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Già volano gli “stracci” nel centrodestra pugliese

Se nel centrosinistra pugliese alcuni degli esponenti locali di spicco non si sono ancora ripresi dallo shock elettorale subito domenica scorsa per mano del “Movimento 5 Stelle”, che in Puglia ha fatto l’en-plein, conquistando tutti e 24 i collegi (tra Camera e Senato) su 24 presenti nella regione, nel centrodestra locale, che pur non ha subito un analogo tracollo, volano gli “stracci” per gli errori che hanno caratterizzato la campagna elettorale appena conclusa. A cominciare da quelli commessi nella formazione delle liste e, quindi, nella scelta dei nomi sia per i collegi uninominali che per quelli bloccati dei listini del proporzionale. Infatti, uno dei primi ad uscire allo scoperto nel centrodestra pugliese e, quindi, a gettare il sasso nello stagno della palude in cui si sono arenate le aspettative di successo del partito di Silvio Berlusconi in Puglia è stato il capogruppo della formazione azzurra nell’Aula consiliare del Palazzo regionale barese di via Capruzzi, Nino Marmo, che ha ammesso, senza mezzi termini, che il risultato di Forza Italia poteva essere nettamente migliore di quello riportato il 4 marzo scorso. E “probabilmente – ha affermato Marmo in un’intervista – qualche puntino blu nei collegi pugliesi ci sarebbe stato”, perché “in alcuni collegi – secondo il veterano consigliere regionale di Andria – sarebbe bastato poco per giocarsi la partita fino in fondo”. Ma, come è noto, così non è stato. E l’unico schieramento che in Puglia avrebbe potuto impedire ai pentastellati il cappotto elettorale, ossia quello di centrodestra, è stato clamorosamente battuto in tutti e 24 i collegi dell’uninominale al pari di quello di centrosinistra, che  a differenza di quello di centrodestra in quasi tutti i collegi è giunto però in posizione molto distaccata rispetto ai vincitori a “5 Stelle”. Di chi le colpe? Marmo non ha dubbi. E nella sua uscita pubblica sulle cause di alcuni mancati possibili successi del centrodestra in Puglia alle recenti politiche non ha esitazione ad additare il dito contro il coordinatore regionale di Forza Italia, Luigi Vitali, la segretaria di Berlusconi, Licia Ronzulli (capolista in Puglia in uno dei collegi del plurinominale al Senato) e l’ex forzista pugliese Raffaele Fitto, attualmente leader di “Noi con l’Italia-Udc”, quarto alleato della tradizionale coalizione di centrodestra Fi-Lega e Fratelli d’Italia. L’elenco di Marmo degli “autogol” del centrodestra nelle appena concluse elezioni politiche nelle candidature è lungo e come lui stesso ha affermato anche “la lista degli errori è sterminata”. E’ stato perso – ha rilevato Marmo – anche un collegio tradizionalmente di centrodestra, quello di Bari centro, che fu di Pinuccio Tatarella e che anche dopo di lui era stato sempre appannaggio della coalizione berlusconiana. Allora quale è stato il criterio con cui sono state fatte le liste del centrodestra in Puglia? Evidentemente non lo sa ancora neppure il capogruppo azzurro alla Regione, visto che se lo chiede anche lui a elezioni praticamente concluse. Di certo, per Marmo, se fossero state rispettate veramente le volontà di Berlusconi, le cose sarebbero andate diversamente, perché Forza Italia avrebbe superato largamente il 20% come nel 2013, quando – ha ricordato ancora il veterano esponente dell’Aula barese di via Capruzzi – “salvammo Forza Italia, il Cavaliere affermò che i consiglieri regionali sarebbero stati trainanti” Ma non è andata così. E, quindi, c’è forse poco da cantar vittoria. Infatti, ha concluso Marmo nella sua invettiva contro Vitali, Ronzulli e Fitto, “va girata pagina in fretta per essere protagonisti dell’attuale scenario politico che registra un nuovo bipolarismo, con un Pd che si va liquefacendo all’interno de M5S”, perché “la sfida sarà tra un nuova sinistra pentastellata e nuova destra che non può essere guidata da Salvini”. Tempestiva la replica di alcuni dei riconfermati pugliesi di Fi in Parlamento, Francesco Paolo Sisto, Elvira Savino e Miche Boccardi, che con una nota hanno dichiarato assolutamente “inopportuno ed intempestivo” quanto puntualizzato da Marmo attraverso le pagine del maggior quotidiano locale. Infatti, per i tre riconfermati parlamentari, per altro uscenti, “subito dopo unatornata elettorale in cui Fi in Puglia, nonostante lo tsunami pentastellato, ha bene tenuto, è necessario che si lavori per l’unità della coalizione e del partito, così favorendo il consolidamento del risultato comunque conseguito”. Quindi, in sostanza, per Sisto, Savino e Boccardi non è questa l’ora delle polemiche o degli stracci in faccia all’interno del partito e della coalizione di cui fa parte Forza Italia. Però, hanno pure dichiarato con lo stesso comunicato i suddetti esponenti forzisti pugliesi, “ben vengano le discussioni interne, gli approfondimenti tesi a far crescere il partito, ma nelle sedi competenti, senza clamore mediatico, per garantire una discussione anche agonisticamente aspra ma sempre caratterizzata da riservatezza e serenità. Siamo convinti che, in tale ottica, non mancherà l’occasione per un ampio confronto, magari subito dopo aver superato le secche per la formazione del nuovo governo nazionale”. Come voler dire a Marmo: “i panni sporchi laviamoceli in casa”. Perché questa volta a sporcarli ci hanno già pensato verosimilmente gli elettori tradizionalmente di centrodestra, con i voti non dati a Forza Italia ma al M5S che ha stravinto anche in una regione come la Puglia, dove la coalizione di Berlusconi dal 1994 aveva sempre vinto tutte le competizioni politiche per Camera e Senato. Altro che…. obbiettivo raggiunto! La resa dei conti del dopo voto nel partito azzurro pugliese è forse solo alle prime battute. E la tempesta, forse, è ancora solo all’orizzonte.

 

Giuseppe Palella

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