Ginecologia preventiva, oltre 300mila donne coinvolte
ASL Bari. Screening della cervice uterina, Fruscio in visita al centro di Conversano

La prevenzione oncologica nella ASL Bari continua a crescere, con oltre 300mila donne coinvolte nei programmi di screening della cervice uterina su scala provinciale. Un dato significativo che conferma il rafforzamento della rete territoriale e l’importanza della diagnosi precoce nella lotta ai tumori. Il Centro screening della cervice uterina di Conversano si conferma uno snodo strategico per l’intero sistema aziendale. Solo nel 2025 sono state eseguite 1.546 colposcopie, il numero più alto tra le strutture della ASL Bari, a cui si aggiungono 888 prestazioni di ginecologia preventiva. Complessivamente, il programma interessa circa 75mila donne, all’interno di una rete che raggiunge numeri sempre più ampi.
Per verificare l’attività del centro, il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha effettuato un sopralluogo incontrando operatori e responsabili del servizio, tra cui la dottoressa Chiara Antonia Genco. Un’occasione per analizzare i risultati e valutare le prospettive di sviluppo della prevenzione oncologica sul territorio. Accanto al presidio di Conversano, la rete dei centri di secondo livello è distribuita tra gli ospedali Di Venere, San Paolo, Altamura e Corato e il PTA di Grumo Appula, garantendo una copertura capillare. Nel 2025, l’intero sistema ha registrato 5.739 colposcopie, confermando l’efficacia dell’organizzazione sanitaria.
In crescita anche lo screening HPV, rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, con una copertura degli inviti vicina al 100% in molti comuni. L’adesione ha raggiunto il 45,8%, un dato superiore alla media del Sud Italia e in linea con quella nazionale. «Conversano rappresenta un modello organizzativo efficace – ha spiegato Fruscio – capace di coniugare qualità delle prestazioni e volumi elevati. L’obiettivo è aumentare ulteriormente la partecipazione ai programmi di screening, perché la diagnosi precoce resta fondamentale per salvare vite».
Sulla stessa linea la responsabile Genco, che ha evidenziato come l’aumento delle adesioni sia legato anche a strategie mirate, come richiami telefonici, sms e accessi facilitati agli esami. «L’obiettivo – ha sottolineato – è intercettare sempre prima le eventuali lesioni e accompagnare le pazienti lungo tutto il percorso di prevenzione».La crescita dei programmi di screening nella ASL Bari conferma quindi il ruolo centrale della prevenzione oncologica, sempre più orientata a garantire servizi diffusi, accessibili e tempestivi per la tutela della salute delle donne.
Pubblicato il 22 Aprile 2026



