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I mille colori di Davide Dadàmo

Certe volte ti lega mani e piedi, la sorte, altre volte ti mette la valigia in mano. Può andarti bene o male in entrambi i casi. Ci vuole pazienza con la nostra meravigliosa Terra. A Davide Dadàmo (l’accento è obbligatorio trattandosi d’un nome d’arte), un musicista carovignese classe ‘95 e di belle speranze, la Terramadre ha imposto di emigrare. Destinazione Roma, a laurearsi in Canto Jazz presso il conservatorio Santa Cecilia di Roma, trovando anche il tempo di frequentare l’Officina Pasolini, il CET di Mogol e nomi della musica italiana (Tosca, Rossana Casale, Danilo Rea…). Tanto fermento non poteva rivelarsi sterile. Dopo l’esordio nel 2015 con l’assai vario ‘Dove sono le Hawaii’, un EP che raccoglie quattro tracce, Dadàmo si ripete con ‘Mille colori’, un secondo e altrettanto felice EP edito a febbraio di quest’anno. Anche qui quattro brani (L’equilibrio, Nonostante tutto, Centimentri di libera espressione e Would you love me?) avvicinati dalla medesima, avida curiosità di sondare l’universo musicale. Dove potrà arrivare Davide Dadàmo non è possibile dire, ma lasciano ben sperare la sua spontaneità, l’esuberanza che non deborda, il rifiuto di stupire, la devozione verso i Maestri, l’atteggiamento non pretenzioso, pur a fronte di mezzi tecnici apprezzabili, e infine la cifra positiva effusa tra parole e note. E’ pop, il suo, è funk?… L’etichetta qui non è determinante. Lo stesso Daddàmo non se ne cura, palesemente felice di fare (buona) musica impregnandosi di echi ed influenze. Col suo gusto sottilmente retrò, ‘Mille colori’ è disco “volutamente poco attuale”. L’autore lo definisce il suo “progetto zero”, il suo “primo vero passo”, come se ‘Mille colori’ fosse lo sviluppo di un precedente bozzetto (‘Dove sono le Hawaii’). In verità questa distanza fra le due opere non è poi così grande. Ad avvicinare i due EP, che potrebbero benissimo intendersi come parte I e parte II dello medesimo disco d’esordio, è la stessa freschezza, lo stesso entusiasmo contagioso da artista di strada. Venendo ai dettagli, ‘incornicia’ questa famigliarità la tenerezza pastello delle due copertine, disegnate da Pascal Dadamo. In conclusione, un disco piacevole che segnala un musicista ancora dubbioso sulla strada da intraprendere, ancora al lavoro per mettere a fuoco un percorso personale, ma che nel frattempo si guarda attorno e fa musica. Buona musica. – Registrato. missato e masterizzato presso il Village Recording Studio, ‘Mille colori’ si avvale dei contributi di Alessandro Bintzios (basso), Giacomo De Bona (batteria e percussioni) e Luca Giannini (chitarra solista). Musica e testi sono di Davide Dadàmo, che suona anche la chitarra ritmica. Ogni arrangiamento reca la firma del quartetto.

Italo Interesse

 

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