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Franco Pisicchio, il ragazzo dal sorriso dirompente e tanta classe

Soltanto ventisette anni fa avveniva la tragica scomparsa di Francesco Antonio Pisicchio per tutti ‘Franco’, a soli 23 anni ha lasciato un vuoto incolmabile alle sue sorelle, Giovanna e Maria ed il fratello Vito, ed ai genitori. Quel ragazzo che ha indossato anche la maglia del Bari e frequentava il liceo classico barese, ‘Flacco’ che dovette lasciare per concentrarsi esclusivamente sul suo amore, il calcio ed il pallone. Originario di Melfi, lui sosteneva solo per poche ore perché è cresciuto a Lavello dove gli hanno dedicato in sua memoria anche il campo sportivo ‘Stadio Franco Pisicchio’. Calcisticamente ha iniziato a muovere i primi passi nel Forentum a Lavello dal 1985 al 1987, in seguito al Cerignola nell’annata 1987-88 in Interregionale. Il Bari lo acquistò nel 1988-89 per farlo formare con la Primavera, ma si aggregò da subito alla Prima squadra e collezionò quattro presenze in Coppa Italia ed otto in campionato facendo il suo esordio l’11 settembre ad Ancona subentrando a due minuti dalla fine al posto di Pietro Maiellaro, quella gara si concluse sullo 0-0. Nel 1989-90 passò al Cagliari con mister Claudio Ranieri dove conquistò la promozione dalla B alla A. Ha indossato la maglia della Nazionale Militare sotto la guida di Francesco Rocca segnando in amichevole anche un gol al Foggia di Zeman e Franco Mancini, oltre ad aver fatto parte anche della Nazionale Under 21 di B. Sempre in serie B ha militato con la Salernitana nella stagione 1990-91 ed in quella successiva nel Taranto, assieme al suo amico fraterno Pietro Parente dove furono ribattezzati la ‘P2-Parente-Pisicchio”. Tra le file del Siena ha giocato  in C1 negli anni 92/93 ed a Bisceglie ha concluso inaspettatamente nella stagione 1993-94, venendo a mancare il 2 gennaio del 94’, a causa di un incidente stradale, mentre soltanto qualche giorno prima era stato anche uno dei migliori contro il Sora, squadra in vetta in quel momento. Per omaggiare il compianto Pisicchio, lo abbiamo fatto facendolo raccontare da ex giocatori baresi molto rappresentativi, da Giovanni Loseto, Giorgio De Trizio, Pino Giusto ed al suo capitano nella stagione biancorossa, Antonio Di Gennaro.

Il ricordo della bandiera e suo punto di riferimento a Bari, Giovanni Loseto

Franco era un bravo ragazzo e quando arrivò il primo giorno gli dissi in barese: “Bello stai con noi gli e vai avanti volenteroso e con educazione nei confronti dei più grandi” e lui mi prese in parola, sempre il più educato e disponibile, davvero un bravo ragazzo. La sua morte mi sconvolse tantissimo, allora giocavo a Pescara e mi toccava la sfida con il Bari, partita del 2 gennaio 1994 che finì in parità con i gol per i biancorossi di Tovalieri e per noi  di Alfieri. Da Pescara mi misi in macchina e partecipai al funerale di Franco, glielo dovevamo, era un ragazzo che meritevole di tanto affetto e rispetto. Ma vi svelo un aneddoto per farvi capire che tipo fosse: stavamo in ritiro nei pressi di Cremona col Bari, stagione 1988 di cui lo fece parte, e siccome mio fratello Onofrio giocava a Cremona, lo andammo a salutare insieme ad un gruppetto di baresi compreso Franco che era uno di noi ed Onofrio ci portò al negozio di abbigliamento di un certo livello di un suo caro amico; Franco adocchiò un abito bellissimo che si comprò e mi disse ‘Gianni quando andremo in A me lo metto’. Poi lo ricordo anche al Cagliari dove fece benissimo sotto la guida di mister Ranieri dove vinse due campionati e distinguendosi. Era un attaccante che svariava su tutti i fronti, uno che non si risparmiava ed avrebbe fatto la differenza anche nel calcio moderno per come andava a pressare alto i difensori e sapeva interpretare bene le due fasi. Ad oggi ho la fortuna di sentire la sorella Maria e gli altri suoi affetti e dedico a loro questo mio ricordo, anzi un abbraccio grande alla famiglia Pisicchio. Per me Franco è stato un fratello più piccolo che mi chiedeva consigli anche fuori dal campo e ci siamo continuati a sentire anche dopo Bari. So per certo che che da Lassù avrebbe voluto ringraziare anche mister Giuseppe Orlando, un grande del settore giovanile biancorosso che lo aveva già allenato al Cerignola e poi mister Salvemini lo chiamò in pianta fissa con la Prima Squadra.

