Geopolitica e Intelligenza Artificiale, il Sud davanti ai nuovi equilibri
Le Giornate del Mezzogiorno ripartono dai dati sul Mediterraneo: container in crescita del 5% nel primo semestre 2026. Poi il confronto sull’impatto dell’IA su imprese, lavoro e società

Mentre guerre e tensioni commerciali ridisegnano rotte e mercati, il Mediterraneo continua a muovere più container: nel primo semestre del 2026 i traffici dei suoi porti sono cresciuti mediamente del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia pure con differenze consistenti tra uno scalo e l’altro. È uno dei dati dai quali partiranno le Giornate del Mezzogiorno, il confronto promosso dalla Camera di Commercio di Bari che il 22 e 24 settembre porterà alla Fiera del Levante due questioni destinate a pesare sempre di più sull’economia del Sud: i nuovi equilibri geopolitici e l’avanzata dell’Intelligenza Artificiale.
La prima giornata guarderà soprattutto a quanto sta accadendo intorno al Mediterraneo. Ad aprirla sarà uno studio di Uniontrasporti, società del sistema camerale, dedicato agli effetti delle crisi internazionali sul commercio e sull’economia dell’area, con un’attenzione particolare alle conseguenze per il Mezzogiorno. I numeri raccolti restituiscono finora un sistema portuale capace di resistere anche alle tensioni provocate dalla crisi dello Stretto di Hormuz legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
La crescita media del 5% registrata nei primi sei mesi dell’anno non è infatti distribuita uniformemente. Tra gli scali presi in considerazione spicca Port Said, che raggiunge un incremento del 22,9%. I risultati della ricerca costituiranno la base del successivo confronto tra esponenti politici ed esperti, chiamati a leggere non soltanto quanto sta accadendo, ma anche gli equilibri che potrebbero emergere da una fase internazionale segnata contemporaneamente da conflitti militari e commerciali.
Energia, disponibilità delle materie prime, logistica, infrastrutture e accesso ai mercati sono ormai difficili da separare dalla geopolitica. Ed è proprio dentro questa relazione che le Giornate proveranno a collocare il Mezzogiorno, interrogandosi sul ruolo che il Sud e il Mediterraneo possono assumere mentre cambiano
«La globalizzazione sta attraversando una nuova fase e con essa si ridefiniscono le condizioni nelle quali operano le aziende. Energia, materie prime, logistica, infrastrutture e accesso ai mercati sono sempre più legati agli equilibri geopolitici. Il Mezzogiorno non è ai margini di questi mutamenti, ma si trova al centro di dinamiche strategiche che riguardano il Mediterraneo e l’Europa», sottolinea Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari.
Il 24 settembre l’attenzione si sposterà su “l’intelligenza che cambia”, sull’impatto dell’IA tanto sul sistema economico e sociale nel suo complesso, quanto sui processi produttivi e sull’organizzazione delle imprese, una transizione tecnologica che rappresenta una sfida particolarmente rilevante per tessuti economici composti in larga parte da piccole e medie imprese.
«Dobbiamo evitare che l’innovazione accentui il divario tra realtà di diverse dimensioni e tra territori più e meno attrezzati. Formazione, infrastrutture e competenze sono condizioni indispensabili perché l’intelligenza artificiale possa diventare un fattore di sviluppo diffuso. In una fase di forte incertezza, comprendere i cambiamenti e creare occasioni qualificate di confronto è una responsabilità istituzionale», afferma ancora Di Bisceglie.
Il confronto, in entrambe le due giornate, guarderà all’Italia e a quell’Europa che detta le regole ed è chiamata ad elevare il suo livello di competitività nei confronti dei colossi come USA e Cina, muovendo in primis dalla Puglia e dal Mezzogiorno, alle prese con una fase caratterizzata da oggettive potenzialità e segnali positivi ma anche da persistenti fragilità.
«Con Le Giornate del Mezzogiorno vogliamo offrire uno spazio nel quale il Sud possa essere protagonista delle trasformazioni globali – conclude la presidente della Camera di Commercio di Bari – capire come stanno cambiando gli scenari internazionali e come l’innovazione può incidere sul nostro sistema produttivo significa costruire oggi le condizioni per rafforzare la competitività dei nostri territori nel presente ma soprattutto nel futuro».
Pubblicato il 27 Agosto 2026



