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I pericoli della ‘fontana-latrina’ del Parco ‘Mimmo Bucci’

L'unico spazio verde del rione, aperto una decina d'anni fa, rimane un contenitore privo di attrattive

“Grazie” all’indifferenza dell’Amministrazione Comunale e del Presidente del 1° Municipio nel Parco Mimmo Bucci, primeggia sporcizia e degrado tanto da essere oramai infrequentabile. E’ l’incipit della missiva/denuncia che Luigi Cipriani, Segretario del Movimento Politico ‘Riprendiamoci il Futuro”, ha inviato a primo cittadino, assessore a patrimonio e ambiente e presidente municipale per denunciare ancora una volta lo stato di degrado e abbandono in cui è ridotto l’unico parco esistente nel quartiere Libertà. E basta guardare le foto allegate per scorgere tra le tante altre cose che non vanno, quella “fontana/cascata”-pericolo per la salute dei frequentatori del parco, da tempo immemore ridotta a una specie di acquitrino maleodorante, conduttrice di infezioni. Cipriani ha perciò invitato Sindaco, Assessore al Patrimonio, Assessore all’Igiene e Presidente del 1° Municipio ad attivarsi, ognuno per la propria competenza, affinchè sia data dignità ad un ex spazio verde che, grazie all’inerzia di questa amministrazione, è stato ridotto a una vera e propria “latrina”. Tanto da essere pericoloso per la salute dei frequentatori: un fallimento totale. Problemi fin dal primo giorno, al parco ‘Bucci’: allorquando fu inaugurato – una decina d’anni or sono – fu lo stesso Cipriani a invitare l’ex Sindaco Emiliano e l’Assessore dell’epoca ai Lavori Pubblici Lacarra ad avere il “coraggio” di chiuderlo, per impraticabilità e pericolo. A testimonianza che la situazione non è cambiata, il copioso materiale fotografico allegato alle denunce riguardante un parco aperto un paio di giorni prima dalla campagna “elettorale” per il Parlamento Italiano. E già allora, a febbraio 2013, l’ex consigliere comunale del Libertà, preoccupato per alberi secchi e prossimi a cadere, ma anche per l’acqua stagnante e maleodorante tanto da essere idoneo habitat per larve di parassiti, senza parlare del prato, che anche oggi sembra un campo di patate. Non c’erano e non ci sono operatori ecologici e la mancata pulizia quotidiana lo ha reso una discarica e molti ragazzi sono costretti a soddisfare i propri bisogni dietro il gabbiotto (all’aperto) pur esistendo una specie di bagno chiuso a chiave, giammai fruibile. E pericoli incombono sui frequentatori (soprattutto anziani e bambini) per la presenza di motorini che scorrazzano indisturbati all’interno del parco, “agevolati” dalla mancata installazione, agli accessi pedonali, di archetti che impediscano l’ingresso a moto e bici, al fine di salvaguardare l’incolumità dei frequentatori. Tempo fa presso l’Assessore al Patrimonio è stata depositata una petizione popolare – con centinaia di firme – che propone il cambio di destinazione d’uso del chiosco-bar in posto fisso di Pubblica Sicurezza, al fine di garantire la presenza delle Istituzioni in un quartiere che ne è totalmente privo.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 31 Maggio 2023

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