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Gentiloni e De Vincenti a Bari per l’inaugurazione dell’81ma edizione della Fiera

Avrebbe dovuto essere, secondo le previsioni della vigilia (ma anche secondo gli auspici del governatore pugliese Michele Emiliano), una cerimonia inaugurale dal clima politico-istituzionale tra Regione e Governo centrale alquanto disteso e meno teso rispetto a quello delle ultime due precedenti edizioni. Ossia quella in programma oggi alla Fiera del Levante, alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e del ministro alla Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, che intervengono alla cerimonia di apertura dell’edizione fieristica di quest’anno, la 81esima della campionaria barese. Invece, probabilmente, non sarà proprio così dal momento che a meno di 24 ore dalla cerimonia inaugurale della Fiera di Bari il Consiglio dei ministri, su proposta dello stesso Gentiloni, ha impugnato la “legge sulla partecipazione” della Regione Puglia, la n. 28 del 13/07/2017, in quanto, si legge nel comunicato al termine del Cdm, “alcune norme prevedono strumenti di partecipazione regionale relativamente a opere statali e di interesse nazionale che incidono significativamente sul dibattito pubblico previsto per tali opere dalla legislazione statale di riferimento”. Infatti, per il Governo nazionale la predetta recente legge regionale pugliese violerebbe la competenza legislativa riservata allo Stato in punto di determinazione dei livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali di cui all’art. 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. E, secondo il Governo, violerebbe anche il terzo comma dello stesso articolo costituzionale, per contrasto con i principi fondamentali in materia di ‘produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia’ unitamente alla violazione dei criteri indicati dall’art. 118 della Costituzione, per l’allocazione e la disciplina delle funzioni amministrative; nonché la violazione del principio di buon andamento dell’azione amministrativa ex art. 97, primo comma, della Costituzione. Insomma, una “sberla” non da poco per la Regione Puglia, se i rilievi contestati dal governo Gentiloni alla recente legge pugliese “sulla partecipazione” voluta dal governatore Emiliano dovessero, poi, rivelarsi fondati. Però, a poche ore del discorso barese del presidente Gentiloni, se con una mano il Governo tenta di dare uno “schiaffo” alla Regione Puglia (e quindi anche al suo governatore, Emiliano), con l’altra invece fa una “carezza” all’intero Mezzogiorno, facendo annunciare al ministro De Vincenti lo stanziamento, nella prossima legge di bilancio, di 300milioni di Euro di fondi aggiuntivi per le pim (piccole e medie imprese) meridionali. Ma verosimilmente non sarà solo questa la novità per il Sud su cui farà perno il discorso di Gentiloni alla Fiera del Levante, perché quasi sicuramente snocciolerà anche altre misure strutturali già adottate (vedi i due decreti etichettati rispettivamente “Resto al Sud”, per agevolare l’auto-imprenditorialità giovanile, e “Zone economiche speciali”) o da adottare con la prossima legge di bilancio, oltre a quella sui fondi aggiuntivi per le pim già comunicata dal ministro De Vincenti. E il Capo del governo non dimenticherà verosimilmente neppure di mettere nel conto i “Patti” sottoscritti un anno fa da Matteo Renzi con le Regioni, tra cui anche la Puglia proprio al termine della cerimonia inaugurale della scorsa edizione. In definitiva, è probabile che alla luce delle ultime novità il clima politico-istituzionale tra Regione Puglia e Governo non sia così disteso come ci si aspettava. Ma sarà verosimilmente meno burrascoso e conflittuale di quello vissuto alla cerimonia inaugurale del 2015, quando il premier Renzi preferì alla FdL un evento agonistico a valenza meramente “individuale” (la finale di New York degli ‘US-Open’ di tennis tra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, dove le due atlete non erano di certo in rappresentanza nazionale, ma si contendevano un cospicuo premio personale) e lasciando all’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, De Vincenti, l’onere di rappresentare il Governo alla cerimonia istituzionale barese. Né tantomeno sarà il “clima” parimenti teso dello scorso anno, quando Renzi inaugurò l’edizione del 2016 della Fiera, a seguito delle note vicende conflittuali con la Regione Puglia sul piano istituzionale (referendum “No Triv” e polemica sui fondi ordinari e straordinari assegnati dal Governo con i “Patti” regionali, contestazione gasdotto Tap, ecc.) e, soprattutto, sul piano politico personale con il governatore pugliese, a seguito delle note posizioni di Emiliano sul previsto referendum costituzionale del successivo dicembre. La cerimonia di apertura di quest’anno della Campionaria si svolgerà (con inizio alle 10,30) nel nuovo Centro congressi del quartiere fieristico e non più nello stand dello “Spazio 7” (occupato dal Salone del fitness), mentre i cancelli per il pubblico apriranno ufficialmente a partire dalle ore 15. Il tema principale di questa 81esima edizione è il binomio tra economia e cultura. Un tandem, questo, che quasi sempre deve confrontarsi e fare i conti con la politica. E la cerimonia inaugurale della Fiera di Bari, da sempre palcoscenico della politica locale e nazionale, da qualche anno per questa non è più solo “vetrina”, ma anche (quasi) un “ring”. Sarà così anche stavolta? Vedremo.

 

Giuseppe Palella

 

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