I 215 anni di fondazione ufficiale della comunità di Palese
Ricorso ieri l'anniversario del regio decreto napoleonico del 1811 che riconobbe tale realtà come frazione di Modugno, ma che dal 1859 aspira a diventare Comune autonomo

È ricorso ieri, 4 maggio, il 215° anniversario di fondazione della comunità di Palese come nucleo territoriale ufficialmente riconosciuto dall’allora Autorità statale dell’antico Regno di Napoli. A ricordare lo storico evento su Facebook è stato lo scrittore e commediografo locale Gianni Serena, che con post ha riesumato i festeggiamenti del 2011 per il bicentenario della nascita di detta realtà. Serena ha ricordato, infatti, che nell’Archivio di Stato di Bari è depositato il regio decreto datato “4 maggio 1811”, con cui Gioacchino Murat (cognato di Napoleone Bonaparte), allora Re di Napoli, riconobbe ufficialmente l’antico villaggio di Palese quale “frazione” sul mare del Comune di Modugno.
Il noto scrittore e commediografo palesino ha anche ricordato che 15 anni fa, ossia il 4 maggio del 2011, nella sede del locale Municipio, in occasione dei 200 anni dall’emissione del decreto murattiano, è stata affissa una targa a perenne ricordo dello storico atto amministrativo che, in occasione dell’allora riordino di Comuni e Province ha dato vita ufficialmente in “Terra di Bari” alla comunità di Palese, sottoponendola alla giurisdizione dell’antico Comune dell’entroterra barese.
All’epoca trattavasi infatti di un piccolo villaggio di circa 400-500 anime (attiguo sul fronte sud alla frazione barese di Macchie e su quello nord alla frazione bitontina di Santo Spirito) ed abitato quasi esclusivamente da contadini e pescatori, ma frequentato da molte famiglie benestanti modugnesi, che in tale località, oltre che avevano possedimenti terrieri, si recavano d’estate soprattutto per i bagni a mare. Nel corso degli anni successivi la piccola riconosciuta frazione di Modugno incrementò il suo numero di abitanti ed a seguito di ciò in loco furono istituti una serie di servizi comunali, quali l’ufficio anagrafico e di stato civile, la farmacia ed un presidio fisso di una guardia municipale, mentre il servizio di nettezza urbana e quello di accensione e spegnimento delle lampade ad olio dell’illuminazione pubblica venne affidato dal Comune di Modugno a delle famiglie del posto. Anche per l’aspetto religioso furono fatti passi avanti con l’istituzione di una Parrocchia e dei relativi riti sacri e festeggiamenti ad essa connessi.
Insomma, una piccola comunità che già un cinquantennio dopo il suo riconoscimento ufficiale in provincia di Bari ambiva a staccarsi da Modugno per diventare un nuovo Comune. Infatti, già in epoca preunitaria, nel 1859, in occasione della venuta a Bari del Re dello Stato borbonico Ferdinando II, alcuni abitanti di Palese benché non fossero di elevato livello culturale, si recarono personalmente a Bari per chiedere al Sovrano il riconoscimento di nuovo Comune alla ancora piccola frazione di Modugno. E le cronache storiche ci ricordano che proprio la scarsa alfabetizzazione della popolazione residente all’epoca a Palese fu il principale ostacolo alla concessione del Comune autonomo da parte del Re ferdinandeo.
Però fu alcuni decenni dopo, ovvero in epoca unitaria, quando Palese aveva già raggiunto una popolazione di oltre 5000 abitanti, che l’antica aspirazione autonomistica dell’allora frazione di Modugno prese effettivamente consistenza con la presentazione in Parlamento nel giugno del 1921 di un disegno di legge, a firma dei deputati pugliesi socialisti Di Vagno e Vella, insieme al liberal conservatore Guaccero, per l’istituzione del Comune autonomo di Palese.
Una legge, questa, che poi non andò in porto a seguito sua dell’assassinio di Giuseppe Di Vagno a settembre dello stesso anno, sia soprattutto per il sopraggiunto regime dittatoriale fascista, con la marcia su Roma dell’ottobre del 1922. Le vicende successive sono forse ormai note a lettori di questa testata, anche perché sono state già ricordate sul nostro numero di venerdì scorso. Sta di fatto, però, che a distanza di 215 anni, nonostante la realtà palesina, per numero di abitanti ed urbanistica, abbia assunto insieme all’attigua Santo Spirito le dimensioni di un Comune di terza fascia, ossia di quelli compresi tra i 30 e 100mila abitanti, resta ancora una periferia barese.
Per la cronaca ricordiamo che ad occuparsi del riordino territoriale dei Comuni dal 1972 sono le Regioni e non più lo Stato. Ma la Regione Puglia su tale antica problematica territoriale continua a nicchiare, sia perchè la “casta” regionale pugliese è in tutt’altre faccende affaccendata, sia perchè verosimilmente poco attenta ai veri temi che interessano direttamente le comunità pugliesi.
Nonostante un ddl del 2005 a firma di Loperfido e Brizio, per l’istituzione del nuovo Comune autonomo di Palese e Santo Spirito, che – come si ricorderà non andò a buon fine solo a causa di un “diktat” del Comune di Bari, che per chiare ragioni di miopia politica e soprattutto di “egoismo” istituzionale si oppose all’indipendenza politico-amministrativa di dette realtà e chiaramente continua ad ostacolate ancora oggi per motivi tutt’altro che fondati.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 5 Maggio 2026



