica dei referenti istituzionali del Pd che – come è noto – stanno alle spalle dei citati segretari. Vale a dire, rispettivamente, il sindaco di Bari e metropolitano, nonché anche presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che in teoria è il capofila dei renziani in Terra di Bari, e il presidente della Regione e leader della corrente “Fronte democratico”, Michele Emiliano, che proprio in Puglia vanta più del 50% del peso della sua componente nel partito. Infatti, stante ai dati congressuali dello scorso anno, Emiliano ed il duo renziano Decaro-Lacarra hanno il controllo di oltre il 90% del Pd  in Terra di Bari. Per cui una eventuale assenza delle liste Pd in alcuni dei Comuni chiamati prossimamente al voto in Puglia, ma più in particolare nella provincia di Bari, sarebbe politicamente di una gravità inaudita per questo partito, poiché la scomparsa di scena della sigla alle amministrative verosimilmente non sarebbe dovuta alla mancanza di organizzazione, come nel caso di Fi o di altre sigle politiche nazionali minori (e che per il Pd pugliese anche questo sarebbe un fatto grave), ma verosimilmente ad una evidente e precisa volontà di “nascondersi” politicamente nel “civismo” locale, al fine di prevenire (o occultare) eventuali e possibili sconfitte al Pd ancor più clamorose di quella subita alle politiche del 4 marzo scorso. Ma se così è, allora il “congelamento” del simbolo dei Dem alle prossime comunali di alcuni importanti realtà pugliesi,  e baresi in particolare, agli occhi di molti elettori del centrosinistra avrebbe sicuramente un significato ancor più nefasto di una probabile ulteriore e sonora batosta elettorale. E ciò, forse, non sfuggirà neppure a Matteo Renzi ed a tutti gli altri vertici del Largo romano del Nazareno, che a quel punto avranno verosimilmente ancor più chiare le idee su chi e come è gestito il loro partito in Puglia.

 

Giuseppe Palella

309 Visite totali, 1 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *