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I medici di base a Emiliano: “Fai chiarezza sulla nostra partecipazione alla campagna vaccinale!”

Una lettera aperta per chiedere più vaccini dal segretario barese della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Nicola Calabrese, al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha prontamente risposto sulla sua pagina di Facebook. In premessa alla richiesta il segretario della Fimmg di Bari, che è anche vice presidente nazionale di tale organizzazione sindacale, ci ha tenuto a dire “non senza amarezza” che ha proceduto a redigere la lettera aperta al governatore pugliese, nella consapevolezza che alla categoria da lui rappresentata in Puglia “non siano state lasciate alternative”. Come dire, una sorta di ultima spiaggia per i medici pugliesi di medicina generale che nella campagna vaccinale anti-Covid, pur avendo dato la piena disponibilità a vaccinare i propri pazienti fragili, rischiano di diventare i “parafulmini” di disservizi a loro non imputabili. Infatti, ricorda Calabrese al governatore: “Alla medicina di famiglia è stato chiesto di partecipare alla campagna vaccinale e di proteggere i soggetti estremamente fragili e quelli a domicilio a partire dall’inizio di aprile, quando ormai era chiaro a tutti che i vulnerabili, quelli che sono più esposti ad un rischio elevato di mortalità, erano difficili da raggiungere dall’organizzazione vaccinale messa in piedi fino ad allora dalle Asl” e “la medicina generale ha risposto all’appello e si è subito resa disponibile, come era già successo per il contact tracing e con la campagna del vaccino antinfluenzale”. Ma – ha rilevato il segretario barese della Fimmg – “da settimane i medici di famiglia sopportano le conseguenze di mancanze organizzative del sistema vaccinale e della carenza di dosi”, per cui “sono sottoposti ad una pressione insostenibile ed esposti a minacce e ad una crescente conflittualità con i pazienti”. Tuttavia – fa notare ancora Calabrese – la passione per la propria professione, la dedizione verso i propri assistiti e spirito di servizio dei medici di famiglia stanno consentendo alla Regione, con il loro importante contributo ed abnegazione, il “raggiungimento degli obiettivi della campagna vaccinale, come riconosciuto dalla Direzione della Asl Bari”. Però, “nonostante questo”, secondo il rappresentante sindacale, “qualcuno vuol far passare l’immagine di una categoria le cui motivazioni per aderire alla campagna vaccinale sarebbero addirittura di natura economica”, stante – ha precisato Calabrese – “l’ultima delle accuse che sono circolate e che nessuno dall’interno delle istituzioni si è preoccupato di smentire”. Insomma, secondo “qualcuno” (che bene forse avrebbe fatto Calabrese a precisare), la disponibilità dei medici di famiglia a partecipare alla campagna vaccinale anti-Covid non sarebbe dovuta a spirito e dovere di servizio, ma solo a l’interesse economico che da essa può derivare. Accusa, questa, che “in questo momento – per la Fimmg barese – è paradossale e inaccettabile, perché mette in discussione tutte le motivazioni che sono alla base” dell’adesione e dell’operato dei sanitari che hanno aderito all’iniziativa. Infatti, non usa mezzi termini il segretario barese della Fimmg nell’annunciare che “se l’intervento della medicina di famiglia nella campagna vaccinale non è necessario o è considerato troppo oneroso per il sistema sanitario”, la categoria è pronta “a fare un passo indietro”, rinunciando ad un’attività intrapresa con generosità e responsabilità esclusivamente per attenzione verso i pazienti e per ridurre così il numero dei morti che questa pandemia sta determinando. “La partecipazione dei medici di medicina generale alla campagna vaccinale – ha inoltre ricordato Calabrese ad Emiliano – “è stata sollecitata dalla Regione e non è stata oggetto di alcuna trattativa economica”, perché “è regolata, come in ogni Paese che rispetti la dignità del lavoro dei professionisti, dagli accordi collettivi che per gli aspetti economici