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Grane in serie per Emiliano: fuori il quinto assessore in tre anni

Un’altra grana per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che non ha avuto neppure il tempo di difendersi dagli attacchi delle forze di opposizione e parte della sua stessa maggioranza sulle nomine del Cda di Aqp (Acquedotto pugliese) e, in particolare, del vertice della partecipata regionale, per il quale ha scelto l’ex sindaco di Bari del centrodestra, Simeone Di Cagno Abbrescia, e che già si è trovato tra le mani le dimissioni di un assessore, Michele Mazzarano (Pd), finito nell’occhio del ciclone mediatico, a seguito di un servizio televisivo andato in onda mercoledì sera, in cui una persona lo accusava di avergli promesso di assumere i suoi due figli in cambio di un sostegno elettorale e della concessione gratuita di un locale per le regionali del 2015. E, quindi, per un sospetto di voto di scambio. Con le dimissioni di Mazzarano sale a 5 il numero degli assessori regionali della giunta Emiliano che in quasi tre anni di amministrazione sono usciti di scena. Mazzarano e’ il terzo del Pd. Infatti, il 7 febbraio scorso, in piena campagna elettorale per le politiche, fu l’assessore regionale all’Ambiente, Filippo Caracciolo del Pd, a comunicare al governatore pugliese la decisione di rimettere le deleghe, perché indagato per corruzione e turbativa d’asta in un a storia di appalto al Comune di Corato. Prima di lui, nel luglio 2017, era stato l’assessore regionale ai Trasporti e Lavori pubblici, Gianni Giannini, anch’egli del Pd, a dimettersi dopo aver appreso di essere indagato in una inchiesta su presunte tangenti in cambio di appalti in alcuni Comuni nel barese. Nemmeno una settimana dopo si dimise (ma per motivi politici e non giudiziari) l’assessore all’Ambiente, Mimmo Santorsola (Sinistra Italiana).  Ma, come si ricorderà, già a pochi mesi dall’avvio della legislatura, nell’ottobre 2015, si erano registrate le dimissioni, per ragioni di opportunità, dell’allora assessore regionale al Turismo, Gianni Liviano D’Arcangelo (esponente della civica Emiliano sindaco di Puglia), dopo la pubblicazione di un articolo in cui si parlava di un appalto per organizzare gli ‘stati generali’ della cultura, affidato dalla Regione con procedura diretta ad un amico dell’assessore. Emiliano ha preso atto della decisione dell’assessore allo Sviluppo economico, Mazzarano, di dimettersi e, nell’esprimere il proprio ringraziamento per la sensibilità dimostrata, ha espresso l’auspicio che la vicenda possa al più presto chiarirsi. L’assessore Mazzarano, inoltre, ha comunicato al Presidente di aver rimesso le deleghe al fine di tutelare l’Amministrazione durante il tempo necessario a chiarire in sede giudiziaria i fatti di cui è al centro, comunicando che nel contempo ha sporto denuncia all’Autorità giudiziaria nei confronti degli autori delle registrazioni andate in onda nel corso della trasmissione televisiva “Striscia la notizia”. Un “gesto più che dovuto” è la remissione delle deleghe da parte di Mazzarano per gli 8 consiglieri del M5S alla Regione. Infatti, per i pentastellati pugliesi “il reato del voto di scambio è una questione serissima ed una vera e propria estorsione della dignità dell’elettore” che va combattuta. Ma per i “grillini” dell’aula di via Capruzzi “se davvero Mazzarano, ex capogruppo del Partito Democratico regionale, dovesse aver utilizzato la sua influenza politica per promettere assunzioni in cambio di sostegno elettorale le dimissioni da assessore sarebbero assolutamente insufficienti” a ridare credito e fiducia nell’Istituzione rappresentata. Come dire, che in caso le “accuse” che lo riguardano dovessero essere vere, allora Mazzaranno dovrebbe pure dimettersi da consigliere regionale. Comunque i “5 Stelle” pugliesi, pur auspicando per Mazzarano l’estraneità all’accusa in questione e ricordando che già in passato è stato prosciolto per prescrizione dall’accusa di finanziamento illecito ai partiti nel processo Tarantini, hanno chiesto che faccia in fretta chiarezza sull’accaduto sia al Consiglio regionale che ai cittadini pugliesi, augurandosi inoltre che anche il presidente Emiliano sia dello stesso loro avviso. Dichiarazioni più concilianti e forse anche meno pungenti sono invece giunte dal gruppo di opposizione forzista che per evidenti motivi di garantismo non entra nel merito dei possibili risvolti giudiziari della vicenda. Ma, comunque, i consiglieri regionali di Fi affermano che “sarebbe il caso, dopo i continui scossoni nella sua giunta, che Emiliano facesse una lunga e profonda riflessione sulle politiche del suo governo e sulle personalità a cui affidarne le sorti”.  Perché “solo a lui – concludono i 4 consiglieri berlusconiani – spetta il compito di riportare la nave in acque sicure”. Acque, invece, che probabilmente “sicure” non sono più per il governatore Emiliano, a prescindere dalla recente vicenda Mazzarano o della bufera scatenatasi a seguito della nomina di Di Cagno Abbrescia all’Aqp, perché già un consigliere di maggioranza, Cosimo Borraccino di Sinistra italiana-Leu, ha annunciato il proprio disimpegno dalla coalizione di governo ed altri minacciano di seguirlo, se nelle prossime settimane non avverrà un significativo cambio di rotta da parte del governatore nella sua azione e metodi di governo della Puglia. Ma questa è tutta un’altra questione.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 23 Marzo 2018

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