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Giusto parlare di emergenza sfratti a Bari e provincia

Giusto parlare di emergenza sfratti anche qui a Bari e provincia. Ne è convinto il Segretario provinciale del Sunia Angelo Garofoli che invoca due iniziative: tavolo di confronto in Prefettura tra inquilini e proprietà per la graduazione degli sfratti in base all’ anzianità e situazioni, maggior velocità nell’ assegnazione delle case di edilizia popolare. Lo abbiamo intervistato.

Segretario Garofoli, giusto parlare di emergenza sfratti pure a Bari e provincia?

“A nostro parere l’emergenza c’è, si rischia la bomba sociale. Tante famiglie possono rimanere in strada per due ordini di motivi: o la locazione è finita o per la cosiddetta morosità incolpevole ben distinta da quella colpevole, in poche parole quella dei furbetti che non vogliono pagare, i cattivi pagatori. Morosità incolpevole si ha quando non si riesce a pagare il fitto a seguito di malattia o di perdita del lavoro e il Covid in tanti casi ha accentuato queste situazioni”.

Però il governo ha stanziato fondi alle regioni per queste evenienze…

” Vero, sono fondi per la morosità incolpevole, ma in molti casi non sono utilizzati o lo sono male. Qualcuno ha pubblicato i bandi e altri no. In altre città di Italia funziona, a Bari no. Inoltre la normativa è fatta male perchè richiede il consenso del proprietario. In sostanza si sospende dietro pagamento diretto al proprietario la procedura, ma è necessario il parere favorevole del padrone di casa che in tanti casi preferisce andare avanti con lo sfratto: il moroso avanza la domanda, ma il proprietario deve dare il suo consenso. La legge va rivista”.

In più tante abitazioni sono sfitte…

“Infatti non si riescono a trovare alloggi. Ve ne sono tanti inoccupati, forse i proprietari sono poco invogliati ad affittare, hanno paura”.

Però occorre anche tener conto delle legittime perplessità e paure del proprietario che quando esiste la morosità diventa incolpevole e danneggiato quanto l’ inquilino.

“Ce ne rendiamo conto, infatti spesso al Sunia facciamo da mediatori e non è compito nostro. Se da un lato esiste la grande proprietà, abbiamo il proprietario di una sola casa fatta con molti sacrifici. Il mancato ingresso della locazione per il piccolo proprietario è ugualmente di pregiudizio. In più a causa del Covid la macchina amministrativa delle Case Popolari si è ulteriormente rallentata. Abbiamo bisogno di una sveglia e di un numero maggiore di case popolari”.

Che cosa chiedete come Sunia?

“Assieme alle case di edilizia popolare, una graduazione degli sfratti in Prefettura grazie ad una concertazione tra le parti sociali, inquilini e sindacati della proprietà, cioè Confedilizia, Aspi e Appc. E naturalmente maggior informazione”.

Bruno Volpe

 

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