Cultura e Spettacoli

I megatoni dietro l’angolo ma noi…

14 ottobre 1962 un Lockheed U-2, un aero-spia statunitense in volo su Cuba, scattava una foto destinata a restare memorabile : Su una spianata fra la vegetazione nei pressi di San Cristobal segni inequivocabili confermavano che laggiù era in corso la costruzione di una postazione missilistica. Ecco la prova che l’amministrazione Kennedy cercava da mesi, la prova che i sovietici stavano dotando l’isola di Castro di ordigni atomici con cui colpire il territorio statunitense. Krushev aveva accettato di difendere Cuba dagli Usa dopo che questi due anni prima avevano cercato d’invadere l’isola e mettere fine al regime di Fidel Castro, incappando però in un’umiliante sconfitta. Per di più gli americani nel clima di riarmo voluto da Kennedy avevano installato postazioni missilistiche in Turchia e in Italia, gli unici punti del ‘territorio Nato’ da cui era possibile colpire il territorio sovietico (tenuto conto della gittata dei missili del tempo). La reazione USA, fermissima, diede inizio alla ‘crisi dei missili’, che rappresentò il momento di massimo pericolo toccato dall’umanità durante la guerra fredda. Il mondo rimase col fiato sospeso sino al 21 novembre, giorno in cui le sue superpotenze raggiunsero un accordo : Mosca avrebbe ritirato i suoi missili da Cuba in cambio della rinuncia ad attaccare Cuba e del ritiro dei missili dalla Turchia e dall’Italia. Il nostro paese, già. Pochi sanno che quei missili erano stati posizionati in Puglia, all’interno di un’area comprensiva dei comuni di Gravina, Laterza, Acquaviva delle Fonti, Altamura, Spinazzola, Irsina, Matera, Mottola e Gioia del Colle. In tutto, dieci basi missilistiche, ciascuna dotata di tre Jupiter, colossi lunghi 19 metri, armati di testate nucleari della potenza di 1,45 megatoni (cento volte quella scaricata contro Hiroshima) e con una potenza balistica di 5500 km. Ciò che resta incredibile di quei giorni è che questi strumenti di morte, pronti giorno e notte al lancio, erano posizionati verticalmente all’interno di basi dalla recinzione bassissima (di quelle postazioni, tutte a pianta triangolare e con gli angoli smussati, restano ancora in piedi le torrette di guardia e le unità abitative). I missili erano perciò visibili anche a distanza di chilometri, eppure non fecero mai notizia. Non ne avevano fatta al momento dell’installazione, non ne fecero nemmeno quando vennero disinstallati. Pugliesi ciechi, sordi, muti? Eravamo seduti su una polveriera, eppure i nostri pensieri erano rivolti a chi avrebbe vinto il campionato di calcio, la lotteria di capodanno, il festival di Sanremo… Un miracolo ottenuto imbavagliando i mezzi di comunicazione, depistando i sospettosi, costruendo le premesse per tenere lontana la gente anche a costo di cucire bocche con l’intimidazione o col denaro. – Nell’immagine, un fase del montaggio di un missile statunitense a testata nucleare.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 14 Ottobre 2017

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