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Gioia del Colle capitale del padel

Gioia del Colle capitale del padel, lo sport a racchettoni ideato dal messicano Corcuera nel 1969 (padel sta per padella in spagnolo). Il merito? Di un intraprendente imprenditore locale, dal fiuto e dall’ intuito giusti, Giuseppe Falcone. Con sapienza ha messo su un centro sportivo di prima grandezza, il Padre Semeria, quasi in centro. In realtà il polifunzionale sorge su un’area di proprietà vaticana di appartenenza dell’Onmi (Opera Nazionale Meridionale Italiana della Santa Sede) che lo ha dato in gestione ventennale a Giuseppe Falcone e alla Polisportiva Padre Semeria. Il Quotidiano ha intervistato Giuseppe Falcone.

Falcone, ci parli del padel uno sport coinvolgente…

“In sintesi è una specie di tennis che si gioca con racchette. Una disciplina dinamica di squadra che può essere praticata dai sei agli 80 anni ovviamente con la buona salute. E’ altamente spettacolare”.

Quando lei ha messo su il primo campo, 4 anni fa la guardavano strano…

“Vero, poi è arrivato il secondo. Siamo qui da venti anni e non è un caso. Ora i campi di padel sono due, abbiamo 2.500 soci con una estensione di 10.000 metri quadrati”.

Il connubio privato Vaticano funziona bene…

“Effettivamente e bisogna dare atto alla Santa Sede di grande attenzione per i valori etici. Oggi abbiamo tre campi di calcio, una palestra e appunto due da padel”.

Lei, sia pur nel rispetto delle regole, è considerato un imprenditore innovativo…

“Bisogna esserlo, amo la creatività. Del resto ho investito sul padel quando quasi nessuno da queste parti lo conosceva ed oggi fanno la fila per giocare”.

In agenda probabilmente un nuovo investimento ad Amatrice nel Lazio…

“Se tutto va bene sì, anche se ci sarà molto da lavorare, ma le sfide non mi fermano, anzi mi piacciono”.

Non possiamo negare il valore sociale dello sport…

“Assolutamente no. Lo sport è una palestra di vita, aiuta a maturare e crescere. Tanti episodi di bullismo sarebbero evitati con una maggior partica sportiva”.

Bruno Volpe

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