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Gli uomini, il mare, la guerra

Invece che una piazza, una via, un monumento o una targa, a San Marco in Lamis gli hanno dedicato un cinema. Un’intitolazione pertinente, considerato che parliamo del maggiore autore italiano di genere bellico. Nato nella cittadina del foggiano il 16 ottobre 1902, Francesco de Robertis entrò nell’Accademia Navale di Livorno all’età di quindici anni, uscendone nel 1928 col grado di sottotenente di vascello. Ma aveva l’arte nel sangue, scriveva drammi, accarezzava il sogno del cinema. Così, nel 1933 abbandonò il servizio attivo. Vi fece ritorno nel 1939, venendo destinato a dirigere il Centro Cinematografico del Ministero della Marina, la cui istituzione egli aveva a lungo caldeggiato. Esordisce nel 1939 con ‘Mine in vista’, un documentario dedicato all’attività di un dragamine nello JonioNel 1940 scrive e supervisiona ‘La nave bianca’, diretto da Roberto Rossellini. Nel 1941 realizza il suo primo film, ‘Uomini sul fondo’ (di cui un fotogramma nell’immagine). Dramma a colore eroico sulle operazioni di salvataggio di un sommergibile italiano rimasto bloccato sul fondale e interpretato come i successivi lavori esclusivamente da ufficiali, sottufficiali ed equipaggi della Regia Marina, la pellicola si distingue per l’autenticità dell’elemento drammatico, l’attenzione rivolta all’elemento umano e l’assenza di ogni tono da cinema di regime. Questa ispirazione autenticamente antiretorica trova conferma nel successivo ‘Alfa Tau!’, del 1942, incentrato ancora sulla vita dei sommergibilisti. Singolarmente crepuscolare come la precedente, l’opera mette in risalto il valore dell’individuo prima ancora delle gesta eroiche di cui pure il regista si fa accorato narratore. Questo interesse verso la verità sia nelle emozioni degli individui che nei risvolti tragici della storia, questo saper conferire spessore drammaturgico e tensione narrativa all’approccio documentaristico di partenza fa di De Robertis un precursore della stagione del neorealismo. Colto dagli eventi dell’8 settembre 1943 a Pola, sul set di ‘Marinai senza stelle’ (poi uscito solo nel 1949), De Robertis cercò di raggiungere Roma, ma venne arrestato e si ritrovò a Venezia dove, pur non aderendo alla Repubblica di Salò, realizzò negli studi della Giudecca il pressoché inedito ‘I figli della laguna’ (1944) e, soprattutto, ‘La vita semplice’, uscito nel 1946, limpido e vivace quadro di vita in uno squero (cantiere di manutenzione nautica) veneziano. Ormai in congedo, nel dopoguerra il regista pugliese non mancò di realizzare film interessanti come ‘Fantasmi del mare’ (1948), ‘Il mulatto’ (1950) e ‘Carica eroica’ (1952), ma che videro la felice ispirazione marinara diluirsi in soggetti popolari sospesi tra melodramma e avventura.

Italo Interesse

 

 

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