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I “Popolari” invitano il loro assessore a dimettersi

Nella compagine regionale di centrosinistra che sostiene il governatore Michele Emiliano sono iniziate le manovre di assestamento conseguenti allo scossone provocato dai risultati delle recenti elezioni per il Parlamento europeo in Puglia. Tra i primi a reagire all’esito del voto è il gruppo de “I Popolari per Emiliano”, che nell’aula dell’Assemblea regionale pugliese annovera tre consiglieri: il barese Peppino Longo, il foggiano Napoleone Cera ed il salentino Mario Romano. Tutti e tre di estrazione Udc e, quindi, di matrice centrista. A rappresentare tale gruppo politico nell’esecutivo regionale c’è, come assessore esterno, l’ex parlamentare salentino dell’Udc Salvatore Ruggeri, che – come si ricorderà – alla fine del 2016, in qualità di responsabile pugliese dello scudocrociato di Lorenzo Cesa, aveva preso il posto del cognato, Salvatore Negro, che nel 2015 era stato riconfermato in consiglio regionale con la lista de “I Popolari” ed era stato scelto da Emiliano per la delega assessorile di responsabile al Welfare, ma poi scomparso nell’Ottobre del 2016 a seguito di una grave malattia. Invece, al seggio di Negro in consiglio regionale subentrò il primo dei non eletti della lista in provincia di Lecce, ossia Romano. Già dopo le elezioni politiche di marzo del 2018 la poltrona assessorile di Ruggeri cominciò a traballare a seguito sia delle vicende divisive interne all’Udc pugliese legate alla collocazione nazionale del partito, che lo vedeva alle politiche schierato con il centrodestra (mentre alla Regione Puglia – come innanzi detto – è schierato con il centrosinistra), sia per il deludente risultato riportato nella nostra regione in quella competizione elettorale anche nei Comuni ritenuti roccaforte degli esponenti dello scudocrociato di cui lo steso Ruggeri era responsabile regionale. Da non dimenticare che Ruggeri è considerato uno dei personaggi pugliesi più vicini all’Udc di Cesa, essendo stato in passato anche, e forse lo è tuttora, segretario amministrativo di detto partito. Sta di fatto che Ruggeri è riuscito nel 2018 comunque a sopravvivere nel ruolo di assessore della giunta Emiliano, ora invece, dopo la mancata elezione di Cesa al Parlamento europeo nella Circoscrizione meridionale, ma soprattutto a seguito del non entusiasmante numero di preferenze conseguite nel Salento, dove tra i suoi principali sostenitori figurava proprio l’assessore Ruggeri che, pur facendo parte di una coalizione di centrosinistra, si è prodigato per portare voti a Cesa, candidato nella lista di Forza Italia, difficilmente l’assessore al Welfare potrebbe rimanere ancora in sella, visto che a volerlo spodestare da assessore regionale sono proprio i consiglieri del gruppo politico che rappresenta nell’esecutivo, cioè “I Popolari”. Infatti, Longo, Cera e Romano con una recente lettera, dopo aver analizzato l’esito delle europee e delle amministrative dei Comini pugliesi chiamati al voto lo scorso fine maggio, hanno invitato Ruggeri – che è anche coordinatore regionale dei “Popolari” – a dimettersi da assessore. Chiedendo, in subordine, al presidente Emiliano di revocargli la delega, “non rappresentando più il gruppo Popolari in Regione Puglia”. Infatti, secondo i tre consiglieri , “il gruppo ha dovuto prendere atto del fallimento dell’azione politica del suo assessore, incapace di rendersi punto di riferimento delle istanze territoriali e muovere a un maggiore coinvolgimento dei componenti del gruppo” stesso.  Evidenziano, inoltre che il gruppo de “I Popolari non ha bisogno di uomini soli al comando o di politiche personalistiche, ma di recuperare uno spirito federativo e partecipativo che è stato alla base della presentazione della coalizione nel 2015 a sostegno della candidatura, poi vittoriosa grazie anche al contributo dei Popolari, di Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia”. Fin qui gli strali dei tre esponenti regionali rappresentati da Ruggeri nella giunta Emiliano. Ma ad auspicare l’uscita dall’esecutivo di Ruggeri in un primo momento era forse lo stesso Emiliano che, sperando in sue eventuali dimissioni per la sfiducia ricevuta dal suo gruppo di riferimento, aveva probabilmente ipotizzato di liberare quel posto per quadrare gli equilibri all’interno del suo partito, il Pd, dove le acque sono sempre molto agitate proprio a causa degli sbilanciamenti esistenti tra le diverse anime presenti in consiglio regionale, alcune delle quali – come è noto – anche su posizioni altamente critiche nei confronti del governatore. Vedi, ad esempio, la recente vicenda  dell’assessore filo-leghista, Leo Di Gioia, che Emiliano non vuol prendere in considerazione, pur sapendo che all’interno della sua maggioranza, ed ancor più nel suo partito, ha suscitato e forse continua a suscitare non pochi mal di pancia. Infatti, è lo stesso Emiliano che, rispondendo a margine di un evento propagandistico a Bari, nella Fiera del Levante, a chi gli ha chiesto sulla possibilità di un possibile rimpasto in Giunta, ha dichiarato: “Non avrebbe nessun senso il cambiamento della Giunta a otto mesi dalla fine. È ovvio che se dovessero accadere dei fatti che non dipendono dalla mia volontà si porrà rimedio”.E, alla domanda esplicita sulla permanenza in Giunta dell’assessore al Welfare, Ruggeri, del quale tre consiglieri regionali del gruppo politico di riferimento chiesto le dimissioni, il governatore pugliese ha risposto ancor più seccamente: “La Giunta è quella e cambiare last minute solo per legittime questioni di equilibri interni non avrebbe senso, non è nell’interesse della Giunta e non è nell’interesse della Regione Puglia”, ribadendo di non aver “l’impressione che questa maggioranza sia in fibrillazione”. “Io credo – ha concluso Emiliano – che la maggioranza sta assolutamente insieme. Il punto è che è l’anno delle elezioni ed è normale, fisiologico che ci siano un po’ di lavori preparatori in vista della campagna elettorale”. Insomma, per il governatore pugliese, tranne le ordinarie e fisiologiche scaramucce interne, normali ad un anno dal voto di rinnovo del consiglio regionale, nella sua maggioranza è tutto ok. Sarà vero? Lo vedremo nei prossimi mesi. Di certo non sarà calma piatta alla Regione Puglia. Anche se poi, come è sempre accaduto alla vigilia di ogni elezioni, le paure dei “non ritorno” unite a quella di una possibile sconfitta hanno imprevedibilmente determinato il sereno alle previsioni di tempesta. Infatti, difficilmente è accaduto il contrario in cinquant’anni di vita dell’Ente.

 

Giuseppe Palella

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