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Grazie al Duce, Thayaht la spuntò su Boccasile

A profilo minore (spazi espositivi ridotti di un terzo) e un po’ snobbata (forte calo di visitatori), vivacchia la Fiera del Levante. Con la presente, la gloriosa Campionaria barese ha tagliato il traguardo delle ottantadue candeline. Molte cose sono cambiate in questi ottantadue anni di vita, che sarebbero stati ottantotto senza i sei anni di stop imposti dagli eventi bellici. In tanto mutare di cose, una è rimasta invariata : il logo, la celebre caravella a vele spiegate. E’ poco noto che a disegnarla fu nel 1930 Ernesto Michaihelles (Firenze, 21 agosto 1893 – Marina di Pietrasanta, 29 aprile 1959). Conosciuto negli ambienti culturali col nome d’arte di Thayaht, Michaelles fu scultore, pittore, orafo, disegnatore, architetto e inventore d’ispirazione futurista. Perché proprio Thayaht, un fiorentino, e non un artista barese, per esempio un Boccasile, il quale già in quegli anni aveva messo in luce il suo talento di disegnatore? In verità l’assegnazione dell’incarico a Boccasile era stata caldeggiata dal Sindaco e dai presidenti della Provincia e della Camera di Commercio di Bari. Thayaht però nascondeva l’asso nella manica : Mussolini… Nel 1928 il poliedrico artista toscano aveva attirato l’attenzione dei vertici del governo in occasione della Campagna nazionale per il cappello di paglia, un evento nato sotto l’egida della Federazione fascista fiorentina. L’anno dopo alcuni suoi progetti pubblicati su ‘Moda’, rivista ufficiale della Federazione Fascista dell’Industria dell’Abbigliamento non erano passati inosservati. Ora ad interessarsi a lui erano anche personalità non legate al Partito. Primo Conti lo presentò a Filippo Marinetti, il quale rimase assai colpito da un lavoro di Thayaht : un effigie del Duce in ferro ‘acciaioso’. “Fagliene dono, consegnaglielo di persona, ti presento io a Lui..”, si raccomandò Marinetti. Thayaht non si fece pregare. Quando Mussolini vide la scultura rimase favorevolmente impressionato. La fortuna di Thayaht era fatta. Appena venne nominata la Commissione incaricata di scegliere il logo della Fiera, a Thayaht bastò sollecitare le figure che attorniavano il capo del Governo per non avere di fatto concorrenti. Boccasile, così, dovette contentarsi della commissione di una serie di trenta cartoline commemorative dell’evento (si ignora la collocazione di queste trenta cartoline ; sembra facciano parte insieme a 350 cartelloni pubblicitari, sempre a firma di Boccasile, della Raccolta Salce, conservata presso il Museo Civico Luigi Bailo di Treviso). Chissà se a quel logo avesse messo mano Boccasile. Conoscendo la sua passione per le grazie femminili avremmo fatto i conti con una leggiadra marinaia che con i lunghi capelli al vento impugna sorridente un timone?

Italo Interesse

 

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