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Gianni Iurino: “Giovanni Loseto incarna la baresità, a lui devo tanto”

Una vita trascorsa sui campi di calcio, giocando prima nella sua Barivecchia dove è nativo ed è cresciuto, non togliendosi mai i guanti da portiere che usa tutt’oggi per allenare i suoi portieri, stiamo parlando di mister Gianni Iurino, che ha fatto giocato nelle giovanili del Bari per poi andare subito a giocare con la Prima Squadra del Bisceglie. Dopo una lunga trafila che ha visto Gianni Iurino, preparatore dei portieri prima del Liberty Monopoli, poi del Noicattaro, Monopoli ancora, Molfetta e poi del Bari per cinque anni di fila: dall’ultimo anno di Vincenzo Matarrese prima del concordato preventivo e libri in Tribunale, poi con l’avvento di Gianluca Paparesta per due anni e poi ancora due anni con l’imprenditore molfettese che ha portato al fallimento della Fc Bari 1908, ma nonostante i presidenti ed i loro operati sub-iudicio, Iurino si è distinto e tolto grandi soddisfazioni con la Primavera di Urbano fino al debutto in prima squadra contro l’Ascoli. Ad oggi, mister Gianni Iurino è il preparatore dei portieri dell’U.S. Bitonto, società prima in classifica nel girone ‘H’ della serie Dilettanti ed i numeri e statistiche parlano molto chiaro: stanno scrivendo una bellissima pagina sportiva e meritano la posizione che occupano. Ringraziamo, pertanto, la società bitontina per la disponibilità ad intervistare il proprio tesserato.

Lunedì sera, dopo il bollettino dell’OMS, mister, si è potuto ravvisare un primo dato positivo la diminuzione dei contagi, anche se le morti, almeno per il momento non diminuiscono e soltanto in Puglia, si è già toccati quota oltre 900 contagi. Preoccupazione da una parte per la salute ‘Nazionale’, per gli effetti sull’economia, come la sta vivendo lei da sportivo, abituato a stare giornalmente sul campo, chiuso in casa?

In questo momento è doveroso restare in casa, sportivi o non, anziani e piccolini, bisogna muoversi solo strettamente necessario, motivandolo con l’autocertificazione del Governo, solo per determinate esigenze. Il mondo del calcio in primis, ai massimi livelli forse per il troppo business e interessi, si è fermato molto tardi. Si è disputata anche la partita Atalanta – Valencia di Champions, con oltre 40 mila persone, e chissà di lì quanto contagi sono usciti. Mezza serie ‘A’ è bloccata, ma così come tutta la nostra Nazione dove ogni giorno sentiamo di persone che hanno perso i propri cari e molti in Lombardia non possono neanche seppellirli nella loro cittadina. I numeri dei contagi diminuiti, non devono assolutamente far abbassare il livello di tensione. Dobbiamo continuare a restare a casa. Possiamo fare allenamento in casa, goderci la famiglia e fare tante altre attività, ma non possiamo scherzare con questo virus che ha colpito tantissimi altri Paesi

Nella tua carriera mister hai avuto la fortuna ma anche tua bravura di giocare con Lello Sciannimanico, di distinguerti a Noicattaro dove la piazza quando sente il tuo nome si infervora.

