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Grande festa per il culto nicolaiano

Bari in grande festa. Il Capoluogo, infatti, celebra la memoria liturgica del “suo” santo, Nicola. Una intensa giornata di devozione popolare che da sempre la contraddistingue Bari, tra sgagliozze, preghiere e cioccolata calda. In sintesi questo è il programma degli eventi. Alle 4 del mattino si aprono le porte della Basilica, alle 4, 30 spari di liane pirotecniche, alle 5,00 celebrazione solenne della prima messa da parte del Priore padre Giovanni Distante e alla fine distribuzione di cioccolata calda e brioche sul sagrato. Alle 5, 45 è previsto l’ arrivo dei corridori della Fiaccolata Nicolaiana e dalle sei sino alle tredici celebrazione di messe. Nel pomeriggio, alle ore 18,00, l’arcivescovo di Bari- Bitonto Monsignor Francesco Cacucci, che è anche  Delegato Pontificio della Basilica, presiede la messa solenne alla fine della quale il sindaco di Bari dona al Santo le chiavi della città. In serata, processione per le vie di Bari Vecchia con la statua di San Nicola. Il 19 Dicembre, secondo il calendario Giuliano, saranno gli ortodossi a celebrare Nicola e in Basilica si svolgerà la Divina Liturgia. In serata, sempre alla Basilica, alle ore 20,30 concerto in onore del Patriarca ortodosso russo Hilarion Alfeev che dirigerà l’orchestra. Per capirne di più, il Quotidiano ha interpellato il professor Antonio Di Fazio, autore di un interessante libro sulla devozione nicolaiana nel pellegrinaggio.

Professor Di Fazio, che cosa significa questa festa per Bari?

“Diciamo subito che la devozione a San Nicola è sempre molto sentita in tutta la città, ma particolarmente in quella vecchia e vi è anche un motivo in parte legato al pellegrinaggio”.

Spieghi…

“Per giungere alla Basilica sia i pellegrini di una volta che gli attuali baresi devono per forza attraversare il borgo antico e questo inevitabilmente genera un fiume di persone. Una volta le cosiddette sgagliozze si facevano solo in occasione di questa festa, oggi le producono tutto l’anno. E dico anche. San Nicola non è nato a Bari come tutti sanno. Ma comunemente si dice San Nicola di Bari”.

Che cosa vuole dire?

“Che il rapporto con la città è simbiotico e davvero molto stretto. Non avviene infatti così per altri santi anche famosi, forse solo Sant’ Antonio di Padova e San Francesco d’ Assisi. Aggiungo che quell’ aggiunta sull’origine potrebbe servire a identificarlo da altri San Nicola e penso al San Nicola Pellegrino di Trani”.

Alla fine della messa del mattino si consuma la cioccolata calda, perchè?

“Perchè anticamente a quell’ora faceva molto freddo, siamo vicini al mare. Magari adesso, coi cambiamenti climatici, le cose sono cambiate. Ma rimane un gesto popolare importante. Considerate che la cosiddetta prima messa, quella celebrata per tradizione dal Priore della Basilica, è la messa maggiormente affollata, la liturgia dei baresi e della autorità cittadine che non possono mancare e soprattutto dei devotissimi. Inoltre noto che specie negli ultimi tempi, si vedono molti giovani. In parte potrebbe essere una moda, ma chissà che questo possa risultare utile ad avvicinare i giovani alla fede”.

Nicola, amato solo nella città vecchia?

“Naturalmente no. Egli è venerato nell’intera città di Bari, ma come dicevo prima, per  ragioni logistiche e di tradizione storiche, questa devozione è certamente più sentita nel Borgo Antico”.

 

Bruno Volpe

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