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Giocare col mondo facendolo a pezzi…

Ha del sorprendente la velocità con cui certe manifestazioni si affermano. Se alcuni eventi ci mettono dieci anni per affermarsi, ad altri eventi bastano una o due stagioni per aggiungere un punto esclamativo al proprio nome. E’ il caso di Medimex, questo Mediterranean Music Expo, appena giunto alla seconda edizione appare già adulto. Le attenzioni anche internazionali che Medimex ha raccolto dal 30 novembre al 2 dicembre segnalano come anche in tempi di crisi ci sia spazio per progetti intelligenti, concreti e ambiziosi. Pur giovane, Puglia Sounds, la realtà promotrice di  Medimex, si sta meritatamente imponendo. Una tre giorni fitta di convegni, workshop, presentazioni, incontri d’autore… e showcase memorabili. Dei tanti showcase (più di una ventina) giudichiamo come i più emozionanti quelli che hanno visto protagonisti Area e Zeid & Maryam. Impossibile per coloro che abbiano la chioma imbiancata (e certi trascorsi) restare indifferenti al richiamo di questa storica formazione, o dei suoi tre quinti superstiti, stanti le dipartite di Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo. Riascoltare dal vivo un ‘Luglio, agosto, settembre (nero)’ dove nessuno abbia l’impudenza di accostarsi al microfono e cantare  : “Giocare col mondo / facendolo a pezzi…” (ma c’era Patrizio Fariselli a riprodurre al pianoforte una voce inimitabile) è di quelle cose che lasciano il segno. Un segno talmente forte da far passare in second’ordine l’ovvietà della domanda venuta da uno dei conduttori della serata di chiusura (ha senso chiedere ai diretti interessati che avrebbero fatto gli Area se Demetrio Stratos non fosse morto?). Ma non solo Area, dicevamo. Quale  sorpresa questo sodalizio nato dall’incontro tra Zeid Hamdan, il padre della musica libanese underground, e la giovane cantante egiziana Maryam Saleh  Il duo, che già si era imposto con ‘Watan el Ak’, cioè ‘La nazione in disordine’, un disco che racconta il caos dell’Egitto post-Mubarak, ha proposto un interessante elettropop arabo dove i loop di Zeid si mettevano al servizio delle potenti sonorità vocali di Maryam. In scaletta erano alcuni brani classici egiziani riarrangiati e altre composizione della cantante. Un vero peccato che un display non consentisse di seguire i testi che si annunciavano interessanti a giudicare anche dall’impeto percepibilmente polemico della Saleh. E’ il caso di ricordare che la cantante egiziana già a suo tempo si era fatta notare per gli arrangiamenti dei brani di Imam Sheikh, famoso cantante satirico egiziano degli anni settanta. Notevole la presenza scenica di questa figura così giovane, seducente ed legante. Motivo in più per apprezzare un live impreziosito anche da un efficace disegno luci.

 

Italo Interesse

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