Cronaca

“Giù le mani dagli ulivi pugliesi!”

Ieri notte i militanti della Foresta che Avanza (l’ associazione ambientalista di CasaPound Italia)  hanno affisso in tutt’Italia uno striscione con la scritta “Giù le mani dagli ulivi”; per sensibilizzare la popolazione italiana, ed in particolare i cittadini pugliesi, coinvolti direttamente nella spiacevole vicenda  di quanto sta accadendo in terra salentina, dove, a causa di una malattia-la Xilella fastidiosa- che causa un disseccamento rapido degli ulivi,molti alberi sono già stati eradicati. Il responsabile nazionale del gruppo ecologista, Alberto Mereu, sottolinea come questa sia una situazione inaccettabile e ribadisce “ancora una volta le direttive dell’unione europea distruggono la nostra Nazione, colpendo la sacralità degli alberi, i quali oltre ad essere patrimonio naturale, sono anche una fonte di sostentamento per le popolazioni pugliesi. La tecnocrazia di Bruxelles non dà ascolto ai ricercatori, i quali affermano che è possibile curare gli alberi, e neppure accolgono con favore i vari casi di guarigione già verificatisi. Queste persone senza un nome, senza un volto, fanno riunioni alle quali non può prendere parte nessuno, nè le associazioni ambientaliste nè la stampa; in queste riunioni decidono le sorti della nostra Natura e della nostra economia con la strafottenza che da sempre li contraddistingue. Purtroppo è notizia di poche ore fa che le eradicazioni riprenderanno. Esortiamo tutti i cittadini a ribellarsi a questo diktat e a prendere coscienza di quanto sta accadendo. La Foresta che Avanza esprime solidarietà a tutti i cittadini pugliesi ed in particolar modo ai militanti della Foresta che Avanza, che già da tempo si stanno battendo in difesa degli ulivi”.

La politica dell’Unione Europea ancora una volta mira a colpire l’identità e l’economia italiana e in particolare quella della Regione Puglia,tra l’altro messa in ginocchio anche dall’embargo dei prodotti pugliesi da parte della Francia. Ma per i burocrati di Bruxelles è più facile speculare economicamente sulla pelle dei cittadini che trovare soluzioni alternative alla desertificazione del nostro Salento.

 

Maria Giovanna Depalma


Pubblicato il 24 Aprile 2015

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