Perché Stefano si scandalizza se Emiliano “tifa” per la riconferma di Mellone?
6 Agosto 2021
Luigi De Laurentiis: ‘Maglie baresi e a chilometro zero’
6 Agosto 2021

Giacomo Leone: “Jacobs talento vero, lo sciacallaggio inopportuno”

E’ festa in questi giorni per l’atletica leggera italiana che ha bissato le imprese olimpiche di Mosca ’80 e Los Angeles ’84, perché con la vittoria del pugliese, più precisamente di Palo del Colle di Massimo Stano, l’Italia ha centrato il terzo oro olimpico nell’atletica, nella marcia di venti Km. Mercoledì sera però alla vigilia della marcia olimpica, abbiamo sentito su 100x100Bari, uno che di maratone ne ha fatte ed è un esperto e soprattutto vincitore, da quella di New York del 1996 a quella di Tokyo, alle Olimpiadi di Sydney 2000 dove sfiorò il podio arrivando quinto insieme ad altri successi, stiamo parlando dell’ex campione e presidente Comitato FIDAL, Giacomo Leone di Francavilla Fontana, ma barese di adozione. Giacomo Leone intervenuto telefonicamente a 100x100Bari, format in sinergia e collaborazione con la nostra redazione sportiva, prima di parlare di ‘Gimbo’ Tamberi e Jacobs, ha fatto il suo in bocca al lupo agli atleti italiani: “Sono davvero fiero di ciò che i nostri atleti stanno facendo e realizzato sin qui. Domani sarà impegnato il nostro conterraneo e pugliese, Massimo Stano ha grandissima forza e volontà e gli rivolgo un augurio speciale” e successo fu! Il presidente Leone che a New York fece segnare un tempo monster di 2:07: 52’’ ha raccontato aneddoti sulla nuova stella Marcell Jacobs e su come è diventato un velocista: “L’atletica italiana è sempre stata protagonista nelle competizioni precedenti ma avevamo raccolto meno. Gli atleti accreditati  alla conquista della medaglia c’erano e ci sono, ma si sono superati. Tuttavia, chi si stupisce per l’exploit Jacobs, evidentemente non lo conosceva. Personalmente, lo conosco da dieci anni ed è sempre stato un fenomeno, io l’ho definito un ‘cristallo fragilissimo’ in passato che ora ha trovato la retta via. Negli ultimi due-tre anni ha raggiunto un grande equilibrio mentale e fisico. Per quanto concerne Tamberi, già doveva vincere a Rio, poi quell’intervento a Montecarlo e successivo intervento gli ha tolto la gioia, Insomma nessuna sorpresa per noi addetti ai lavori, anche se ci vuole la fortuna ma ripeto hanno raccolto ciò che meritavano”. Sulla figura e lo spessore del mental coach il presidente FIDAL pugliese ha detto: “Un aiuto in più però vi spiego: se Marcell incappava in infortuni molto spesso era perché viveva la gara mille volte prima di presentarsi ai nastri di partenza, e già al ‘pronti e via’ arrivava scarico. Adesso con un team rinnovato ed arricchito Marcell ha superato ostacoli inimmaginabili ed ha dimostrato al Mondo intero chi è Marcell Jacobs”. Anche se a molti, specie agli sfidanti non è andata giù ed è iniziata una campagna diffamatoria e denigratoria, a tal riguardo Giacomo Leone ha risposto in modo molto schietto: “Io la chiamo opera di sciacallaggio ed inopportuna. Jacob per chi non lo sapesse ha vinto qualche mese fa gli Europei Indor in sei minuti e quarantuno secondi. Ergo, se proiettato sui 100 metri dà il tempo magistrale che ha conseguito. Marcell non è una sorpresa anzi lui viene dal salto in lungo dove quando era ancora più piccolo saltava ad 8,40 metri. Poi la Polizia di Stato ed in particolare il mio amico Sergio baldo lo ha arruolato con grande acume e genialità che ha e Jacobs è diventato così anche un mio collega ma che grazie alla Polizia di Stato ha potuto allenarsi dalla mattina alla sera. Si è dedicato anima e corpo all’atletica leggera ed a migliorare la sua velocità ed esattamente come Pietro Mennea che si allenava ininterrottamente, Jacobs ha raggiunto livelli stratosferici. Il doping? Fa ridere o forse piangere chi fa certe allusioni. Non solo per i meriti e lavoro compiuto da Jacobs e dal suo staff, ma dimenticano anche l’exploit dai miei anni ad oggi delle calzature all’avanguardia, le stesse che hanno consentito un ‘quid’ in più alla freccia mondiale, Usain Bolt. Adesso che a vincere è un italiano e qualcuno solleva dubbi. Anche io ho fatto ilo record nella mia specialità, che dovrei lanciare una petizione? Bisogna saper accettare la sconfitta e pensare alla cultura del lavoro”. A proposito di crescita, integrazione ed in particolar modo agli atleti nati fuori o ‘italianizzati’, il suo pensiero in merito: “Siamo un Paese multietnico ed abbiamo insito in noi lo spirito dell’accoglienza. Nel caso specifico di Jacobs, è nato da mamma italiana sposato con cittadino americano che lavorava in Italia, è italiano al 100%. Ma aggiungo che ci sono persone nate in Italia, da uno dei due genitori stranieri o solo di origini, vi garantisco che ho sentito parlare il dialetto locale meglio di altri. Dobbiamo crescere seriamente anche da questo aspetto”. Infine un’ultima chiosa sul messaggio dato dai campioni all’atletica: “Mi sono rivisto nelle loro lacrime di gioia quando ho vinto io in passato. Gimbo e Marcell hanno fatto compiuto qualcosa di straordinario, entrambi con storie di sacrifici. Il messaggio che hanno mandato a tutta l’atletica ma anche in generale ai nostri figli ed a chi si avvicina allo sport, è quello di crederci sino in fondo, grazie ragazzi”. All’indomani dell’intervista Giacomo Leone ha chiamato felicissimo ed euforico per la vittoria del pugliese Massimo Stano.

M.I.

 

 396 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *