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Guardia alta sulle infezioni ospedaliere: “Che protocolli ci sono in Puglia?”

Lo sappiamo tutti: le infezioni all’interno dei reparti ospedalieri sono molto spesso di gravissima entità e possono portare in taluni casi alla morte. Senza voler alzare polveroni inutili, bisogna sapere però che le infezioni contratte in ospedale sono davvero un grosso problema in Italia e i dati più recenti indicano in circa 6mila pazienti deceduti per aver contratto un’infezione in ospedale. Le norme igieniche, spesso non sono osservate scrupolosamente, portano circa il 5% dei pazienti durante una degenza ospedaliera a contrarre un’infezione ospedaliera. Con tutto ciò che ne consegue, prolungando il periodo di degenza o complicando ulteriormente il decorso clinico del paziente ricoverato per altra causa. Insomma, un bel problema fin troppo spesso sottovalutato nelle nostre realtà nosocomiali, con situazioni che conducono al risarcimento danni o a danni permanenti per malasanità. Ma come si contraggono queste infezioni? Una percentuale abbastanza bassa (meno del 20 per cento) si contraggono durante gli interventi chirurgici, a causa non solo dell’ambiente e del trattamento a cui viene sottoposto il malato, ma anche a causa di fattori di rischio legati al paziente come obesità, diabete, età, tabagismo, pregresse infezioni, recenti interventi chirurgici, infiammazioni croniche e altre condizioni già esistenti. Tra le infezioni più gravi bisogna ricordare quelle contratte a causa di un batterio pericolosissimo, che rende la situazione clinica già precaria del paziente ancora più precaria, fino al decesso, nella metà dei casi studiati negli ultimi tempi. La Klebsiella, difatti, una volta contratta dal paziente già malato porta quasi nella metà dei casi al decesso in quanto questo batterio è in grado di resistere alla cura antibiotica. In Puglia, come in Campania e Lombardia, il campanello d’allarme è già squillato prepotentemente. E i consiglieri regionali pugliesi di Forza Italia Giandiego Gatta, Stefano Lacatena e Paride Mazzotta hanno inteso presentare una interrogazione ben circostanziata, a questo proposito. “Ci sono infezioni ospedaliere letali, che spesso provocano decessi proprio in luoghi dove ci si reca per ricevere assistenza sanitaria e migliorare le proprie condizioni di salute”. Ed è per questo, come detto, che i consiglieri azzurri hanno depositato un’interrogazione diretta al presidente Emiliano e all’assessore regionale Lopalco, per sapere se esista un protocollo regionale che stabilisca le procedure di sanificazione degli ospedali e se ci siano dei fondi per la sanificazione delle strutture per fronteggiare e prevenire la diffusione di infezioni. Ad esempio, la “Klebsiella” è una di quelle più pericolose perché resistente agli antibiotici e ci sono numerosissimi casi in Puglia di decessi sospetti negli ospedali dovuti proprio a questa infezione. Per Gatta, Lacatena e Mazzotta non si può, quindi, prescindere da una programmazione attenta e rigorosa soprattutto nei reparti più delicati, come le terapie intensive e sub intensive, ed auspichiamo di ricevere sul tema una celere risposta da parte del governo regionale.

Antonio De Luigi

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