Il ricordo di capitan Giogio De Trizio

Ricordo quando arrivò al Bari che era un ragazzino che andava ancora a scuola, piccolo di statura ma forte fisicamente. Noi baresi abbiamo sempre accolto tutti a braccia aperte. Difficile non voler bene ad un ragazzo come Franco, lo portavamo sempre con noi. Aveva il sorriso stampato, una mimica e gestualità che lo prendevamo in giro e facevamo delle imitazioni che persino lui si divertiva e piegava dalle risate. Ho giocato a Bari dagli anni 80’ ed uno stacco ed elevazione di testa così incredibile lo avevo visto ad Aldo Serena, vi svelo che Franco Pisicchio non era da meno nonostante la sua statura. Quando scendeva in campo si faceva rispettare e seminava il panico tra i difensori. Ricordo il suo esordio in Coppa Italia nel 1988 contro la Samp di Vierchowod che lo squadrava brutto e fece ammattire e poi in campionato quando subentrò a Pietro Maiellaro contro l’Ancona, fu felicissimo. L’ho incontrato anche da avversario quando giocava nel Cagliari ed era ulteriormente maturato, so che Ranieri aveva grande considerazione di Pisicchio. La notizia della sua scomparsa mi lascò di stucco ed un grande dolore, era molto legato anche a Giovanni e Michele Armenise.

Il ricordo di un amico ed avversario, PINO GIUSTO

Franco Pisicchio era del 70’ era molto più piccolo rispetto a noi, insieme non c’è stato modo di giocare. Sono legato a Maria e Giovanna e Vito, al papà e alla mamma. Franco però lo conoscevo per averlo incontrato da avversario. Ogni qualvolta si organizzano delle manifestazioni sociali ed in sua memoria, noi ex calciatori siamo sempre presenti. L’ultimo anno che ho giocato a calcio a livello professionistico giocavo a Bisceglie 92/93 mentre lui arrivò l’anno successivo scendendo di categoria nonostante fosse un giocatore di categorie superiori, mi capitò di andarlo a vedere all’opera sotto la guida del tecnico, Aldo Papagni. Quando successe quel grave incidente eravamo tutti presenti e rimanemmo increduli. Era un gran bravo ragazzo ed avrebbe meritato un finale diverso, il suo ricordo è sempre presente, non solo per i suoi cari e chi l’ha conosciuto ma deve essere di esempio per le nuove leve, per la sua applicazione, classe ma soprattutto grande umiltà.

Il ricordo di un altro capitano, ANTONIO DI GENNARO

Un ragazzo che ha fatto dell’umiltà uno dei suoi punti di forza, oltre ad essere molto tecnico e rapido, e si è fatto apprezzare dovunque ha giocato. Un mito non solo per la città di Lavello e la Basilicata ma di grande esempio per tanti giovani che si approcciano al calcio ed insegnando calcio ai bambini e piccoli atleti, Franco Pisicchio è un esempio da seguire. Voglio ricordarlo con grande affetto e partecipazione. Ricordo ancora quando mi chiamarono per dirmi ciò che era successo e la tragicità di quel momento. Un ragazzo d’oro, ma da parte mia resta impresso nella mia memoria. Lo dico senza problemi: era una promessa del calcio che non ha avuto tutto il tempo necessario per esprimere le sue doti, oltre ad essere un ragazzo pieno di valori e grande umanità.

Marco Iusco

 

 

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