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Giorni di relax per Leccese in attesa della proclamazione e della nuova giunta

C'è già un messaggio del M5S a voler essere presenti nell'esecutivo, ma la preoccupazione più significativa è quella per la "clave" rappresentata dalla Commissione ministeriale di accesso agli atti

Il primo giorno da nuovo sindaco in pectore dell’ormai ex capo di Gabinetto del Primo cittadino uscente, Antonio Decaro, è stato verosimilmente all’insegna del relax e degli incontri casuali con collaboratori ed elettori, nell’attesa della proclamazione ufficiale della sua elezione e di quella dei 36 consiglieri che occuperanno gli scranni dell’aula “Dalfino”. Insomma, una giornata, quella di ieri, ma forse anche per qualche altro giorno ancora, da trascorrere in modo rilassato in attesa degli impegni pressanti che sopraggiungeranno, sia come neo Primo cittadino di Bari che come sindaco della “Città metropolitana” barese. Da non dimenticare, infatti, che Vito Leccese succederà a Decaro anche nella guida dell’Ente di via Spalato, almeno fino a quando non cambierà la legge attuale sull’elezione indiretta per le “Province” e le “Città metropolitane”.  Nel nuovo Consiglio comunale del capoluogo Leccese potrà contare su una maggioranza molto ampia. Infatti, oltre ai 22 consiglieri comunali, su 36 totali, conquistati dalla coalizione di centrosinistra che lo ha sostenuto, potrà contare anche sui sei eletti che si aggiungeranno dalla coalizione che fa capo a Michele Laforgia, appoggiato al primo turno da M5s, Sinistra italiana, Socialisti, +Europa e civiche. Difatti, pur non essendoci stato un apparentamento ufficiale, Leccese e Laforgia hanno confermato un’alleanza politica già preannunciata all’atto della spaccatura elettorale e che, di fatto, porterà nell’aula “Dalfino” il centrosinistra a poter contare su 28 consiglieri. Una maggioranza, però, nel complesso molto variegata, perchè composta da 10 gruppi, che potrebbe quindi essere difficile tenere sempre unita.  Il Pd sarà il gruppo più numeroso con 10 eletti, lista “Decaro per Bari” (5 eletti), la lista “Con” (3 eletti),la civica “Leccese sindaco” (2 eletti), la civica “Progetto Bari” (1 eletto), La civica “Noi Popolari” (1 eletto), a cui si aggiungeranno i due eletti della lista “Laforgia sindaco” ed un eletto a testa del M5s, di “Bari Bene Comune” e “Bari città d’Europa”, oltre a Michele Laforgia che occuperà il seggio a lui spettante in quanto candidato sindaco sconfitto di una coalizione che ha ottenuto oltre il 21% dei consensi. Pertanto, tante anime, tante aspettative e il pressing per la giunta che è sicuramente già cominciato sia sul fronte di maggioranza che di quello aggregato dei “laforgiani”.  Il neo sindaco quasi sicuramente aspetterà la proclamazione e la definizione della composizione del Consiglio “e poi – come ha spiegato Leccese – avvierò come da intese una interlocuzione con Michele Laforgia, per riprendere il confronto al tavolo della coalizione di centrosinistra allargata, discutere del programma condiviso e individuare un percorso che ci porti alla costruzione della squadra di governo”. “Quello che posso dire – ha dichiarato anche il neo sindaco barese – è che sarà un mix tra competenza, esperienza, professionalità, passione e parità di genere. Un po’ come abbiamo già fatto, con grande spirito innovativo, portando cinque donne alle presidenze dei Municipi”. Un paragone, questo, per la verità contraddittorio circa l’effettiva esperienza politica e competenza amministrativa, che per le cinque neo presidenti di Municipio verosimilmente non è così calzante. Per Leccese c’è già il messaggio del M5S che, attraverso le congratulazioni e il sostegno espressi dal coordinatore provinciale dei Pentastellati barese, Raimondo Innamorato, ha già formulato “l’auspicio che assieme si possa governare e garantire il rinnovamento necessario alla città, partendo da quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni dal sindaco Decaro”. “Vogliamo dare il nostro contributo – ha chiarito Innamorato – per realizzare quanto previsto nel protocollo di legalità e perseguire gli obiettivi della sostenibilità ambientale, del miglioramento dei trasporti pubblici, del decentramento amministrativo, della parità di genere, con una particolare attenzione verso i bisogni delle persone fragili” e, quindi, lavorare “insieme per l’attuazione del programma e per dare risposte concrete ai cittadini”. Come a dire che anche il M5S si aspetta di avere il proprio rappresentante in giunta. Però, sullo sfondo, la preoccupazione principale per il neo Primo cittadino barese resta sicuramente quella della Commissione di accesso agli atti, inviata lo scorso mese di marzo dal ministero dell’Interno dopo i130 arresti per voto di scambio. Infatti, il lavoro dei tre commissari non è ancora concluso e serviranno almeno altri 2-3 mesi e, anche se i fatti riguardano la precedente legislatura, la spada di Damocle di un possibile scioglimento anticipato resta tutt’ora una clava che nelle prossime settimane penderà sul sindaco e sul Consiglio comunale appena rinnovati.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 26 Giugno 2024

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