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Francesco Pio Mancini: “Papà manca tantissimo, ma ho il suo stesso carattere”

Soltanto qualche giorno fa, ricorreva il ricordo commemorativo della scomparsa di Franco Mancini, un portiere forte fisicamente, abile tra i pali, coraggioso e tra i migliori nelle uscite fuori dall’area e soprattutto uno tra i più forti portieri italiani per circa un decennio con i piedi e per reattività, oltre ad essere anche un para-rigori. Nel corso della sua carriera ha collezionato 240 presenze in 9 campionati di A e 175 presenze in B, con il Bari è stato per ben tre stagioni battendo più volte l’Inter, ma soprattutto lasciando un ricordo indelebile dovunque è andato. Il Foggia gli ha intitolato la Curva Nord dello ‘Zaccheria’ ma non solo i ‘Satanelli’, è stato fatto anche nella sua Matera, esattamente il 10 marzo 2013 gli hanno intitolato in occasione proprio di un Matera-Foggia la gradinata dello stadio ‘XXI Settembre – Franco Salerno’ (di Matera). Franco, oltre ad aver lasciato un vuoto incolmabile nella memoria dei tifosi, nella sua vita privata era sposato con Chiara Carpano con la quale ha avuto due figli, Francesco Pio (oggi 22 enne) ed Alessandro (17enne), in loro più di tutti manca tantissimo ma vivrà per sempre nei loro ricordi ed insegnamenti. Ci piace immaginarlo da Lassù mentre suona con la sua Band la musica reggae che amava, oltre a parare su qualche campetto di periferia perché l’umiltà era la sua forza, volando tra un palo e l’altro. Abbiamo fatto per la prima volta, a distanza di nove anni una chiacchierata con il suo primogenito, Francesco Pio.

Quando sei nato, tuo papà difendeva già i pali dell’AS. Bari. Che ricordi conservi e se sei rimasto legato a qualche ex compagno?

“Io sono nato il 6 luglio del 1998, mia mamma mi raccontava che quel periodo è stato fantastico ed in quella stagione papà aveva terminato la prima stagione col Bari. Mi è stato raccontato che aveva fermato Ronaldo due volte, battendolo ed aveva vinto anche contro il Milan nella stessa stagione. Io non posso ricordarlo, però me lo ha raccontato anni dopo. Dei suoi compagni, lui era rimasto legatissimo a Gigi Garzya, che qualche annetto dopo chiamavo’zio Gigi’, erano come fratelli ed abbiamo fatto vacanze assieme. All’inizio mi ha riferito mia madre, che alloggiavamo presso l’albergo del compianto Vito Vasile e della sua famiglia che saluto con affetto. Poi papà ha girato molte squadre ed io crescevo, ma non faceva mai mancare il suo apporto ed affetto come papà”.

C’è stata un’esperienza da calciatore o successivamente che sei rimasto anche tu legato a quella squadra e colori?

“A Foggia sia da calciatore ha vissuto momenti indimenticabili e dopo da allenatore dei portieri di Zeman, ci siamo trasferiti e ci viviamo tuttora da dieci anni. Inevitabilmente tifo e sono legato al Foggia, mia mamma è nativa di Manfredonia ed abbiamo parenti, lì (a Manfredonia, ndr) papa è stato anche vice allenatore e preparatore dei portieri e poi anche io stesso, sono nato a San Giovanni Rotondo. Però vi svelo che ho vissuto più mio padre da tecnico che da calciatore. Infatti dal Manfredonia in poi andavo ogni volta che potevo a vedere i suoi allenamenti ed al sabato o alla domenica, allo stadio ‘Zaccheria’ ed a Pescara quando è stato con gli abruzzesi. Ricordo persino le cene di famiglia, al venerdì con Zeman, la moglie ed il tecnico in seconda, Vincenzo Cangelosi”.

Raccontaci dell’uomo che amava la musica reggaee suonava e di Franco Mancini, papà che ricordo vi ha lasciato?

“So che lui era uno un po’ schivo, molto riservato e timido, un po’ mi riconosco davvero in lui. Era molto affettuoso ed allo stesso tempo ci rimproverava quando necessario. L’umiltà, in primis, lui lo è sempre stato e ce la portiamo dentro anche noi. Il reggae? Era un po’ la sua religione e stile di vita, suonava la batteria con una band, io lo seguivo nei suoi concerti, e siamo andati a vedere concerti di gruppi assieme, si masterizzava i cd e registrava cassette. Ci divertivamo un mondo! Consentimi però di ringraziare il gruppo musicale, ‘Avenida’ che gli ha intitolato una canzone ‘Il volo del campione’, una canzone suggestiva che questa canzone devo dire mi ha incoraggiato e dato grande forza nonostante ci manchi tanto. Un altro ringraziamento lo rinvolgo ai docenti di un corso professionale nel settore del turismo, organizzato dalla Regione Puglia proprio a Bari, mi sta aiutando ed accrescendo anche dal punto di vista umano oltre che formativo”.

Dal 16 aprile andrà in onda su canale 5 il programma ‘Felicissima sera’ del duo forse più irriverente e divertente d’Italia, Pio e Amedeo, tifosissimi docdel tuo Foggia. Pensi di vederli?

“So che mia madre li ha conosciuti, io no personalmente. Ma sono fantastici, rappresentano un motivo di orgoglio per la Puglia perché fanno una satira ed ironia intelligente, raccontando verità e sdrammatizzando. So che erano anche molto tifosi di mio padre e mi piacerebbe un giorno incontrarli dal vivo, anche se sono molto timido e non vorrei che mi mettessero in difficoltà. Sicuramente il 16 aprile sarò a vederli, in un momento del genere, con teatri e cinema chiusi che spero potranno riaprire, vedere Pio e Amedeo farà divertire”. Ph. Roberto D’Agostino, un Pescara-Foggia, Zeman con il Pescara ed il Foggia di Stroppa L’altra foto è un altro memorabile scatto, di un giovanissimo Franco Mancini e Chiara Carpano, con in braccio i loro due figli. Riposa in pace, ‘Giaguaro’!

Marco Iusco

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