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I bounty-killer di Murat

Quando nel luglio del 1808 re Giuseppe Buonaparte rinunciò al trono delle Due Sicilie, il suo posto fu preso da Gioacchino Murat. Il nuovo sovrano dovette dare precedenza al problema del brigantaggio : l’ordine interno era gravemente in crisi per l’azione di bande di malviventi assoldati dallo spodestato Borbone, il quale dalla Sicilia dove aveva trovato rifugio dirigeva un piano di destabilizzazione. L’1 agosto 1809 Murat firmò un decreto nel quale era previsto un premio di venti e un altro di venticinque ducati per chiunque avesse rispettivamente ucciso o arrestato uno di questi “malfattori”. Il premio saliva all’astronomica cifra di cinquecento ducati nel caso di un “capo di comitiva brigantesca”. Lo stesso decreto, però, prevedeva pure che se entro trenta giorni dalla pubblicazione gli stessi “capi massa” si fossero ravveduti e avessero condotto trenta “malandrini” della loro banda in arresto “sotto le baionette del soldati”, avrebbero non solo scansato il boia, ma ottenuto il “regio perdono e la regia munificenza nella somma di ducati mille”. Quanto agli irriducibili, una volta che la Giustizia fosse riuscita a mettere loro le mani addosso, era previsto – riesumando per l’occasione un’efferata usanza medievale che – a esecuzione avvenuta – i loro corpi venissero smembrati e appesi qua e là all’interno dei paesi d’origine a monito verso altri aspiranti briganti e loro fiancheggiatori. Cose del passato? Mica tanto. Negli USA (ad eccezione di Oregon, Wisconsin, Kentucky e Illinois) quella del ‘cacciatore di taglie’ è una professione prevista e disciplinata dalla Legge. Questi professionisti agiscono sempre al servizio di Agenzie specializzate. Si stima che su tutto il territorio statunitense ne siano attive circa 20.000 . La disciplina varia da stato a stato: a Tucson, in Arizona, opera il National Institute of Bail Enforcement, il quale, previo corso di 23 ore, offre apposito diploma abilitante. In Arizona e California è richiesta anche una fedina penale pulita, mentre nel Texas i ‘cacciatori’ non possono portare alcuna arma da fuoco. Questi professionisti, però, non sono equiparabili ai bounty killer dei giorni del Far West. Non danno infatti la caccia e criminali in genere. I cacciatori di taglie dell’era moderna sono al soldo di agenzie che, a fronte di pegni e forti interessi, pagano le cauzioni ai prigionieri (esclusi assassini, pericoli per la società e stranieri). Quando qualcuno di questi scappa senza pagare la somma anticipatagli, i ‘cacciatori’ si mettono in azione, con il permesso di arrestare gli inquisiti facendo ricorso ad ogni mezzo disponibile. Il loro guadagno è il 10% della cauzione. A partire dal 2000 l’utilizzo di tali figure ha avuto una grande diffusione, soprattutto in tema di lotta all’evasione fiscale, dietro pagamento di un compenso che varia dal 15% al 30% per le somme effettivamente recuperate dal Fisco

 

Italo Interesse

 

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