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Genchi: “Scalpito di giocare con questo gruppo coeso e che ci crede”

Per un centravanti far gol è tutto, ma il più delle volte, chi è leader ed antepone il bene della squadra davanti, si sacrifica, lotta ed alla fine fa gol ugualmente raggiungendo l’obiettivo di squadra, ed è il caso di Giuseppe detto ‘Peppe Genchi’ il quale tante volte nella sua carriera ha anteposto il bene della squadra, facendo un lavoro prezioso. Tuttavia nel suo score il gol è sempre stato nelle sue corde, in 414 presenze cha messo insieme oltre duecento reti, tra Campionato e Coppe, giocando sempre senza risparmiarsi. Giuseppe Genchi dalla scorsa stagione milita nel Bitonto dove a causa di un infortunio non ha potuto esprimere le sue qualità e caratura, ma sta lavorando per tornare presto e sarà presente al ritiro dei leoni neroverdi. Ai nostri microfoni, autorizzato dal Bitonto, ha parlato della sua voglia di tornare, dei suoi compagni, del nuovo mister e toccato altre tematiche.

Bentornato bomber, quanto manca al tuo rientro e se ti senti di ringraziare qualcuno che ha contribuito al tuo recupero.

“Sono quasi pronto, anzi sono passato all’’85% e dopo la visita effettuata lunedì possiamo concentrarci sul lavoro di campo. Sono felicissimo di partire con la squadra al ritiro. La riabilitazione meccanica e con attrezzi è quasi giunta al termine ed ora il lavoro è in discesa. Le sensazioni sono più che positive. Ho la voglia di recuperare l’anno perso. Permettimi di ringraziare il presidente Rossiello, una persona che capisce di calcio ed a modo e che merita un pensiero speciale per la grave perdita affettiva avuta quest’anno. Un grazie sentito a tutta la società che mi è stata vicino e considerato, un gruppo fantastico. Sono contentissimo della riconferma e voglio ripagare della fiducia società e la tifoseria, ma soprattutto non posso non ringraziare anche il fisioterapista del Bitonto e Gianni Gallo che mi ha seguito nella riabilitazione, grazie a lui potrò prender parte al ritiro. A me piace parlare con i fatti ed è l’unica cosa che voglio fare”.

Nella stagione appena conclusa hai realizzato due gol in quattro gettoni di presenza, ma soprattutto hai legato con un gruppo confermato quasi in toto e migliorato. Dove potete arrivare?

“Nel girone di ritorno si è cementato il gruppo e creato qualcosa di straordinario, arrivando quarti ed alla semifinale. Un gruppo che nonostante gli infortuni e le difficoltà del Covid e le due perdite di Pino e Ciccio, due uomini della società, hanno fatto si che nascesse un legame indissolubile. Aggiungo che anche al sottoscritto quando ho subito l’infortunio sono stato circondato di affetto inaspettato ed io per ricambiare il loro affetto sono rimasto sempre con il gruppo. Ritengo che prima di un gruppo di giocatori forti e di qualità, serve una squadra di campioni a livello umano, così si va lontano. Servirà rimanere con piedi impiantati per terra, e dipende solo da noi. La società ci ha dato le armi a disposizione ed abbiamo una guida tecnica capace, ora spetterà a noi insieme al nostro dodicesimo uomo arrivare all’obiettivo che merita questa società ed una città intera e noi tutti che ci crediamo”.

Ti sei già interfacciato con mister Claudio De Luca e che impressione ti ha destato?

“Abbiamo parlato a lungo, mi ha chiesto come stessi, parlato delle sue idee molto chiare e posso dire che si evince subito di una persona molto ben organizzata. Bitonto è una grande piazza, il tecnico lo sa ed è molto motivato. Se è vero che scendono in campo i giocatori, al tecnico spetta il compito di guidarci e condurci alla vittoria e sono convinto che mister De Luca, a prescindere dalla giovane età, abbia carattere e la forza per saper gestire un gruppo di qualità e tenace che sta nascendo. Si nota la sua passione  e voglia di trasmetterci i suoi insegnamenti”.

In C nel girone C, oltre al Potenza, ci sarà il derby tra Monopoli e Taranto, due club dove hai lasciato ottimi ricordi. Dove credi potranno arrivare le due pugliesi e raccontaci in pillole i tuoi gol più belli con le rispettive maglie.