Ho iniziato nelle giovanili del Bari ma mi sono subito spostato a Bisceglie ed all’epoca non c’era la categoria degli Under. Dal 1985 sono stato con al Prima Squadra mentre nel 1986 contro il Manfredonia feci il mio esordio con la maglia del Bisceglie a 16 anni nell’ultimo quarto d’ora, la partita terminò 1-1. Ho disputato tantissimi campionati tra la vecchia C2 e serie dilettanti e qualche categoria inferiore. Ho giocato anche in una fortissima Altamura, dove sono passati Tavarilli, Lello Sciannimanico, Cancellato, Pino Alberga. Sono stato anche cinque anni a Noicattaro, dove abbiamo disputato e vinto campionati entusiasmando la gente. La stessa Noicattaro che ha visto un giovanissimo Ciccio Caputo ed altri campioni in erba, come Lucioni del Lecce, Marco Piccini del Monopoli. Tornando a me, sono stato anche allenato dal grande ed immenso, Giovanni Loseto quando allenava il Liberty Monopoli nel 2003-2004, grandi capacità come tecnico, non solo dal punto di vista umano riusciva a trasmettere una grande carica a noi tutti. Ed ho concluso la carriera a Noicattaro dove lì ho iniziato il mio percorso da preparatore dei portieri mentre ero ancora giocatore, nel 2007. I miei primi portieri sono stati Daniele Cilli e Michael Doronzo, ma già quando ero portiere del Monopoli, la mia prima cavia è stata Pirchio (se la ride, ndr). Un percorso quello da preparatore dei portieri fatto di continui e costanti aggiornamenti e per trasmettere loro le mie competenze e farli stare sempre sul pezzo perché hanno un ruolo delicatissimo”.

A Monopoli sei tornato da preparatore dei portieri, e se hai Monopoli nel cuore è anche perché ci gioca e si distingue tuo figlio Giandomenico. Secondo te, questo Monopoli rappresenta una mina vagante per il campionato o sono diventati realtà e possono ambire a traguardi più importanti?

A Monopoli sono tornato con mister Claudio De Luca e mi sono trovato benissimo. Stadio sempre pieno anche in Eccellenza e serie Dilettanti. Oggi annoverano un centro sportivo, quello della Nick Calcio che si è fusa, e non si può parlare ancora di mina vagante sono una realtà nel panorama della Lega Pro. Hanno peraltro un tecnico Beppe Scienza all’altezza della categoria, forse tra i migliori, carismatico e che predilige un calcio offensivo senza fare sconti a nessuno, compreso alla Reggina battuta. Basta vedere a volte, anche dalle esultanze dei suoi giocatori che vanno ad abbracciarlo e capisci anche che gruppo coeso ha messo in piedi. In porta sta facendo benissimo un Under, Antonino, ma ci sono anche altri Tuttisanti, Antonacci, Tesser, poi c’è un portiere un po’ più grande, Menegatti che dà tanta affidabilità.  Il Monopoli schiera ogni partita tre Under, ma non solo, se sono lì in classifica non è un caso, e dall’inizio lo stesso tecnico forse sarebbe stato anche più alto. Mio figlio Giandomenico è classe 2004 promettente, gioca in porta con l’Under 17 di mister Cosimo Lopraino, uno che ci sa fare con i giovani ed i risultati gli stanno dando ragione.   

Da preparatore dei portieri hai vissuto cinque anni memorabili nel tuo Bari, togliendoti grandi soddisfazioni, con la Primavera prima fino ad arrivare in Prima Squadra. Il tuo ricordo, svelaci aneddoti e con chi hai legato di più o sei maggiormente grato.

