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“Gli ultras sono il nostro valore aggiunto”, parola di Cheddira

Domenica pomeriggio al culmine di una partita molto combattuta con il fanalino di coda della Vibonese, il Bari ha realizzato la sua nona vittoria stagionale portandosi a trenta punti ma senza impressionare e disputare la ‘prestazione’ che tutti si attendevano. Un Bari che deve cambiare registro e passo immediatamente perché le dirette inseguitrici, Palermo, Monopoli, Catanzaro ed anche le altre che sono leggermente attardate, sono lì, qualcuna con il bel gioco ed altre con vittorie su campi ostici. Premettendo che se solo si facesse un confronto con il girone A della serie C, il Bari ha sei punti in meno del Sud Tirol capolista e due in meno della Reggiana, con quest’ultima in vetta al girone B. Confronti che potrebbero avere anche poco senso perché ogni girone ha la sua complessità e difficoltà, ma di fatto nel girone C dove risiede il Bari ci sono più squadre allestite per combattere per il vertice e non abbiamo menzionato l’Avellino, anch’esso vincente domenica e prossimo avversario del Bari nel posticipo che si disputerà lunedì 6 dicembre in serale. Il Bari però deve ritrovare quel dinamismo che aveva sulle fasce sino a quando ha giocato D’Errico, con quest’ultimo lasciato interamente in panchina domenica per scelta tecnica, ma che sicuramente sarà preso in considerazione in vista dei prossimi impegni, contro Fidelis Andria in trasferta domenica al ‘Città degli Ulivi’ e nella settimana successiva contro il Latina in casa. I Galletti però forti anche della vittoria nell’ultima gara, probabilmente anche aiutati da un episodio arbitrale per una volta in proprio favore in occasione del gol annullato alla Vibonese, devono cercare di andare a giocarsela domenica con un atteggiamento più spavaldo sin dalle prime battute. La frenesia sicuramente non porta a nulla, ma attaccare la profondità, cosa che al momento abbiamo assistito domenica in particolare da due giocatori, uno di questi è Mirco Antenucci su tutti e poi Botta, soprattutto nel cercare anche la soluzione dalla distanza, lo stesso Maita ha tale potenziale ma deve aggiustare il mirino nulla di irraggiungibile per questo Bari. Un Bari che quando ha fatto fruttare al meglio le individualità unite alla collettività e bel gioco ha messo sotto Monopoli, Turris ed anche più recentemente il Catanzaro, vincendo comunque per un totale di nove volte. Il Bari non può essere diventato brocco all’improvviso così come aveva asserito Mattia Maita, prima che si infortunasse ma deve dare un segnale di continuità non più solo in casa dove sta facendo meglio di tutte, con una media di 2,47 punti a partita e dello stesso Monopoli che seppur vanta due punti di più nel rendimento in gare interne ma avendone disputata una di più. Intanto, ieri ai microfoni di RadioBari ha parlato Walid Cheddira, il centravanti ha detto la sua: “Abbiamo fatto un’ottima prestazione ed ottenuto una vittoria importante. Non è stata una gara semplice, ma abbiamo battagliato, restando uniti contro una squadra che si è difesa bene. Il primo gol è merito di Antenucci, autore di un grande stop a metà campo e dell’assist, e Botta. Sappiamo che questa squadra ha qualità, e quella rete lo dimostra”. Appunto, un Mirco Antenucci autore di quattro gol e cinque assist. Inoltre sulle scelte di far ruotare gli uomini a disposizione, Cheddira ha detto la sua senza scomporsi: “Viviamo serenamente l’alternanza in campo, l’importante è restare compatti e portare a casa i punti. Quanto alla classifica, sinceramente, noi non guardiamo tanto alle avversarie, ma a noi stessi. Andiamo avanti, partita dopo partita. Saper soffrire, quando serve, è fondamentale, per squadre di vertice”. Un’ultima battuta doverosa sul dodicesimo uomo in campo, gli Ultras della Curva Nord, Cheddira ha concluso così: “Davvero molto bello sentire i canti dei nostri tifosi per tutti i novanta minuti. Ci mancavano, ed ora sappiamo che ci daranno una mano fino alla fine. Ogni partita è una storia a sé, sarà molto difficile anche nel prossimo match ad Andria. Noi dobbiamo solo pensare a portare a casa il risultato. Stiamo andando avanti in un percorso con qualche piccolo incidente, ma non abbiamo perso l’entusiasmo. A volte, serve anche saper combattere in campo, e fare la guerra all’avversario”. Un Bari che deve prendere spunto dai propri leader, come Mirco Antenucci che ha dimostrato di restare in panchina per qualche gara per poi quando è stato richiamato di riprendersi il suo spazio a suon di gol e prestazioni superbe. A proposito di Antenucci ne ha parlato anche mister Mignani nel post gara, per rispondere alla domanda di una collega sull’esclusione di D’Errico: “Per me non esiste un caso D’Errico. Quando ritengo che uno sia meglio di un altro, lo metto in campo. Avvolte le azzecchi, altre le sbagli. Antenucci è stato in panchina a lungo, Paponi non ha mai giocato. Dal mio punto di vista non esistono casi. Con il ragazzo (D’Errico, ndr) ci parlo e lo stimolo sempre. Mi aspetto segnali positivi. Oggi (domenica sera, ndr) Celiento ha fatto una grandissima partita, Di Gennaro giocava per la prima volta dall’inizio ma ha lavorato bene. Ogni tanto si apriva, certe volte lo ha fatto bene, in altre siamo andati a chiuderci. Però abbiamo sbagliate troppe palle. Nel finale mi sono piaciuti tanto gli attaccanti che si sono abbassati tanto per aiutare gli altri reparti e l’importante era raggiungere l’obiettivo della vittoria anche se con un po’ di fatica”. Il suo Bari però può e deve ri-acquisire il migliore stato di forma psico-fisica in vista del calendario non proibitivo ma che lo diventerebbe se si dovessero sottovalutarle, iL Bari può se vuole. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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