della medicina generale (ndr – in Italia) risalgono all’anno 2000”. E, “data la mole delle incombenze, il contesto caotico in cui versa la distribuzione delle fiale, l’organizzazione degli appuntamenti e la conflittualità con i pazienti che ne discende”, secondo il segretario barese Fimmg, tutti i colleghi non avrebbero difficoltà alla rinuncia a vaccinare. “In questo contesto”, infatti, “il mancato riconoscimento dell’impegno e del sacrificio da parte dei medici di famiglia” – per Calabrese – “viene percepito come un ulteriore motivo per ritirare la propria disponibilità a contribuire alla campagna di vaccinazione regionale”. Difatti, ha poi evidenziato il rappresentante sindacale barese, “i medici di medicina generale hanno resistito finora solo per senso di responsabilità, ossia per ridurre il contagio e la mortalità dei pazienti che seguono da tanti anni e per permettere a tutta la società di uscire quanto prima dalla condizione di emergenza pandemica”. Ragioni, quelle enunciate da Calabrese, che hanno indotto la Fimmg di Bari a concludere la missiva al Presidente della Regione Puglia con la richiesta “di intervenire pubblicamente esprimendosi sulle motivazioni e sulle scelte fatte dalla Regione in merito alla partecipazione della medicina generale alla campagna vaccinale e sul ruolo che svolge all’interno del sistema sanitario regionale”, pubblicando “con la massima trasparenza i compensi nel percorso vaccinale di tutti i soggetti coinvolti attivamente nella campagna”. Infine, Calabrese ha invitato Emiliano a partecipare all’assemblea straordinaria dei medici di medicina generale convocata on-line per sabato prossimo alle ore 10.30. Invito prontamente accolto dal governatore pugliese con la sua lettera di risposta su Facebook e con la quale Emiliano ha invitato i medici di famiglia “a guardare oltre le ingiuste” e “le critiche” ad essi rivolte. Infatti, ha rilevato il governatore nel suo intervento di risposta alla Fimmg di Bari, durante “questa pandemia accade sovente che ciascuno di noi – spesso senza avere alcuna responsabilità – subisca a torto o a ragione polemiche ed attacchi”. “La giustificata ansia di tutti noi di vaccinarci al più presto pur in mancanza – in tutto il mondo – di dosi di vaccini sufficienti, – secondo Emiliano – giustifica la continua attenzione sulle attività che ogni attore sanitario svolge in questo periodo”. Il governatore ha riconosciuto che “i medici di famiglia in questa fase stanno affrontando un compito delicato e importantissimo e si stanno comportando egregiamente nonostante i disagi causati dalla somministrazione a singhiozzo dei vaccini da parte del Governo”, ricordando di essere stato lui stesso a chiedere ai medici di famiglia “di partecipare alla campagna vaccinale con insistenza da molti mesi” e perciò li ha ringraziati per la disponibilità data nel contribuire alle inoculazioni dei vaccini. E li ringrazia anche per avere accettato di eseguire tamponi e coordinare assieme ai colleghi delle Asl – Usca l’assistenza domiciliare dei positivi. Emiliano ha fatto anche sapere ai medici di famiglia di considerarli “la base imprenscindibile” del sistema sanitario territoriale e di aver perciò dato indicazioni a fornire con continuità tutti i vaccini disponibili, per completare la vaccinazione dei fragili, degli ultraottantenni e degli allettati”. Per l’altro aspetto delle ragioni per cui Calabrese si è rivolto pubblicamente al Presidente della Regione Puglia, quest’ultimo per il momento ha glissato nella sua missiva di risposta, rimandando ad un apposito incontro “per migliorare insieme” il lavoro. In definitiva la Fimmg di Bari ha chiesto trasparenza anche per gli aspetti economici che riardano i medici di famiglia impegnati nella campagna vaccinale, ma il governatore ha preferito prendere tempo e, soprattutto, rinviare la discussione in altra sede non pubblica per chiarire ciò che effettivamente non va in piena emergenza nel rapporto trai sanitari di base e  Regione.

Giuseppe Palella

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