Cultura e Spettacoli

I paesaggi di Alessandro La Volpe

Maggiore rappresentante della seconda Scuola di Posillipo fu un pittore pugliese, nato a Lucera il 28 febbraio 1820

Per scuola di Posillipo si intende una corrente artistica formatasi a Napoli nel secondo decennio dell’Ottocento che raccolse pittori paesaggisti. Il suo prendere vita fu molto più avanti riassunto da Pasquale Villari con queste parole : «La bellezza del clima, i paesaggi stupendi che circondano Napoli, e i molti forestieri che ne chiedono sempre qualche ricordo disegnato e dipinto, avevano fatto sorgere un certo numero di artisti i quali, come per disprezzo, erano dagli accademici chiamati della Scuola di Posillipo, dal luogo dove abitavano per essere più vicini ai forestieri. Essi non facevano che in origine di copiare vedute, ma gli inglesi hanno generalmente molto gusto per questi lavori, li giudicano e li pagano bene. Fu perciò necessario migliorare, e la Scuola di Posillipo fece infatti progresso, e crebbe di numero». Se la prima fase della Scuola di Posillipo puntò sopratutto sui valori lirici caricando i paesaggi di umori romantici, nella seconda fase, posteriore agli anni trenta dello stesso secolo, gli schemi andarono ripetendosi con l’accentuarsi di un gusto in qualche modo oleografico. Maggiore rappresentante della seconda Scuola di Posillipo fu un pittore pugliese : Alessandro La Volpe. Nato a Lucera il 28 febbraio 1820 (si sarebbe spento a Roma il 2 agosto 1887), La Volpe fu figlio d’arte. Suo padre, Nicola, pittore senza fortuna, intuito il superiore talento del figlio, lo mandò a studiare a Napoli, dove il ragazzo fu allievo di Gabriele Smargiassi e di Salvatore Fergola all’Accademia di belle arti. Esordì all’esposizione Borbonica del 1848, con ‘Templi di Paestum’ e ‘Grotta di Bone’. Partecipò a mostre annuali della Società Promotrice di belle arti di Napoli, esponendo nel 1863 ‘Bagno’, un ‘Paesaggio’ e ‘Castello di Staggia’; nel 1864 ‘Tempio di Humbos nell’alto Egitto’ e ‘Marina di Paestum’; nel 1866 ‘Panorama di Pompei’, tela premiata con medaglia d’oro e poi esposta a Parigi nel 1867. Fu eletto nel 1870 professore onorario dell’Accademia di belle arti di Napoli. Si trasferì poi a Roma e aprì uno studio in via Margutta.Nel 1880 espose ‘Napoli da Frisio’ alla LI mostra della Società degli amatori e cultori di Roma. Suoi spunti preferiti furono il golfo di Napoli visto da Posillipo, vedute della costiera amalfitana, di Ischia, Capri, Nisida, Paestum e Pompei, paesaggi collinari e piccoli porti con barche di pescatori. Parte della sua produzione è distribuita fra collezioni private, il Musée des Beaux-arts di Mulhouse, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Pinacoteca Civica Vincenzo Bindi di Giulianova e il Museo dell’Ottocento di Pescara. La parte più consistente, invece, è esposta a Napoli presso il Museo San Martino, il Museo Nazionale di Capodimonte, il Palazzo Reale e la Galleria dell’Accademia di Belle Arti. – Nell’immagine, ‘Scene di pesca’, 1966.

Italo Interesse

 

 

 


Pubblicato il 28 Febbraio 2024

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