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I servizi che mancano: ancora niente regole per i centri diurni

La nostra povera sanità, con la sua infinta scia di tagli, sperperi e sprechi, sempre nel mirino di politici e amministratori regionali. “I cittadini che hanno bisogno di assistenza sono spesso costretti a macinare chilometri per raggiungere le strutture presenti sul territorio e dopo interminabili liste di attesa. Sui Centri Diurni ho presentato più interrogazioni e persino un emendamento al Bilancio di Previsione 2017. Al Welfare della Regione Puglia chiedo di passare dalle parole ai fatti”. Così ha ripreso a riannodare le fila del discorso sulla sanità che non funziona in Puglia Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia. “Gli accessi ai Centri – ha proseguito Damascelli – sono stati riattivati anche a seguito di una mia denuncia per sollecitare la Giunta regionale ad intervenire. Si ricorderà, infatti, il blocco che è durato per troppo tempo, impedendo a cittadini anziani, diversamente abili o bisognosi di cure per patologie neurologiche di ricevere la dovuta assistenza. Oggi, però, il problema non è ancora risolto: le liste d’attesa compromettono l’accesso dei pazienti nelle strutture più vicine al loro territorio e la Regione ancora non  dà risposte concrete. Basterebbe, infatti, contrattualizzare alcune strutture nuove e di eccellenza, con personale altamente specializzato, bandendo avvisi pubblici per il regolare e trasparente espletamento delle procedure. Cosa che, sebbene sia stata chiesta dai pazienti prima ancora che dai centri di nuova realizzazione, Regione e Asl continuano a non fare. Eppure, è evidente la richiesta di assistenza da parte dei cittadini bisognosi di cure adeguate e l’insufficienza della risposta della Puglia rispetto alla domanda. Ed ecco, dunque -conclude Damascelli- la richiesta doverosa da formulare e trasmettere all’attenzione dell’assessore Negro che, a seguito delle mie sollecitazioni durante il dibattito sulla legge di stabilità, ha convocato per il prossimo 9 gennaio il tavolo tecnico sulla disabilità: si avvii una concreta concertazione con gli operatori del terzo settore e si provveda ad individuare quanto necessario per procedere celermente con il potenziamento dei servizi erogati da ulteriori centri diurni, sempre con procedure trasparenti, se si vuole veramente rimediare ad un grave stallo che lede il diritto dei pugliesi di accedere all’assistenza socio-sanitaria”. Eppure sono state fin dalla primavera scorsa, nel corso di una riunione tra l’assessore regionale al Welfare dell’epoca e l’assessora comunale al Welfare Francesca Bottalico, le criticità connesse alla prosecuzione dei servizi erogati dai centri diurni per disabili e anziani e dai centri diurni per minori della città di Bari. Infatti in assenza di misure straordinarie, le strutture sarebbero state chiuse fin da aprile a causa della mancata copertura finanziaria. E dunque, la Regione Puglia si era impegnata a riattivare la piattaforma telematica per consentire la prosecuzione temporale dei servizi per disabili e anziani, con il Comune di Bari, con riferimento ai centri diurni per minori, impegnato ad anticipare le somme necessarie per dare prosecuzione dei servizi, almeno quelli rivolti ai minori. “Era doveroso da parte nostra facilitare la ricerca di una soluzione pur con tutte le criticità ancora sul tappeto – ha spiegava l’assessore al ramo – perché è interesse di tutti assicurare continuità ai servizi su un territorio che da anni continua a investire per la crescita dell’offerta e per il sostegno della domanda da parte delle famiglie. Il caso del Comune di Bari ci ha reso ancor più evidente, se necessario, che occorrerà condividere con la città metropolitana di Bari e con il sistema delle autonomie locali una più robusta programmazione delle risorse complessivamente disponibili per il prossimo triennio, perché siano più chiari i vincoli e le opportunità del sistema di offerta attuale, con un responsabile coinvolgimento del partenariato istituzionale e sociale e delle associazioni delle famiglie”. Almeno sulle tariffe dei servizi, dopo la delibera di Giunta regionale n. 54 del 31 gennaio 2017 è stato completato, appunto, il tariffario dei servizi socio assistenziali e sociosanitari sul territorio regionale. La determinazione della tariffa/costo standard di riferimento regionale riguarda le prestazioni erogate dai Centri diurni per minori e in particolare dal centro socio educativo diurno, dalla ludoteca, dai servizi educativi e per il tempo libero, e dal centro aperto polivalente per minori: per il centro socio educativo diurno(art. 52 – 30 posti) la tariffa mensile è di 364,08 euro; per la ludoteca (art. 89 – 20 posti) ) la tariffa mensile è di 213,64 euro; per i Servizi educativi per il tempo libero (art.103 – 20 posti) ) la tariffa mensile è di 213,84 euro; infine per il Centro sociale polivalente (art. 104 – 50 posti) ) la tariffa mensile è di 271,92 euro. La determinazione delle tariffe regionali tiene conto di alcuni criteri: il costo del servizio in relazione ai contenuti ed alle modalità di erogazione, sulla base di parametri medi regionali desunti da apposite analisi di mercato; le caratteristiche strutturali, organizzative e professionali del soggetto accreditato; il grado di complessità della prestazione, ovvero esigenza di personalizzare la prestazione in relazione a specifiche situazioni di bisogno; l’esigenza di promuovere e facilitare il consumo di determinati servizi, nella platea dei potenziali utenti beneficiari; l’applicazione dei fattori che determinano economie di scala nella distribuzione dei costi indiretti di gestione, per ridurre progressivamente le tariffe applicate al crescere della dimensione per moduli e per posti/utente di ciascuna struttura. E adesso, per riattivare le risorse regionali temporaneamente sospese, garantendo così la continuità dei servizi, appuntamento al prossimo tavolo tecnico che parta dall’analisi degli effettivi fabbisogni del territorio, valorizzando il patrimonio dei servizi costruiti dal sistema del welfare barese. E intanto il tempo passa….

 

Antonio De Luigi

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