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“Gangster in America” storia della criminalità organizzata a stelle e strisce

“Crime in America” è stato il libro che il Senatore del Tennessee, Carey Estes Kefauver, presidente della prima “Commissione speciale per il crimine organizzato nel commercio interstatale”, pubblicò a seguito del rapporto sul gangsterismo americano inviato al Senato degli Stati Uniti nel maggio del 1951. La “Commissione Kefauver” venne istituita un anno prima  per far luce sulle bande criminali americane e sulla recrudescenza delle attività delittuose negli USA. Già nei primi mesi del 1950 l’American Municipal Association, messa in allarme dalle conseguenze delle operazioni criminali interstatali sulle amministrazioni municipali, aveva approvato una mozione in cui si chiedeva alle autorità federali di prendere in esame il problema. Inoltre la stampa aveva cominciato a pubblicare strabilianti rivelazioni sul potere dei moderni gangsters, degni successori di Al Capone dell’era precedente. La conferenza sulla delinquenza organizzata indetta nel febbraio del 1950 dal Procuratore generale J. H. McGrath richiamò l’attenzione generale su quella “peste moderna”. Così il 10 maggio del 1950, il Senato americano votò la costituzione di una commissione incaricata di redigere un rapporto sulle bande criminali e sui loro agganci politico-istituzionali. Alla presidenza  del comitato venne nominato Kefauver, influente membro del Partito Democratico, in servizio prima alla Camera dei rappresentanti e poi al Senato. Come presidente della Commissione raccolse pazientemente le prove e condusse le udienze con un contegno modesto, cortese e intelligente, percorrendo 52380 miglia e interrogando politici, uomini d’affari e magistrati vicini a nomi noti della criminalità americana. L’importanza della Commissione Kefauver stava nell’aver smascherato un sindacato della delinquenza, ramificato in tutto il nord America, portato all’attenzione dell’opinione pubblica attraverso le udienze trasmesse in diretta tv che tenevano incollati davanti allo schermo 20-30 milioni di americani ogni sera. Ci furono udienze a Miami, Tampa, New Orleans, Kansas City, Cleveland, St. Louise, Detroit, Los Angeles, San Francisco, Las Vegas, Philadelphia, Washington, Chicago e New York, attraverso le quali vennero alla luce vaste attività criminose: dal connubio tra criminalità organizzata e politica, all’industria del gioco d’azzardo, del racket, della prostituzione, del mercato nero di alcool e stupefacenti, per un giro d’affari di milioni di dollari che faceva gola a molti e che alimentava la corruzione politico-istituzionale con gravissime conseguenze per il Paese. Dalle indagini e dalle testimonianze raccolte durante le udienze della commissione venne fuori per la prima volta la parola “mafia” un’organizzazione all’epoca ancora non del tutto conosciuta. A New York City, il comitato del senatoriale concluse che il famigerato gangster Frank Costello aveva esercitato una grande influenza sull’organizzazione democratica della contea di New York stringendo rapporti anche con alcuni leader repubblicani. L’influenza del gangsterismo aveva condizionato pesantemente l’amministrazione del sindaco William O’Dwyer al quale aveva imposto la nomina di alcuni affiliati nei pubblici uffici. Stessa cosa a Chicago, a Miami, in Nevada, nel Missouri, e ovunque questo modello basato sulla corruzione criminale e politica di governatori, sindaci, giudici e titolari di pubblici uffici a tutti i livelli di governo, riuscisse ad essere applicato. Una vicenda che ha ispirato la trama dei migliori film di Hollywood sul gangsterismo americano ma che ha soprattutto tracciato la strada per la promulgazione da parte del Congresso di leggi più severe contro la corruzione e il crimine organizzato. Il libro è stato tradotto recentemente in italiano e pubblicato da “Pgreco” edizioni col titolo “Gangster in America” storia della criminalità organizzata a stelle e strisce.

Maria Giovanna Depalma

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