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Graduatorie ‘carta straccia’: scoppia la guerra degli insegnanti precari

Incertezza, errori e valutazioni dei servizi quasi sempre da rivedere e correggere, una vera ‘babele’ all’interno delle nuove graduatorie del personale docente in Terra di Bari, e non solo. Per adesso, in ogni caso, molti dirigenti, docenti e genitori delle scuole delle province e delle città di Bari e Barletta/Andria/Trani si ritroveranno quest’oggi (a partire dalle dieci e trenta), per un sit-in di protesta davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Territoriale nel capoluogo, in Via Giuseppe Re David, 178/f. “Siamo alle porte dell’anno scolastico, un anno scolastico delicato e pieno di difficoltà – spiega Gianni Verga, segretario generale della Uil/Scuola regionale – ma le incertezze sul diritto di graduatoria generano confusione e conflitti, mettendo a rischio non solo i diritti dei lavoratori e la ripartenza, ma anche la continuità didattica. La nostra mobilitazione andrà avanti finché le migliaia di reclami presentati, così come avviene per ogni procedura concorsuale, non saranno adeguatamente valutati”. Insomma, davvero troppo elevato l’elenco degli ‘orrori’ nella pubblicazione delle graduatorie degli Uffici Scolastici col rischio, sottolineano parti sociali e sindacati, che si scateni un contenzioso di mole indescrivibile, con ripercussioni ovviamente sulle nomine dei supplenti. Compromettendo, come primo risultato l’avvio del nuovo anno scolastico, già martoriato dai noti problemi dall’epidemia Sars/Cov 2. Tuttavia non è solo in Puglia che s’è verificato il dramma delle graduatorie-farlocche, con la rabbia di migliaia di insegnanti-precari da Nord a Sud che non trovano, tra le altre cose, il sacrosanto riconoscimento dei loro titoli: coinvolti circa 250 mila persone. E dunque una situazione che potrebbe diventare drammatica, tanto da costringere la stessa Uil/Scuola pugliese a mettere le mani avanti, proprio per evitare “…situazioni tanto compromesse che il nostro ufficio legale e’ al lavoro per dare indicazioni sulle garanzie giurisdizionali, se il ministero non darà conto dei risultati di questa operazione piena di falle. Un clima di incertezza che non aiuta l’apertura della scuola che merita grande collaborazione di tutti”. Per i rappresentanti sindacali del corpo insegnante finito nel tritacarne della burocrazia “”…avere escluso di fatto ogni confronto sindacale su questi temi significa rinunciare a esperienza, soluzioni pratiche e garanzie””. Nel mirino finisce finanche la decisione ministeriale di evitare  la pubblicazione delle graduatorie provvisorie, come avveniva sempre prima di ogni anno scolastico per coprire le cattedre vacanti, negando così la possibilità di rettificare e integrare le domande. Un passaggio, peraltro, fondamentale proprio quest’anno per l’avvio del nuovo sistema informatizzato. E così in alcuni uffici scolastici si fa strada l’ipotesi di prevedere strumenti di reclamo stragiudiziale, proprio per la correzione in tempi rapidi degli errori contenuti nelle graduatorie, comunque prendendo in considerazione i reclami che sono stati o saranno presentati. Ma questo prima di procedere alle nomine dei supplenti; se questo non avverrà i sindacati minacciano «azioni giudiziarie per garantire ai propri associati la tutela degli interessi finora gravemente pregiudicati e segnalare alla Corte dei Conti ogni ipotesi di danno erariale che dovesse derivare dall’avvio dei contenziosi». Una vera dichiarazione di guerra che non ammette prigionieri per una situazione che si sta facendo di giorno in giorno più grave e complicata, con la prospettiva di una marea di contenziosi in cui potrebbero annegare tutte le buone intenzioni ai tempi della pandemia.

Francesco De Martino

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