“Fra i primissimi dell’Italia meridionale”
“Fra i primissimi dell’Italia meridionale”, così in una lettera indirizzata al Vescovo di Acquaviva e datata 21 luglio 1911, Ulisse Mattey, uno dei più grandi organisti del suo tempo, definiva l’organo installato nel 1907 nella cantoria del portale maggiore, all’ingresso della Cattedrale di Acquaviva. Sulla tastiera di quello strumento costruito dalla ditta torinese Vegezzi-Bossi (e al presente bisognoso di importanti interventi restaurativi) hanno posato le mani Maestri prestigiosi, dallo stesso Mattey a Pasquale Larotella, Vincenzo Tritta e Cesare Franco. Di quest’ultimo ricorreva ieri il 124esimo anniversario della nascita. Nato ad Acquaviva delle fonti il 1° marzo 1885 (e spentosi a Bari il 21 gennaio 1944), Cesare Franco Franco si distinse nella produzione di musica sacra e per organo, strumento del quale fu un grande virtuoso. Le sue composizioni ammontano a circa cento, fra cui i Canti dedicati a San Nicola. I primi tre di questi, tra cui ‘Salve, o Nicola fulgido’, considerato il suo capolavoro, sono i canti maggiormente eseguiti durante le funzioni liturgiche della basilica di San Nicola. Nato in una famiglia dove la musica era di casa (il padre, fu valente cultore di musica bandistica e altri due fratelli di Cesare furono compositori dilettanti) Franco fu avviato agli studi prima nel Seminario Vaticano di Romae poi presso l’Università Gregoriana, dove conseguì la laurea in teologia e filosofia. Musicalmente, si formò da solo, aiutato da monsignor Raffaele Casimiri, che gli impartì alcune lezioni. Il suo talento venne riconosciuto dal Pontificio istituto di musica sacra di Roma che gli conferì ad honorem il diploma di magistero in composizione sacra. Dopo essere stato ordinato sacerdote e ricoperto il ruolo di vicedirettore della Cappella Sistina, Cesare Franco tornò nella sua città, dove fondò la Schola Cantorum Ceciliana”. Nel 1912 fu chiamato a sostituire il maestro Pasquale La Rotella nella direzione della cappella di San Nicola di Bari, dove rimase circa 25 anni. Insegnò composizione al liceo musicale “Piccinni” di Bari, Fu anche docente al Pontificio Seminario Regionale di Molfetta dove fondò e diresse la Scuola di canto per gli alunni del Seminario. Ma fu soprattutto nella valorizzazione delle voci bianche e nella direzione di cori che egli eccelse. Significativo in tale senso è ciò che lui scrisse Mons. Romita : “Un altro aspetto, forse il più importante della sua attività musicale, fu l’insegnamento, che assorbì il maggiore e il miglior tempo della sua vita. Forse perché era stato autodidatta e aveva perciò conosciuta l’asperità di sbrogliarsela da sé, aveva una spiccatissima attitudine a render chiari, mediante procedimenti di semplificazione e di gradualità, anche i problemi più complessi. Sapeva capire l’alunno e lo guidava non solo sotto l’aspetto tecnico, ma anche in quello psicologico e morale: le sue lezioni erano conversazioni, intelligenti e quanto mai gustose, del massimo interesse”.
Italo Interesse
Pubblicato il 2 Marzo 2019



