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Green pass obbligatorio sul lavoro? Schizzano alle stelle tamponi e costi

E’ in calendario per domani, il ‘D’day’ del passaporto verde nei luoghi di lavoro, pubblici o privati che siano. L’impressione assai palpabile è che tutti i dirigenti/datori di lavoro si siano ridotti all’ultimo giorno, per capire bene cosa fare e soprattutto come fare a controllare dipendenti e colleghi di lavoro, anche perchè solo da un paio di giorni ai piani alti dei ministeri hanno diramato le linee guida esplicative. Ergo, saranno potenziati orari dedicati ai controlli, e a quanto pare gli esami per chi non ha green/pass e presenterà il tampone ‘negativo’, si potrà eseguire solamente su prenotazione. Intanto a Bari si sta registrando un sensibile aumento di prenotazioni per sottoporsi, appunto, al tampone per ottenere il certificato verde, oramai da domani obbligatorio anche nei luoghi di lavoro. “Abbiamo avuto un incremento notevole ma gestibile per ora – ha spiegato Nicola Favia, che gestisce sei farmacie di cui due a Bari città – stiamo tra il 30 e il 50% di prenotazioni in più rispetto alla media. Ovviamente, precisiamo che il test sarà effettuato sempre previa prenotazione, non sarà mai possibile presentarsi in farmacia ed effettuare il tampone se non è stato prima fissato un appuntamento. Per far fronte alla maggiore richiesta abbiamo potenziato gli orari, dedicheremo tre ore la mattina e due ore il pomeriggio all’esecuzione dei test”. <<Tampone mon amour>>, dunque, a dimostrazione che il numero di non vaccinati è più alto di quanto si pensasse. E così, mentre i nodi vengono al pettine, c’è pure da registrare che la richiesta di test per i tamponi (validi per 48 ore, ricordiamolo) è stata confermata dal presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari e Bat, Luigi d’Ambrosio Lettieri: “Siamo consapevoli dell’aumento sensibile, lo stiamo notando – spiega anche l’ex senatore forzista – ma siamo pronti. Certamente se la domanda continuerà a essere esponenziale non potremo farcene carico solo noi, vedremo cosa accade”. Chi mostra di essere assai preoccupato sono i timonieri della sanità, con le Regioni che adesso temono il rischio caos per le regole previste dal decreto. Una preoccupazione già emersa e sottoposta al governo in occasione dell’ultima riunione di giovedì scorso e affrontata di nuovo ieri in Conferenza Regioni. Per evitare questa situazione le Regioni propongono di aumentare la validità dei tamponi per il rilascio del green pass portandoli tutti a tre giorni ore e di concedere alle aziende di organizzarsi anche in autonomia per l’esecuzione dei test in azienda, ma il ‘niet sembra scontato anche su questo fronte. Infatti gran parte dei 590 mila non vaccinati riscontrati perlopiù tra personale delle forze dell’ordine e dipendenti pubblici, molto probabilmente non si vaccineranno mai. E del resto una quota di scettici c’è in tutti i paesi per qualsiasi vaccinazione. Ergo consentire di fare i test fai da te nelle aziende, con la sorveglianza delle imprese, magari rendendoli gratuiti o calmierati, non sembra ipotesi peregrina. I tamponi nasali sono certificati e diffusi in tutto il mondo e i controlli in questo caso si farebbero direttamente in azienda. E così, mentre s’infiammano le polemiche sull’obbligo vaccinale e sul ‘green/pass’, in molte regioni -come detto – si mette ordine su costi e tempi dei test rapidi che, fino a 48 ore, possono soppiantare proprio l’obbligo di possedere il prezioso passaporto/verde che apre le porte di musei, stadi, piscine, palestre e ristoranti. E la Puglia è tra le regioni in cui nelle settimane scorse è stato siglato il protocollo d’intesa per la somministrazione, appunto, dei test antigenici rapidi a prezzo calmierato, validi per l’emissione del ‘green/pass’, da parte delle farmacie aderenti. L’accordo è stato predisposto dal Commissario straordinario Francesco Figliuolo d’intesa con il ministro della Salute  Speranza e i presidenti di Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite. Con quest’accordo, tra le altre cose, è stato concordato un prezzo del test antigenico rapido di 8 euro per i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni e un costo calmierato di 15 euro per la fascia sopra ai 18 anni. Per ogni test effettuato la farmacia riceverà 15 euro: per i test eseguiti in favore dei minori tra i 12 e i 18 anni, 8 euro saranno a carico dell’utente, e 7 euro sarà la quota di contribuzione pubblica. Ma proprio nel capoluogo e in altre città capoluogo della nostra regione, parecchie farmacie chiedono per i tamponi rapidi anche 20 euro…potenza del libero mercato anche ai tempi della pandemia.

Francesco De Martino

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