Ci sono tanti ricordi che mi legano al Bari. Non dimenticherò mai quando battemmo la quotata Lazio di Simone Inzaghi centrando la finale Scudetto. Con la Lazio a Formello avevamo sempre vinto ad eccezione quando perdemmo per mano di un giovanissimo Mamadou Tounkara, oggi alla Viterbese ed ottimo attaccante, un vero leone, ricordo che ci fece doppietta, lo stesso che l’ha fatta al Bari quest’anno quando c’era ancora Cornacchini. Con mister Urbano anche ho legato tantissimo, oggi allena al Cassino e penso che merita una chance tra i professionisti, perché oltre ad essere un grande ‘motivatore’ è un tattico e riesce ad insegnare veramente ai giovani l’essenza del calcio. Da quel Bari, passarono i vari Castrovilli, e tanti altri che oggi calcano palcoscenici dalla B alla Lega Pro. Su Castrovilli vi svelo che quando battemmo la Fiorentina ai quarti, in panca c’era sempre urbano, dall’altra parte nei viola Chiesa rimase in panchina, e Castrovilli risultò uno dei migliori ed a fine partita si scambiò anche la maglia con un avversario. Nello specifico, a Bari sono arrivato con Vincenzo Matarrese, un gran signore, poi però dopo il fallimento, ammetto con sincerità Gianluca Paparesta ha galvanizzato e investito sul settore giovanile che ha prodotto moltissimo. Nel proseguo, senza che nomino il successore di Paparesta, se penso a come è finita, ci siamo tolti la soddisfazione di arrivare in finale e perdere contro un forte Cagliari, quella finale ci costò la promozione in Primavera Uno, in panchina c’era De Angelis. Uno dei ricordi più belli per la mia carriera lo lego al mio debutto in prima Squadra, al San Nicola quando affrontammo l’Ascoli. Avevo l’adrenalina a mille ed allo stesso tempo, nascondevo l’emozione di essere lì in quello stadio. Ad allenare il Bari c’era mister Colantuono, in seconda Roberto Beni, il preparatore atletico Venturati, come preparatori dei portieri il grande Mariano Coccia ed il sottoscritto e i collaboratori tecnici Michele Armenise, Salvo Acella e su Giovanni Loseto, ora vi dico. Loseto era più che un collaboratore tecnico, il suo sguardo la diceva lunga su ciò che rappresenta, e sulla forza che trasmetteva ai giocatori in campo. Giovanni tuttora rappresenta un punto di riferimento per il sottoscritto ed incarna la ‘baresità’, insieme a Giorgio De Trizio e pochi altri.

 

Sino a prima che si fermasse il campionato, Antonio Figliola, miglior portiere di tutta la serie D, soltanto dieci gol incassati, di cui quattro in casa su ventisei gare disputate. Di lui, ha parlato bene anche un suo mentore che l’ha avuto nelle rappresentative regionali, sto parlando di Pino Alberga.

Antonio Figliola mi ricorda moltissimo Angelo Peruzzi, per stazza e riflessi. A Bitonto aveva già disputato altri campionati, lui è un classe 1999 posso dire che ha senso della posizione ed è umile. Arriverò presto con noi tra i professionisti. Se conferma anche Pino Alberga le qualità di Figliola, ce da crederci, vista la carriera del grande Pino che saluto affettuosamente. Il Bitonto però consentimi di dire se ha subito soltanto dieci gol è per merito anche degli attaccanti, dei centrocampisti e di tutta la squadra, allenata da un grande tecnico che con la categoria centra poca, mister Taurino, con il secondo Gigi Anacelerio ed uno staff, dove cerchiamo di essere sempre sul pezzo, e trasmettere una mentalità vincente. E la forza è il gruppo, vedi il secondo portiere che è un altro bravissimo ragazzo, Zinfollino ha una personalità incredibile ed è sempre pronto. Con noi faccio venire anche i portieri Gelao ed Accettura del settore giovanile. Siamo una squadra e si cresce e si vince assieme, uniti

Circolano sulla rete alcuni video davvero motivazionali ed allo stesso tempo avvincenti, dove si nota come carichi i tuoi portieri e con cura manicale del dettaglio. Qualche mese fa, sei stato anche ad uno stage a Milanello. Come sei arrivato ad optare Bitonto, scelta che si sta rivelando vincente, per i numeri che avete espresso ma anche per la solidità della società.