“Tra Monopoli e Taranto, vedo più avanti e competitivo i Gabbiani perché sono in Lega Pro da anni e pur avendo cambiato tecnico, nelle ultime tre stagioni, sono andati due volte ai playoff. Quest’anno sono arrivati undicesimi con una squadra nettamente più giovane rispetto alla scorsa stagione e dilaniata da infortuni e casi Covid, avevo letto di Monopoli Foggia, rinviata perché c’erano 35 casi o qualcosa di simile. E’ stata un’annata difficile per tutti, ma dietro c’è una società solida e ben attrezzata e sono sicuro che nella stagione 21/22’ il Monopoli tornerà ai vertici e darà fastidio sino alla fine. Il Taranto, invece, lotterà per mantenere la categoria con una squadra giovane e qualcuno più esperto. Resto legato sia al Monopoli e Taranto per aver trascorso stagioni memorabili. I gol più belli? Parto da quelli con il Monopoli: l’altra sera lo rivedevo mentre ero con un mio amico Fabio, ed era quello con il Messina, anche se ci sono altri due gol ovvero quello contro il Catania e per il peso uno all’ultima giornata di campionato proprio contro il Taranto. In quel di Taranto, dove sono stato anche il capitano ne ho segnati davvero tanti però ricordo quello più recente contro il Brindisi: su un rilancio dalla difesa con una palla a campanile, schizzata a cento metri e scesa a velocità pazzesca, la stoppai senza farla cadere e dal limite dell’area lasciai partire un pallonetto a scavalcare il portiere e rimasi incredulo, ma dopo mi resi conto che feci quello che in quei secondi avevo pensato”.

Una battuta, invece, sul tuo amico bomber Mirco Antenucci, molto criticato nella stagione conclusasi, si appresta alla terza stagione in biancorosso e con grandi responsabilità.

“Quando sento la parola critica penso al discorso di Gianluca Vialli alla vigilia della finale contro l’Inghilterra. Chi scende in campo, lotta e dà tutto è esente da colpe, si può vincere o perdere, ma l’importante è dare il massimo. Con Mirco ci ho giocato che ero giovanissimo (nel Giulianova, ndr) e lui aveva già grandi qualità. A Bari in due stagioni ha fatto 38 gol compreso quelli in Coppa, metterlo in discussione in questa categoria è insensato. Il Bari ha fatto bene a confermarlo, consapevole del suo valore e di un ingaggio altrettanto importante per la categoria, Mirco è un giocatore che può fare ancora la differenza”.

Argomento multiproprietà. Nei prossimi giorni potrebbe esserci una decisione clamorosa dove chi possiede la doppia proprietà sarebbe costrette a vendere. Il tuo pensiero.

“So dove vuoi arrivare (ride, ndr) però è una situazione complessa che va oltre il mio pensiero. Ti dico la mia se un imprenditore ha due o più società ed esiste dal codice una legge che non lo vieta, trovo scorretto, penalizzante ed assurdo cambiare le regole. Un conto è stabilire che non si possono avere altre società, ben più grave è penalizzare quelle società che hanno investito in questi anni e così sarebbero costrette a vendere lasciando a metà il progetto iniziale. Penso alla Salernitana, una grande piazza e tifo caldo, tornati nella massima serie hanno rischiato di vedersi annullato un verdetto conquistato sul campo. Bisogna sedersi ad un tavolino con i presidenti ed i vertici della federazione e trovare soluzioni eque”.

L’ultima sulla Nazionale Italiana, vincitrice di un Europeo con merito. Nonostante ciò, sono giunte critiche pèsanti nei confronti di Ciro Immobile. La tua opinione.

“Faccio fatica a pensare a chi critica un giocatore della Nazionale di Calcio Italiana dopo che hanno vinto un Europeo battendo le più forti, ognuno ha dato il suo straordinario contributo. Dal cantare in gruppo le canzoni napoletane, persino quelli che giocano in squadre del nord ad essere sempre uniti anche nei momenti di difficoltà. Non si valuta un giocatore dalla singola prestazione e Ciro Immobile oltre ai due gol realizzati ha svolto un lavoro encomiabile in fase di smarcamento e smistare palloni. Se Mancini lo ha schierato sempre titolare, un motivo ci sarà se no avrebbe giocato col falso nueve e lasciato in panchina. Spesso un attaccante non fa gol e viene criticato, ma va giudicato sempre a trecentosessanta gradi”. (Ph. U.S. Bitonto).

M.I.

 

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