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I sindaci in coro: “No alle ricerche petrolifere sulle nostre coste”

“Repetita iuvant”: non sarebbe certo la prima volta che i sindaci pugliesi, con in testa il presidente dell’associazione nazionale dei primi cittadini d’Italia e regionale (sindaci Decaro di Bari e Vitto di Polignano a mare) e la delegata all’ambiente (sindaca di Bitetto) Fiorenza Pascazio, esprimono a gran voce totale e assoluta contrarietà verso ogni attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sulle coste pugliesi. E’ assurdo e incomprensibile che, in una fase in cui il mondo sembra intraprendere definitivamente la strada della de-carbonizzazione dell’economia, anche per fronteggiare l’avanzare della crisi climatica, in un momento in cui nel nostro Paese si afferma il concetto di “transizione energetica” come fondamentale presupposto per il compimento della “transizione ecologica”, si voglia tornare nella direzione opposta. Anci/Puglia pertanto, si è associata alla posizione espressa dal governatore pugliese Michele Emiliano e dall’assessora regionale Anna Grazia Maraschio e chiede, anche tramite l’intercessione di Anci nazionale, l’immediato intervento del presidente Draghi e del presidente Mattarella, per scongiurare un grave pericolo per i territori interessati, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini e per favorire uno sviluppo economico alternativo ed ecosostenibile. “Rappresentiamo Il grido di allarme delle nostre comunità e dei nostri territori – ha sottolineato il presidente Anci Puglia Domenico Vitto – e ribadiamo il rifiuto categorico verso ogni forma di progresso o sviluppo economico che passi dal petrolio, consapevoli di dover preservare i nostri fragili ecosistemi terrestri e marini, le nostre coste e i litorali, sapendo di poter puntare su ben altre ricchezze ed eccellenze sostenibili da valorizzare, quali le bellezze naturali, la cultura, le tradizioni e il nostro stile di vita, patrimonio unico e prezioso apprezzato nel mondo”. “I Sindaci pugliesi – ha dichiarato la delegata Anci Puglia all’ambiente Fiorenza Pascazio – lottano ogni giorno per la salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi, nella consapevolezza che le risorse naturali siano la nostra maggior ricchezza; scelte come quella di nuove prospezioni per estrazioni di idrocarburi annientano ogni nostro sacrificio.” Non è trascorso molto tempo che alcune società petrolifere abbiano ottenuto il via libera dal ministero dell’Ambiente per la ricerca di petrolio a largo del Salento, facendo crescere l’allarme degli ambientalisti: “Siamo fortemente preoccupati perché sarà utilizzata la tecnica dell’airgun, cannoni ad aria compressa che provocano onde sismiche sottomarine in grado di scandagliare i fondali attraverso rilevatori sonori per verificare o meno la presenza di petrolio”, denunciavano già tre, quattro anni or sono gli ambientalisti posizionati sulle stesse idee d’un gruppo di consiglieri regionali. Un’occasione unica per chiedere nuovamente ai parlamentari pugliesi e alla Regione di farsi promotori di una legge che vietasse la ricerca petrolifera sulle nostre coste, visto che la Puglia continua a far gola alle società petrolifere. Destano ancora  preoccupazione sia le tecniche utilizzate che potrebbero avere ripercussioni negative sulla fauna e sulla flora marina e sia la estensione delle aree da indagare. Questo potrebbe favorire il rischio che vi siano trivellazioni a poco più di dodici miglia nautiche dalla costa salentina, quindi fuori dalla fascia di interdizione delle trivelle confermata anche dal referendum abrogativo del 2016.

Francesco De Martino

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