Cultura e Spettacoli

Giacobbe, Il Terzo Patriarca della Stand Up

Sabato sarà in cartellone al Teatro Laboratorio Tiberio Fiorilli uno spettacolo di e con Fabio Accursio Giacobbe

Perché da noi, a differenza che a Roma e Milano, la stand-up comedy fatica a decollare? Perché il nostro pubblico non è abituato ad essere ‘aggredito’. Se nel caso dei cabarettisti (ed anche dei ‘fini dicitori’ dei giorni del varietà) la quarta parete, questo muro immaginario che separa palcoscenico e platea, è tangibile, sì da assicurare al pubblico una fruizione ‘comoda’, con la stand-up il divisorio viene meno e gli spettatori, pesantemente tirati in mezzo, vengono strappati alla pigrizia della fruizione passiva e chiamati a ‘lavorare’, evolvendo in secondo elemento di propulsione dello spettacolo. A questo ritardo il nostro Fabio Accursio Giacobbe non ci sta, per cui si adopera da anni per far sì che il costume della stand-up metta radici anche a Bari, dove ha già organizzato due rassegne in tema. Rientra in questo ambizioso disegno ‘Giacobbe – Il Terzo Patriarca della Stand Up’, che alle 21:00 di sabato prossimo sarà in cartellone al Teatro Laboratorio Tiberio Fiorilli, che ha sede a Bari al civico 29 di via Bengasi ; ingresso con prenotazione obbligatoria via email all’indirizzo: giacobbepatriarcadellstandup@gmail.com ; per accedere è necessario tesserarsi. Si parlava prima di ‘aggressione’. Giacobbe promette frecciate al calor bianco e d’ogni genere: Oltre al sociale e al quotidiano più spicciolo, ce n’è pure per il sesso, la spiritualità, la pochezza umana… La satira di Giacobbe, che non ha paura dei colori grevi, non fa sconti a niente e nessuno. Il pubblico è avvisato. Un appuntamento da non perdere anche perché per il teatrante barese questo spettacolo segna un ritorno a casa, nello spazio (il Teatro Laboratorio Tiberio Fiorilli) che lo ha formato e lanciato nel mondo del cinema e del palcoscenico. Dopo aver lavorato con registi come Giovanni Veronesi, Tognazzi, il Premio Oscar Mike Van Diem, Stefano Reali e Francesco Amato, la scoperta della stand-up – alla quale scoperta non sono state estranee complesse vicissitudini personali – ha segnato una svolta determinante nel percorso artistico di Fabio Giacobbe. Ispirandosi ai modelli di Dave Chapelle, Ricky Gervais, Cris Rock, Kevin Hart e Giorgio Montanini, che può essere considerato il padre fondatore della stand up in Italia, il teatrante barese ha finito col mettere a fuoco una formula comico-satirica piuttosto originale, soprattutto per la carica ambigua che la innerva : Ma questo ci fa o ci è ? A un certo punto, invariabilmente, si domanda lo spettatore quando il Nostro è in scena. Perché Giacobbe procede come un equilibrista e sul filo trascina anche il pubblico, chiamandolo ad ogni oscillazione a mutare parere, sicché se in un primo momento lo spettatore auspica d’essere solo nelle mani di un innocuo intrattenitore, egocentrico e in delirio di protagonismo, in un secondo momento deve scacciare il sospetto delle grinfie di un abile manipolatore, di un incantatore di serpenti o giù di lì… La verità, come sempre collocata nel mezzo, scorre sullo stesso filo. Profondamente segnato dalla vita nonostante la giovane età, Fabio Accursio Giacobbe avverte il bisogno di partecipare al prossimo una personale, prepotente tensione vitale, che è frutto di una percezione pressoché violenta dell’eterno braccio di ferro tra Bene e Male. Perciò, sembra egli dire fra le righe con remoto senso formativo, attenzione a schierarsi dalla parte giusta, perché il confine fra i due storici contendenti è immerso in una nebbia dannata…

 

Italo Interesse


Pubblicato il 15 Febbraio 2024

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