Cultura e Spettacoli

I mondi di Giusy De Pasquale tra ispirazioni magrittiane e moderne psicomachie

“I baci scritti non arrivano a destinazione, ma vengono bevuti dai fantasmi lungo il tragitto.” Scriveva Kafka nelle sue struggenti lettere a Milena. Di questi percorsi intricati ed evanescenti sembra essere costellata l’arte poliedrica e dalle caratteristiche sfaccettate della giovane artista pugliese Giusy De Pasquale. Nelle sue opere troviamo sospesi, tra interrogativi di Magritte, ossessioni daliniane ed esplosioni di colore alla Munch, oggetti del quotidiano, che pendono come regali infiocchettati dalle nuvole di un cielo di sogni, o figure di donne a metà tra fumetto, astrazione e tradizione pittorica classica. Questo e tanto altro nell’arte della pittrice barese, che dopo la maturità classica ha deciso di dedicarsi interamente all’arte e di intraprendere gli studi storico-artistici presso le Università di Bari e “La Sapienza” di Roma, proseguendo poi col dottorato di ricerca in storia dell’Arte alla “Federico II” di Napoli. Ha esposto le sue opere per la prima volta alla Fiera del Levante (Edizione 2010) nello Spazio aperto all’arte. Negli anni successivi ha partecipato a numerose mostre collettive: presso la storica galleria barese “La Nuova Vernice”, nello Spazio Giovani del Comune di Bari, presso la Galleria Logos di Roma e presso la Pino Pascali di Polignano a Mare, fino ad approdare ad Helsinki nel 2022:” Dipingo fin da bambina, trovavo in giro i pannelli e i colori di mia madre ed ero cullata dalla musica di mio fratello, insomma la mia infanzia ‘ ispirara’ è stata terreno fertile per lo sviluppo futuro nella mia grande passione, ma ho scelto di diventare una storica dell’arte e di dedicarmi all’insegnamento. Nella mia pittura vi sono dei fili rossi conduttori che considero importanti e sempre vivi in me, tematiche su cui costantemente rifletto e di cui racconto attraverso le mie opere, come quelle dedicate alla figura femminile. Eva per esempio, in cui vi è un richiamo al fumetto, mondo che mi ha sempre affascinato, specialmente quello dei manga giapponesi, ma anche ai colori e alle atmosfere di Munch, poiché ritengo che sia stato unico in quella sua maniera esplosiva e passionale di creare il colore.
La donna che ritraggo è cresciuta con me, si può dire che faccia parte della mia presa di coscienza nel tempo, e della consapevolezza che è necessario difendere alcuni valori e diritti imprescindibili.” La ricerca ultima di Giusy De Pasquale verte su un genere pittorico molto interessante e particolare, in costante elaborazione, ispirato alle psicomachie rinascimentali. Dimensioni a metà tra l’onirico e il surreale, in cui spesso una donna si volge verso l’orizzonte, o comunque verso un obiettivo da raggiungere, alla ricerca di qualcosa, dietro la spaccatura di un mondo forse troppo piccolo per rappresentare le sue istanze interiori, sotto un cielo di soffioni arrotolati che sembrano mantenere inesorabilmente la propria rotta, qualunque cosa accada. “Mi piacerebbe sviluppare una piccola produzione di ‘psicomachie’, un genere in cui la composizione e il paesaggio rimandano a scelte interiori dell’anima. Il sogno del Cavaliere di Raffaello ne rappresenta un esempio. Nella mia personale modernizzazione e visione queste opere rappresentano una costante spinta verso un obiettivo, è come se prendessi in esame i vari percorsi e le varie possibilità della vita, senza fermarmi a preconcetti o ad una visione precostituita della realtà: sogni, delusioni, speranze, ambizioni o vita vissuta, in ogni caso percorsi da considerare e sui quali mantenere e trasmettere una riflessione sempre aperta. “

Rossella Cea


Pubblicato il 11 Gennaio 2023

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