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Gli operatori scolastici sanitari? Roba da ‘Chi l’ha visto?’

Ci avviamo al mese preciso da quando hanno riaperto i battenti le scuole in Puglia. Anzi, a tre settimane dall’inizio delle lezioni in Puglia, nonostante i dati positivi sull’attenuazione del rischio di contagio non si può certo affermare che per scuole, studenti e loro famiglie siano superati i problemi connessi all’emergenza sanitaria. Lo testimoniano le numerose proteste di genitori e studenti e quelle provenienti anche dal mondo della scuola. Problemi vecchi, come quello dell’insufficienza delle aule e dell’inadeguatezza di molte delle strutture edilizie che ospitano le scuole, sono balzati drammaticamente all’evidenza a causa della pandemia: basti pensare alle classi numerose (anche di oltre 30 alunni ciascuna, in parecchie scuole superiori) per l’eliminazione delle quali, che era stata promessa, sia pure progressivamente, nulla è stato fatto nei due anni scolastici trascorsi e nonostante ingenti risorse finanziarie riversate sulla scuola. O per la questione dei trasporti: annosa, per quanto riguarda i disagi connessi alla pendolarità di molti studenti pugliesi, di grande attualità oggi, per le limitazioni che essa pone alla regolare erogazione del servizio scolastico. Prendiamo il caso della provincia di Bari, unica provincia in regione (e fra le poche in Italia) ad aver adottato d’imperio e in controtendenza il doppio turno di ingresso (8.00 e 9.40) nelle scuole: i problemi che questa “soluzione” pone a famiglie, studenti e scuole sono ben noti e non vale qui ripercorrerli, tante sono le occasioni in cui li abbiamo sottolineati in precedenza. Essi sono però acuiti dal fatto che, da verifiche provenienti dal campo, il promesso potenziamento e l’auspicata flessibilità del servizio di trasporto pubblico locale sono rimasti praticamente solo sulla carta: al danno del doppio turno, si unisce anche la beffa di ragazzi costretti ad affollare, alla faccia della sicurezza, i mezzi del primo turno, poiché in molti casi il mezzo che dovrebbe garantire il secondo turno semplicemente non c’è. E, quindi, ad aspettare davanti alle scuole o nelle loro vicinanze che arrivi l’ora per il loro ingresso, con tutte le controindicazioni che ciò comporta. Le scuole insomma sono costrette, affinché i ragazzi del secondo turno possano trovare all’uscita il mezzo per tornare a casa, a pesanti riduzioni della durata delle ore di lezione, nella grande maggioranza non recuperate o non recuperabili. E’ del tutto evidente che per questo motivo, ossia per la sottrazione dal normale curricolo scolastico di un notevole numero di ore di lezione, si aggraverà il già pesante deficit formativo. A ciò si aggiunga -e i manager scolastici lo sanno bene – che il prolungamento della presenza a scuola fino alle 16 o anche alle 17 rende impossibile effettuare le altre attività curriculari ed extracurriculari, già previste nei POF delle scuole per effetto dei Programmi Operativi Nazionali (PON e POC) che, in tale assetto orario, non potranno più essere avviate, in netto contrasto con quanto più volte sollecitato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Unione Europea che finanzia i progetti. E che dire del fatto che, in questa situazione di inaffidabilità del sistema dei trasporti (destinatario, lo ricordiamo, di centinaia e centinaia di milioni di euro per il suo potenziamento stanziati da Governo e Parlamento) molti genitori ritengono di accompagnare i ragazzi a scuola con i loro mezzi privati? La regolarità della viabilità e l’affollamento delle soste davanti alle scuole, soprattutto del centro urbano nelle ore di punta, già elementi critici prima della pandemia, hanno subito un aggravamento, che – insieme agli altri disagi – si traduce in un ulteriore abbassamento della qualità della vita di studenti e famiglie. L’associazione che raccoglie i presidi scolastici pugliesi segnalano pure le diverse richieste di nulla osta da parte di genitori di studenti, specie del primo anno, che rinunciano all’indirizzo scelto in fase di iscrizione per scegliere un istituto più vicino alla propria residenza, pur di contenere i tempi di arrivo a scuola e di rientro a casa, a seguito dello scaglionamento. E che dire del caos organizzativo che questo sistema produce nelle scuole, con dirigenti scolastici che – improvvisatisi, per necessità, mobility managers senza averne le competenze – sono costretti a utilizzare la maggior parte del loro tempo a dedicarsi a continui cambiamenti organizzativi? E alla partecipazione a riunioni che dovrebbero essere di coordinamento, a rispondere a monitoraggi e richieste provenienti proprio dalle aziende di trasporto le quali, al contrario, hanno (o dovrebbero avere) dati, risorse e competenze professionali specifiche  per l’analisi dei flussi di traffico e di utenza sulle tratte da loro gestite? E nonostante il gran tempo trascorso da quando si è iniziato – nella ormai lontana estate del 2020 – a discutere di questi problemi, le aziende del trasporto pubblico locale non hanno fatto altro che arroccarsi nella rigidità dei sistemi da esse gestiti, scaricando tutti i problemi sulle scuole, uniche a dover mostrare sempre e comunque flessibilità organizzativa e disponibilità ai cambiamenti. Problematiche denunciate da mesi e mesi, nelle varie sedi, perfino al Prefetto di Bari nell’incontro del 17 settembre scorso, senza risultati concreti. Non resta che attendere gli esiti del monitoraggio avviato proprio dalla Prefettura, sperando in un’attenuazione delle misure già adottate. Anche se, come si dice chi di speranza vive…Per finire bisogna ricordare la figura degli Operatori Scolastici Sanitari (infermieri e paramedici) che dovrebbero operare a tempo pieno nelle scuole con il compito di effettuare la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica e gli screening necessari su studenti e personale per il monitoraggio tempestivo e sistematico dell’andamento dei contagi negli istituti. Fatto sta che questi TOSS ancora non si sono visti, né risulta che siano stati eseguiti i necessari adempimenti preparatori alla loro entrata in servizio. Fatto normale, anzi normalissimo nella regione Puglia delle belle parole, promesse e libri dei sogni con particolare gradimento per il settore scuola…

Antonio De Luigi

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