Ti ringrazio, ho avuto per mia fortuna e forse anche bravura, grandi maestri. Sono uno che si aggiorna costantemente e per quanto riguarda lo stage a Milanello, non posso ringraziare la società del Bitonto che mi ha dato il nullaosta e la possibilità di andare a Milanello a seguire gli allenamenti e tecniche molto avanzate. La scorsa stagione sono stato in giro per l’Italia ad aggiornarmi e negli ultimi due mesi e mezzo ho vissuto una bella esperienza a Molfetta. A Bitonto mi ha voluto fortemente il ds Nicola De Santis insieme al segretario generale. E non vi nascondo che nonostante avessi altre offerte in serie ‘D’ ed in Lega Pro, ma alla domanda che feci sugli obiettivi, il Ds mi ha risposto con fermezza: ‘Vgoliamo fare meglio dello scorso anno ma divertendoci’. Non ho avuto ripensamenti ed ho accettato la sfida. Una società seria ed organizzata in un campionato che è una piccola Lega Pro, con Taranto, Foggia, Casarano, lo stesso Fasano del mio amico Giovanni Indiveri. Roberto Patierno il nostro bomber ha realizzato già venti gol e mancano diverse giornate alal fine, ma c’è anche Turitto, Vacca, Massimiliano Marsili (quest’ultimo ha giocato anche con Totti, ndr), Onofrio Turitto, Lattanzio, Biason, Colella, Montrone e tanti giovani, dovrei citare pur ei magazzinieri. Grande serietà, passione e determinazione, tutte caratteristiche che fanno la differenza, e ci teniamo a vincere il nostro campionato sul campo come abbiamo fatto, sinora, senza entrare in polemica con chi vorrebbe annullare anche i verdetti”.

Un giudizio sui due portieri del Bari, Gigi Frattali e Davide Marfella e sulla rincorsa del Bari targato Vincenzo Vivarini, ancora imbattuto.

Gigi Frattali è un portiere che ha fatto la serie A ha già vinto in passato la stessa Lega Pro, e trasuda tanto esperienza. Quando giochi in una piazza come quella barese con una grande tradizione, ci si aspetta sempre tanto da chi difende i pali. Il portiere rappresenta tanto all’interno dello spogliatoio e nell’economia di un campionato è decisivo. Nello Scorso campionato c’era Davide Marfella titolare che ha fatto benissimo, ma anche quando è stato chiamato in causa, io lo vidi con il Monopoli si è disimpegnato molto bene. In un campionato molto lungo due portieri di alto tasso tecnico sono fondamentali. Quanto al Bari con Vivarini ha cambiato passo, anche se la Reggina ha fatto un campionato a parte. A prescindere da come se il Bari dovesse concludere il campionato ai playoff, sono sicuro possono farcela. Dietro c’è una società organizzata con un grande presidente ed aggiungo gli acquisti di spessore fatti a gennaio, Laribi, Maita e Ciofani, sono davvero il valore aggiunto. Nessuno, penso in serie ‘C’ può contare su un giocatore di classe e con l’esperienza come Laribi, senza nulla togliere agli altri, oltre a vantare il capocannoniere del campionato, Mirco Antenucci”.      

Infine, nel tuo Noicattaro hai visto sbocciare tantissimi giocatori arrivati in palcoscenici importanti. Su tutti menziono, uno Ciccio Caputo che a parte gli Europei posticipati, ci auguriamo tutti possa avere una convocazione in azzurro, sei d’accordo?

In quel Noicattaro c’era anche Lucioni del Lecce, lo stesso Piccinni del Monopoli. Quanto a Ciccio Caputo era un campione già allora. Ha sempre segnato dovunque è andato, merita assolutamente una chiamata in Nazionale, Ha le spalle larghe per dire la sua anche nella Nazionale di Roberto Mancini. Faccio il tifo per Ciccio”.

Un’ultima battuta su uno dei più grandi portieri di sempre, Gigi Buffon che non vuole ancora smettere e forse se lo può permettere, e su Donnarumma, suo erede e presente, già della Nazionale italiana.

Gigi Buffon ha scritto la storia, campione del Mondo, ed è rimasto anche in B con la Juventus. Ha fatto cose grandiose anche con il Parma, dal suo esordio ad oggi. Come tutti i portieri, ha fatto qualche errore, ma le parate ed il suo spessore sono in suo favore, se si sente di continuare, lo farà alla grande. Donnarumma, è davvero forte e lo ha dimostrato sin qui, deve continuare serenamente il suo percorso di crescita. Ma la scuola italiana è in ripresa, rispetto a qualche anno fa, ve lo garantisco”.

Marco Iusco

 

 

 

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