Per Emiliano Di Gioia può restare al suo posto, purché “non insista” con l’annuncio
10 Maggio 2019
Hamlili: “Poule Scudetto, sarebbe bello vincerlo”
11 Maggio 2019

Gli errori dell’assessorato all’Agricoltura. E giù un’altra valanga di ricorsi

Piano di Sviluppo Rurale croce e delizia, anzi, più croce che delizia del pianeta agricoltura in Puglia. Tommaso Massari è imprenditore agricolo a Ostuni e a distanza di oltre un anno è stato costretto a scrivere nuovamente una “lettera aperta” di disappunto nei confronti dell’operato dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, questa volta per ragioni ancora più gravi rispetto a quelle sollevate precedentemente. Che poi – guarda caso – hanno trovato riscontro nelle successive ordinanze dei giudici amministrativi. Ma entriamo nei dettagli. Se infatti, da un lato, in seguito ai reclami ed alle ordinanze del TAR Puglia, l’Assessorato ha riequilibrato in parte la complicata situazione venutasi a creare nelle graduatorie dei bandi PSR, estromettendo le imprese che avevano un indicatore di performance economica (PE) anomalo e non giustificabile, dall’altro, nell’aggiornamento di tali graduatorie, l’Assessorato, ahi noi, ha preso l’ennesima cantonata. Come se non bastassero già i problemi ed i ritardi accumulati nel corso degli ultimi anni. Dunque, proprio in ossequio alle ordinanze del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, la Regione ha provveduto ad aggiornare le graduatorie, ridefinendo per i bandi 4.1A e 6.4 il valore medio di performance economica. Tuttavia, la Regione incorre in un errore madornale quando afferma nelle proprie determinazioni: “…Tale valore aggiornato (ndr performance economica) è stato utilizzato, quindi, ai fini della determinazione del punteggio relativo al Principio 2 attribuito agli EIP delle ditte ricorrenti che presentano dati conformi o che hanno positivamente superato il contradditorio sulla non conformità dei dati”. Ed invero, da un controllo a campione dei valori relativi al principio 2 della graduatoria aggiornata, sembrerebbe che la Regione abbia aggiornato il punteggio solo delle ditte ricorrenti e non già di tutte le ditte presenti in graduatoria. In pratica, scrive Massari direttamente al presidente Emiliano e all’assessore all’Agricoltura Di Gioia,  la Regione Puglia riconosce che nella prima graduatoria vi siano state imprese con indice di performance economica anomalo, le esclude, a buon diritto, in seguito all’ordinanza del TAR ed alle verifiche dei progetti presentati, aggiorna, conseguentemente, il valore medio di performance economica alla base del punteggio del principio 2, ma applica questo nuovo coefficiente medio alle sole imprese ricorrenti, falsando di fatto la graduatoria stessa. Anzi, meglio, usando due pesi e due misure. <<Quando il TAR con le ordinanze cautelari n. 423 e 424 afferma di riconsiderare il valore di performance economica medio….al solo fine di valutare il possibile ripescaggio delle ricorrenti per una eventuale collocazione in graduatoria, intende perché non può essere altrimenti, che l’intera graduatoria deve essere ottenuta utilizzando il nuovo valore di performance economica medio, per poi valutare, nella nuova graduatoria così definita, la collocazione dei ricorrenti>>, ragiona l’imprenditore agricolo ostunese. Il quale trova difficile, se non deprimente, commentare questo errore grossolano, che si commenta da solo, per la evidente sperequazione venutasi a creare nelle graduatorie aggiornate, tra imprese ricorrenti e imprese non ricorrenti, tanto più grave se si considera il fatto che la Regione ci abbia messo oltre un anno di tempo per aggiornare tali graduatorie. Vorrei continuare a pensare che tale errore sia dovuto ad una svista o ad una distorta interpretazione delle ordinanze e non già ad una precisa volontà. È comunque deprimente assistere ad un tale sciatteria, per non dire incapacità, nel trattare la cosa pubblica da parte di amministratori e funzionari che nel tentativo di districarsi tra i problemi che loro stessi hanno contribuito a generare, calpestano la più semplice delle regole del diritto e della funzione amministrativa: il principio di uguaglianza nell’operato della Pubblica Amministrazione. E per Tommaso Massari è anche triste dover constatare che i vertici della Regione, gli “Uomini di Giustizia” che un tempo erano e dei quali si sono decantate le doti di arbitri e censori, non provino perlomeno sentimento di disgusto per la superficialità con cui viene interpretato il diritto. Conclusione? “Immagino che molte imprese, dinanzi a tale situazione, stiano già pensando di proporre ennesimo ricorso al TAR (tra i rimedi esperibile vi è l’opposizione di terzo c.d. ordinaria) e immagino che questo possa comportare nuovi ritardi e nuove contestazioni col rischio, sempre più reale, di perdere le risorse Europee ma, se questa, è l’unica strada per re-indirizzare la funzione pubblica regionale delegandola alla funzione giurisdizionale amministrativa, allora che giungano tali ricorsi per ristabilire perlomeno un minimo di equità. Se invece -scrive infine Massari – l’Assessorato all’Agricoltura rinsavendo, fosse in grado di riconoscere l’errore commesso e fosse in grado di aggiornare in “autotutela” le graduatorie già pubblicate per le misure 4.1a e 6.4 farebbe un gesto di grande lealtà ed eviterebbe inutili contese a vantaggio di tutti e, soprattutto, dello sviluppo economico di questa nostra Regione. Spes ultima dea”. E chi di speranza vive…

Francesco De Martino

588 Visite totali, 2 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *