I baresi e la pensione: si sentono più poveri, però, se possono, risparmiano
I risultati dell’indagine Nomisma su gestione economica e previdenza

Risparmio, gestione del patrimonio e previdenza complementare, che problemi se vivi in una Terra di Bari dove anche solo risparmiare qualche spicciolo, per tante famiglie, è diventato il vero e primario nodo da sciogliere. In ogni caso c’è chi ha studiato a fondo l’approccio degli italiani verso il risparmio e gestione del patrimonio, coi baresi già impensieriti (ben quattro residenti su dieci) dal fatto che la propria situazione economica e finanziaria peggiorerà con il pensionamento anche se, nonostante paure e timori, quasi metà degli intervistati non ha mai valutato una pensione complementare o non intende farlo, e solo due su dieci l’ha già sottoscritta. È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio <<Look to the Future>> della compagnia assicurativa ‘Athora/Italia’, su 5 province italiane, tra cui Bari. Proprio il mantenimento dell’attuale tenore di vita è in cima alle preoccupazioni degli intervistati, seguito dal timore di non riuscire a far fronte alle spese impreviste o sostenere le spese obbligate. Il 25% ritiene inoltre che la propria situazione economica dipenderà “in parte” dalla pensione pubblica percepita, mentre per il 21% la pensione rappresenterà la maggior parte del patrimonio disponibile. Insomma, 20% dei baresi sostiene che la dipendenza dalla pensione sarà nulla o quasi, per un 17% sarà limitata e per un altro 17% dipenderà “in larga parte”. E se il 61% dei baresi non considera la possibilità di posticipare il pensionamento, sono oltre 6 persone su 100 (16%) che si dichiarano determinate a posticipare il momento in cui andranno in quiescenza. Ma cosa pensano i baresi della possibilità di integrare la pensione pubblica futura? Poco più della metà degli intervistati non ha mai valutato la sottoscrizione di una pensione complementare o non intende farlo, il 22% ha già sottoscritto una pensione complementare, mentre il 9% dichiara che lo farà sicuramente. Il 16%, infine, ha valutato questa possibilità, ma non intende procedere. Chi ha già sottoscritto una pensione complementare o pensa di farlo, ha scelto i fondi aperti (28%), un Piano Individuale Pensionistico e i fondi negoziali. Il 26%, invece, non ha ancora un’idea chiara su quale opzione scegliere. Invece, sul fronte delle scelte di investimento, il 29% dei cittadini decide in maniera autonoma. E, per chi si affida a professionisti o intermediari, le banche restano il riferimento principale (34%), seguite da consulenti finanziari (25%), agenzie assicurative e broker. Il livello di rischio è il criterio di scelta più importante per il 24% degli intervistati, seguito dalla possibilità di disinvestire rapidamente (18%) e dal rendimento di breve periodo. Il patrimonio familiare dei residenti in Terra di Bari include soprattutto in gran numero conti correnti/depositi e immobili, a seguire polizze pensionistiche), polizze vita a contenuto finanziario e fondi d’investimento. Azioni e obbligazioni, invece, sono presenti con quote intermedie. Tra i principali driver di gestione del patrimonio familiare ci sono la volontà di raggiungere obiettivi di vita (61%), cogliere opportunità di guadagno ed evitare perdite di valore.
Antonio De Luigi
Pubblicato il 27 Novembre 2025



