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I dipendenti degli enti di sviluppo in agitazione: senza indennità e stabilizzazione

Lavoratori pubblici sempre più in fibrillazione, anche se talvolta a causa di rivendicazioni considerate dalla ‘vulgata’ di troppo, specie in questo periodo di sofferenza. Nel caso che ci occupa le luci sono puntate sui dipendenti degli enti in liquidazione di irrigazione pugliesi, in particolare quelli dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e trasformazione fondiaria ai quali, ‘in soldoni’, è stata negata l’indennità di percorrenza. Ragion per cui è stato proclamato lo stato di agitazione. Ma andiamo ai particolari della vertenza in atto. L’Eipli, sede legale a Bari, è stato posto in liquidazione da quasi dieci anni, chiamato ad assolvere compiti di gestione, esercizio e manutenzione come fornitore all’ingrosso di acqua non trattata, per uso potabile agli acquedotti ‘Pugliese’ e ‘Lucano’ e al Consorzio Jonico-Cosentino in Calabria con una trentina di lavoratori –tra dipendenti amministrativi e tecnici – con contratto idraulico-forestale a tempo indeterminato. Persone che fanno parte di una platea di circa centocinquanta dipendenti, distribuiti in Puglia, ma anche Basilica e Campania. “Sono i lavoratori con contratto idraulico-forestale, particolarmente versatili,  -spiegano Paolo Frascella, Antonio Gagliardi e Pietro Buongiorno, rispettivamente segretari regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Puglia – che concorrono nella gestione di otto dighe, quattro traverse, le sorgenti del Tara e centinaia di chilometri di grandi reti di adduzione, con una capacità potenziale di accumulo, regolazione e vettoriamento di circa un miliardo di metri cubi di acqua all’anno, ma vengono considerati solo come ruota di scorta. La gestione commissariale farebbe bene a rivedere la posizione che nega il riconoscimento dell’indennità di percorrenza nonostante il Tribunale di Bari, con copiose sentenze, abbia riconosciuto il diritto dei lavoratori a percepire l’istituto contrattuale che viene assurdamente negato dal mese di agosto del 2015, in spregio all’Organo giudicante che ha anche smentito in modo inequivocabile la ‘furbata’ di anteporre l’alibi della condizione dello stato di liquidazione per non riconoscere quanto dovuto ai lavoratori”. Dunque, una chiusura incomprensibile, a parere dei rappresentanti sindacali, che ha spinto –come detto – alla dichiarazione dello stato di agitazione dei lavoratori idraulico-forestali, con i quali hanno intenzione di andare fino in fondo alla vertenza. La rabbia si tocca con mano: “La misura è colma, siamo stanchi di certificare ogni giorno di più la disparità di trattamento tra lavoratori e a questo punto abbiamo deciso di rivolgerci al Commissario Guglielmetti e, soprattutto, al Ministero dell’Agricoltura, che ha il compito di vigilanza proprio sull’EIPLI affinché obblighi al pieno rispetto del contratto collettivo di lavoro, sapendo di incontrare particolare sensibilità al tema nella stessa Ministro Teresa Bellanova”. Al Ministro, tanto per essere più chiari, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto di spiegare con chiarezza quale sia il destino di questa platea di lavoratori, dal momento che si parla tanto di stabilizzazioni dei rapporti a tempo determinato, ben sapendo che le figure professionali idraulico-forestali non risultano manco in pianta organica…pur avendo diritto di essere valorizzate.  Se non è dichiarazione di guerra questa…

 

Francesco De Martino

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